Il cancello era chiuso, ma lei rimosse il gancio arrugginito che si staccò, così la porta si aprì e lei corse a piedi nudi nel vasto mondo. Per tre volte si guardò indietro, ma nessuno la rincorreva; alla fine non potè più correre e sedette su una grande pietra, si guardò intorno, l’estate era passata, era già autunno inoltrato, ma non lo si notava nel bel giardino dove brillava sempre il sole e si trovavano i fiori di tutte le stagioni.
«Oh, Signore, come ho fatto tardi!» esclamò la piccola Gerda. «È già autunno: ora non posso neppure riposarmi!» e si alzò per ripartire.
Oh, come erano stanchi e doloranti i suoi piedini, e che freddo e che tristezza c’era tutt’intorno; le lunghe foglie dei salici erano tutte gialle, stillanti di brina; una foglia cadeva dopo l’altra, solo il susino aveva ancora i frutti, ma così amari che legavano i denti. Oh, com’era grigio e triste il vasto mondo!
Le canzoni dei cartoni animati: Lupin III, l’incorreggibile
Lupin III, L’incorreggibile
O O O O O O O !
O O O O O O O !
O O O O O O O O O !
Di Lupin al mondo uno ce n’è
sempre pronto all’avventura lui è
Un tesoro al sicuro non è
Se ce li attorno Lupin.
O Lupin
Con il rischio gioca sempre perché
Per lui nulla d’impossibile c’è
Sempre molto audace questo è Lupin.
Lupin Lupin l’incorreggibile!
Lupin Lupin l’inafferrabile!
Lupin Lupin
ineguagliabile sei…!
Lupin Lupin
l’incorreggibile!
Lupin Lupin
l’inafferrabile!
Lupin Lupin l’ineguagliabile sempre all’avventura tu vai!
(sei furbo Lupin!)
Cartoni animati: Lupin III
Lupin III è un progetto di manga, anime, videogiochi e film ideato dal mangaka giapponese Monkey Punch nel 1967, liberamente ispirato ai romanzi del ladro gentiluomo Arsène Lupin creati da Maurice Leblanc e da cui sono stati tratti anche numerosi anime.
Lupin III debuttò il 10 agosto 1967 sulle pagine di Weekly Manga Action, una rivista settimanale della Futabasha. Il suo autore è Kazuhiko Kato, un mangaka che diventerà famoso col nome d’arte di Monkey Punch. Kato non crea un personaggio ex novo, ma si rifà al protagonista dei racconti e romanzi di Maurice Leblanc, molto amato in Giappone: Arsène Lupin. Il suo Lupin altri non è che il discendente del celebre ladro gentiluomo, ovvero suo nipote.
Fecondazione assistita: 350 bimbi l’anno arrivano da ovuli congelati
In Italia circa 350 bebè l’anno arrivano dal ‘grande freddo’. Vale a dire che quasi un bambino al giorno nel 2009 (ultimi dati disponibili) è nato da ovuli congelati, crioconservati per consentire ad aspiranti genitori di diventare mamma e papà al momento giusto. A scattare la fotografia della situazione italiana per l’Adnkronos Salute è il ginecologo Mauro Schimberni, docente della II Facoltà di medicina dell’università Sapienza di Roma. Oltre al ‘popolo della provetta’, a ricorrere alla crioconservazione sono per lo più pazienti oncologici, che cercano così di preservare la possibilità di avere un figlio in barba al male che incalza e a cure irrinunciabili. Ma le strutture pubbliche, per chi decide di crioconservare i propri ovuli, “sono per lo più assenti – spiega Schimberni – In Italia contiamo su appena due o tre centri pubblici, presenti a Bologna e Milano“. E così per quelle donne che si ammalano di cancro, ma non vogliono rinunciare alla possibilità di avere un figlio, “l’unica strada percorribile, dopo aver bussato alla porta dei pochi centri pubblici disponibili, resta quella del privato con una spesa che si aggira tra i 2 e i 3 mila euro. Accettabile, ma comunque ingente“.
La regina della neve -parte dodici-
«Din, din, dan, dan!» suonarono le campane dei giacinti. «Noi non suoniamo per il piccolo Kay, non lo conosciamo neppure! Noi cantiamo solo la nostra canzone, l’unica che conosciamo!»
Gerda s’incamminò verso il ranuncolo, che brillava tra le verdi foglie luccicanti.
«Tu sei un piccolo sole chiaro» gli disse. «Dimmi se sai dove posso trovare il mio compagno di giochi!»
E il ranuncolo brillò così delizioso guardando verso Gerda.
Quale canzone poteva cantare il ranuncolo? Neppure la sua parlava di Kay.
