Bambino iperattivo (ADHD) o vivace?

di Paola Valeri Commenta

Gran caldo- attenzione all'alimentazione dei bambini, ecco alcune regole salva-maloriNegli ultimi anni sono in aumento le diagnosi di bambini iperattivi, sindrome da deficit di attenzione e iperattività o ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder). Bisogna fare molta attenzione però alle caratteristiche del bambino iperattivo, perché spesso sono solo dei bambini che possiamo chiamare vivaci. L’aspetto importante è riferirsi a persone qualificate. Spesso le segnalazioni arrivano dalle maestre a scuola, ma queste non sono qualificate per fare diagnosi o ipotesi di diagnosi. Quindi, se la maestra segnala un bambino come “iperattivo” potrebbe trattarsi di un bambino vivace che la stessa maestra ha problemi a contenere. Prima di convincersi che il proprio figlio sia iperattivo è bene approfondire la situazione per evitare di trascurare un problema psicologico del bambino e per evitare anche di sottoporre lo stesso a trattamenti e a farmaci che non sono necessari.

I bambini iperattivi hanno problemi di attenzione, di impulsività e di iperattività motoria. Questi problemi rendono difficile l’adattamento dei bambini a livello sociale. Spesso il problema si presenta associato ad altri disturbi che rende la situazione più complessa. Tra questi ci sono il disturbo oppositivo-provocatorio e della condotta, i disturbi specifici dell’apprendimento come la dislessia, la disgrafia e la discalculia, i disturbi d’ansia, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo bipolare. Per il trattamento di questo disturbo oltre alle terapie comportamentali si utilizzano  farmaci che contengono metilfenidato o atomoxetina.
Questi aspetti di disturbo comportamentale non sono presenti nel bambino vivace ma, come detto, possono essere fraintesi nelle segnalazioni delle maestre. L’importante è non confondere l’essere attivi e entusiasti di certi bambini con un problema psicologico. Ci sono molte critiche al trattamento con farmaci dei bambini iperattivi, ma la prima cosa è di fare attenzione alla disgnosi e comprendere bene il comportamento del bambino.

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