Un sorriso per i piccoli malati di cancro: con un sms si sostengono i medici clown

 Un sms per aiutare i clown dottori al fianco dei bambini colpiti da un tumore. Grazie al progetto ‘Un sorriso per i piccoli malati di cancro‘, fino al 30 gennaio è possibile sostenere la Fondazione Theodora nella sua missione: “Garantire la visita dei Dottor Sogni agli oltre 8 mila bambini ricoverati in ospedale e che affrontano, ogni giorno, la lunga e difficile battaglia contro questa terribile malattia“. Per contribuire basta inviare un messaggino al numero 45502 da tutti i cellulari personali Tim, Vodafone, Wind, 3 e CoopVoce, o chiamare lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia e Fastweb, per donare 2 euro e regalare così un sorriso a un piccolo paziente.

I fiori della piccola Ida -parte quarta-

 Non c’era luce là dentro, ma ugualmente la stanza era luminosa, la luna brillava attraverso la finestra fino in mezzo al pavimento! Era quasi come se fosse giorno. Tutti i giacinti e i tulipani erano allineati in due file sul pavimento, non ce n’erano più alla finestra, i vasi erano tutti vuoti. Sul pavimento i fiori ballavano girando tra di loro, facevano catene ordinate e si tenevano per le lunghe foglie verdi, quando ruotavano.
Al pianoforte sedeva un grande giglio giallo, che Ida di sicuro aveva visto quell’estate perché ricordava bene che lo studente aveva detto: “Oh, come assomiglia alla signorina Line!”, ma tutti lo avevano preso in giro; ora invece anche Ida pensava che il lungo fiore giallo assomigliava alla signorina, e si muoveva allo stesso modo mentre suonava, piegava il viso allungato prima da un lato e poi dall’altro, segnando il tempo della musica.

I fiori della piccola Ida -parte terza-

 La piccola Ida pensava invece che era così divertente quel che lo studente raccontava dei suoi fiori, e ci pensò a lungo. Se i fiori avevano la testa piegata perché erano stanchi di aver ballato tutta la notte, erano sicuramente malati. Così li prese e li portò da tutti i suoi giocattoli, sistemati su un grazioso tavolino col cassetto pieno di cianfrusaglie. Nel letto della bambola c’era la bambola, Sofia, che dormiva, ma la piccola Ida le disse: “Adesso devi alzarti, Sofia, e accontentarti di stare nel cassetto per questa notte; i poveri fiori sono malati e devono sdraiarsi nel tuo letto, così forse guariranno”, e sollevò la bambola che la guardava di traverso ma non disse una parola, perché era molto arrabbiata di non poter stare nel suo letto.
Poi Ida mise i fiori nel lettino della bambola, li coprì per bene con la coperta e disse che dovevano stare tranquilli: avrebbe preparato del tè per loro, così sarebbero guariti e si sarebbero alzati di nuovo l’indomani.

I fiori della piccola Ida -parte seconda-

 “È divertente!” disse la piccola Ida e batté le mani. “Ma neppure io potrei vedere i fiori?”
“Sì; ricordati, quando andrai là di nuovo, di guardare dentro la finestra e sicuramente li vedrai. Io ho guardato oggi e c’era un lungo narciso giallo sdraiato sul divano che si stiracchiava come se fosse stato una dama di corte.”
“Anche i fiori del giardino botanico possono andare fin là? Possono camminare così a lungo?”
“Certo che possono. Quando vogliono, possono anche volare. Non hai mai visto le belle farfalle, rosse, gialle e bianche, che sembrano proprio dei fiori? E lo erano; sono saltate dal gambo verso l’alto e hanno agitato i petali come se fossero state piccole ali, e così han cominciato a volare; e dato che si comportarono bene, ottennero il permesso di volare anche di giorno, non dovettero più tornare a casa e rimettersi sul gambo, e così i petali divennero alla fine delle ali vere.

I fiori della piccola Ida -parte prima-

 “I miei poveri fiori sono tutti morti!” disse la piccola Ida. “Erano così belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perché è successo?” chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie più belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! “Perché i fiori sono così brutti oggi?” gli chiese nuovamente, e gli mostrò un mazzo che era tutto appassito.
“Oh, sai che cos’hanno?” disse lo studente. “I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola.”
“Ma no! i fiori non possono ballare” rispose la piccola Ida.
“Come no!” replicò lo studente. “Quando viene buio e noi tutti dormiamo, loro si mettono a saltare allegramente qui intorno, quasi ogni notte ballano.”