«In un piccolo cortile brillava il sole di Nostro Signore così caldo nel primo giorno di primavera; i raggi cadevano lungo la bianca parete della casa del vicino ai cui piedi crescevano i primi fiori gialli, brillando come d’oro ai caldi raggi del sole;
La regina della neve -parte undici-
Che cosa racconta la piccola primula?
«Legata agli alberi con due corde pende una lunga asse, è un altalena; due graziose fanciulle con abiti bianchi come la neve e lunghi nastri di seta verde legati tra i capelli, si dondolano; il fratello, che è più grande di loro, sta in piedi sull’altalena e si regge alla corda con il braccio, perché in una mano ha una piccola bacinella e nell’altra una cannuccia di gesso, con cui soffia le bolle di sapone. L’altalena va, e le bolle volano splendide nei loro colori cangianti; l’ultima è ancora attaccata alla cannuccia e si piega al vento; l’altalena va. Il cagnolino nero, leggero come le bolle, si solleva sulle zampe posteriori e vuol salire anche lui sull’altalena, questa vola, il cane cade, abbaia e si arrabbia; rimane con un palmo di naso le bolle scoppiano. Un’asse che dondola, un’immagine fatta di schiuma che scoppia, questa è la mia canzone!»
La regina della neve -parte dieci-
«Come!» esclamò Gerda «non c’è neppure una rosa?» Saltò tra le aiuole, cercò e cercò, ma non ne trovò nessuna, allora si sedette e cominciò a piangere, ma le sue calde lacrime caddero proprio dove un rosaio era stato seppellito. E quando quelle lacrime bagnarono la terra, il rosaio improvvisamente spuntò fuori, tutto in fiore proprio come quando era sprofondato, e Gerda lo abbracciò, baciò le rose e pensò a quelle splendide rose di casa sua e così pensò anche al piccolo Kay.
«Oh, quanto tempo ho perso!» disse la bambina. «Devo trovare Kay! Voi non sapete dove si trova?» chiese alle rose «credete che sia morto?»
«No, non è morto» risposero le rose. «Noi siamo state sotto terra, là si trovano tutti i morti, e Kay non c’era.»
«Grazie!» disse la piccola Gerda, dirigendosi verso gli altri fiori; guardò nei loro calici e chiese: «Voi non sapete dove si trova il piccolo Kay?».
La regina della neve -parte nove-
«Da tanto tempo desideravo una bambina così dolce!» esclamò la vecchia. «Vedrai come staremo bene insieme noi due» e mentre pettinava i capelli della piccola Gerda la bambina dimenticava sempre più Kay, il suo compagno di giochi, perché la vecchia sapeva fare magie, ma non era una maga cattiva, faceva magie solo per il suo divertimento, e ora voleva semplicemente trattenere presso di sé la piccola Gerda. Per questo uscì in giardino, tese il bastone ricurvo verso tutti i rosai che erano splendidamente fioriti, e questi sparirono tutti quanti nella terra nera e non si potè più capire dove stavano prima. La vecchia infatti temeva che Gerda, vedendo le rose, potesse pensare alle sue, e quindi ricordare il piccolo Kay e fuggire.
Le canzoni dei cartoni animati: Ranma
Ranma (sigla iniziale)
Yappappa’,Yappappa’,Enchante’!
E’ follia,e’ magia,ma non sai perche’.
Yappappa’,Yappappa’,Enchante’!
Calda e’,fredda e’,differenza c’e’.
Questo corpo certo non e’ mio,
Ranma, Ranma spiegaci perche’,
per poter tornar di nuovo io,
l’acqua calda sai,l’acqua fredda mai,
l’acqua calda mi ritrasformera’.
Cartoni animati: Ranma mezzo
Ranma ½ (“Ranma mezzo“) è un manga di Rumiko Takahashi pubblicato in Giappone dalla Shogakukan ed in Italia dalla Star Comics. Kitty Films ne ha tratto un anime composto da 161 episodi, suddivisi in 2 serie. L’opera racconta la storia di Ranma Saotome, un giovane esperto di arti marziali afflitto da una singolare maledizione. Durante un allenamento in Cina, lui e suo padre sono infatti caduti nelle Sorgenti Maledette di Jusenkyo. Ogni sorgente è legata alla storia di qualcuno che centinaia o migliaia di anni prima vi è affogato: chiunque cada in una di queste sorgenti, non appena entra a contatto con l’acqua fredda, è destinato a trasformarsi nell’animale o nella persona che vi annegò; per ritornare al proprio aspetto bisogna bagnarsi con dell’acqua calda. Genma Saotome, il padre di Ranma, cade nella sorgente in cui era annegato un panda gigante, mentre Ranma in quella in cui era annegata una ragazza.