Parto: la Marsupioterapia per i bambini nati prematuri

di Redazione Commenta

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La MARSUPIOTERAPIA è nata in Colombia nel 1978 e si è diffusa nei Paesi poveri per far fronte alla mancanza di incubatrici. Dopodichè è stata esportata in Occidente ed oggi è ormai praticata in molti reparti di terapia intensiva neonatale.
I principi di base su cui poggia il metodo della marsupioterapia sono tre: l’amore, il calore della mamma, e l’allattamento al seno.

Ma come funziona?

Il piccolo prematuro nudo, una volta superata la fase critica, viene messo a contatto con il corpo della sua mamma in modo da fare pelle contro pelle e in posizione verticale per evitare il riflusso e la broncoaspirazione per più volte nell’arco della giornata.
Sotto l’abbigliamento materno e tenendo libero solo il viso, il bambino rimane in questa posizione per tutto il tempo necessario al

completamento del suo sviluppo. Facendo così si sprigiona del calore grazie al contatto dei due corpi in modo da far aumentare la temperatura del neonato permettendogli di raggiungere un adeguato livello termico.

Il contatto fisico con la mamma lo aiuterà a crescere e gli faciliterà l’allattamento perchè il bimbo appoggiato al seno della sua mamma è maggiormente stimolato a ricercare il capezzolo. In questo modo l’’allattamento materno diventa fondamentale, non solo per l’alimentazione del bambino, ma anche e soprattutto per la sua azione immunologia che lo protegge da infezioni.

In più le carezze, la voce, il cullamento e lo stesso battito cardiaco della madre sono importanti fattori di stimolazione della respirazione del bambino.

La Marsupioterapia porta anche evidenti benefici dal punto di vista psicologico in quanto aiuta a rafforzare ancora di più il legame tra la mamma e il suo bambino.

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