Le canzoni dei cartoni animati: Sailor Moon

 SAILOR MOON

Raggio di luna che accendi la notte
poi dove vai ?
Pallido sole che dondoli sogni
che segreti hai ?
Ogni sera tu sali lassù
ma al mattino non ci sei già più,
dove vai?

Raggio di luna che rendi la notte romantica,
con quella luce che avvolge la sera bianca e pallida
Sailor Moon, hai la luna in te,
principessa di un regno che non sai dov’e’….
Sailor Moon, sempre magica,
Sailor Moon Sailor Moon sei fantastica !
Sailor Moon amica Sailor Moon
con la luna sai vedi sempre dove vai.
Sailor Moon amica Sailor Moon
senza luna sai, la notte è scura più che mai !

Cartoni animati: Dragon Ball GT

 Dragon Ball GT è l’ultimo filone narrativo della serie di manga e anime Dragon Ball, in cui Goku ha raggiunto l’età di circa 56 anni. Essa ha inizio al ritorno di Goku dall’allenamento con Ub, reincarnazione del Majin Bu originale, con cui era partito alla fine della serie Z.
GT sta probabilmente per “Grand (o Galaxy) Tour”, in riferimento al viaggio nell’universo alla ricerca delle sfere secondo gli avvenimenti che accadono all’inizio della serie, per i quali viene trasformato in un bambino.
Non esiste il manga di questa storia, in quanto creata appositamente per la televisione, con una serie che vede protagonisti, oltre a Goku, sua nipote Pan e Trunks, che lo accompagnano nel suo viaggio nello spazio.

Apparecchio invisibile: non per tutti è indicato

L’apparecchio invisibile per correggere problemi ortodontici non è per tutti e non rappresenta la soluzione semplice per ogni caso. Lo spiega il presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), intervenendo su alcuni servizi trasmessi da ‘Striscia la notizia’. “Non è corretto – dice Prada – creare aspettative nella gente con informazioni non esatte“.
Nei servizi, infatti, l’inviato ‘Capitan Ventosa’ fa vedere le foto di sorrisi di personaggi famosi con problemi ortodontici, un dentista mostra casi simili risolti utilizzando il cosiddetto ‘apparecchio invisibile‘ e si afferma che con questa tecnica è possibile risolvere velocemente tutti i casi.

Tremotino -parte due-

 Infatti egli pensava che da nessun’altra parte avrebbe trovato una donna tanto ricca. Quando la fanciulla fu sola, ritornò per la terza volta l’omino e disse: “Che cosa mi dai se ti filo la paglia anche questa volta?”. “Non ho più nulla” rispose la fanciulla. “Allora promettimi” disse l’omino “quando sarai regina, di darmi il tuo primo bambino.” “Chissà come andrà a finire!” pensò la figlia del mugnaio e, del resto, messa alle strette, non sapeva che altro fare, perciò accordò la sua promessa all’omino che, anche questa volta, le filò l’oro dalla paglia. Quando al mattino venne il re e trovò che tutto era stato fatto secondo i suoi desideri, la sposò; e la bella mugnaia divenne regina. Dopo un anno diede alla luce un bel maschietto e non si ricordava neanche più dell’omino, quando questi le entrò d’un tratto nella stanza a reclamare ciò che gli era stato promesso. La regina inorridì e gli offrì tutte le ricchezze del regno, purché‚ le lasciasse il bambino; ma l’omino disse:

Tremotino -parte uno-

 C’era una volta un mugnaio che era povero, ma aveva una bella figlia. Un giorno gli capitò di parlare con il re e gli disse: “Ho una figliola che sa filare l’oro dalla paglia”. Al re, cui piaceva l’oro, la cosa piacque, e ordinò che la figlia del mugnaio fosse condotta innanzi a lui. La condusse in una stanza piena di paglia, le diede il filatoio e l’aspo e disse: “Se in tutta la notte, fino all’alba, non fai di questa paglia oro filato, dovrai morire”. Poi la porta fu chiusa ed ella rimase sola. La povera figlia del mugnaio se ne stava là senza sapere come salvarsi, poiché‚ non aveva la minima idea di come filare l’oro dalla paglia; la sua paura crebbe tanto che finì col mettersi a piangere. D’un tratto la porta si aprì ed entrò un omino che disse: “Buona sera, madamigella mugnaia, perché‚ piangi tanto?”.