E così fece: Esattamente alle dieci del giorno seguente sollevò dalla veranda il suo cavallo e un minuto dopo tutti gli abitanti della cittadina si sperticarono alla finestra per vedere di chi fosse quel cavallo imbizzarrito.
Invece era soltanto Pippi che aveva fretta di arrivare a scuola. Giunse nel cortile al galoppo più sfrenato, balzò dal cavallo in corsa, lo legò a un albero e spalancò la porta della classe con tale violenza che Tommy e Annika, insieme con i loro bravi compagni di scuola, sobbalzarono nei banchi.
“Salute a voi!” esclamò Pippi agitando il suo ampio cappello: “Arrivo in tempo per le mortificazioni?”
Pippi va a scuola -2-
Pippi era seduta su uno sgabello e stava lavandosi i piedi in una tinozza. Non rispose, ma mosse le dita dei piedi con tale violenza da far schizzare l’acqua tutta in giro.
“E poi non occorre rimanerci troppo a lungo” proseguì Tommy: “soltanto fino alle due”.
“E c’è vacanza per Natale, per Pasqua, e durante tutta l’estate” incalzò Annika.
Pippi si mordicchiò meditabonda il pollice, continuando a sedere in silenzio. Ma all’improvviso rovesciò risolutamente tutta l’acqua sul pavimento di cucina, così che il povero Signor Nilsson, il quale stava accoccolato buono buono poco più in là giocando con uno specchietto, si inzuppò completamente i pantaloni.
Pippi va a scuola -1-
Naturalmente Tommy e Annika andavano a scuola. Si incamminavano ogni mattina, alle otto, tenendosi per mano e con i libri sotto il braccio. Nel frattempo Pippi per lo più cavalcava il suo cavallo, o metteva e toglieva al Signor Nilsson il suo vestitino. Oppure si dedicava alla ginnastica mattutina, che era così: Pippi si metteva dritta e impalata, e poi eseguiva quarantatré salti mortali senza mai fermarsi; infine si sedeva al tavolo di cucina e, in santa pace, si beveva una bella tazza di caffé con pane, burro e formaggio.
Avviandosi di malavoglia a scuola, Tommy e Annika non mancavano mai di volgere uno sguardo di struggente desiderio a Villa Villacolle: quanto avrebbero preferito andare a giocare con Pippi!
Le canzoni dei cartoni animati: il dottor Slump e Arale
Il dottor Slump e Arale
Tu costruisci i robot
belli geniali pero’
tutti senza qualche rotella
un po’ svitato tu sei
un po’ svitata e’ lei
quella peste tua sorella
fantastico scienziato
sempre piu’ spettinato, il dottor Slump
timido e innamorato
stralunato
sotto quelle bretelle
batte il tuo cuore a mille, dottor Slump
per una maestrina
che carina
quella bambina robot
che meraviglia pero’
porta sul nasino gli occhiali
ma quanta forza che ha
la fisica e l’algebra sa
e vola anche senza le ali
AAA, 12mila dentini da latte cercansi per progetto di ricerca sulle staminali
Arte e scienza si sono unite per un progetto che richiede il contributo di migliaia di bambini: sono, infatti, necessari per realizzarlo ben 12.000 denti da latte. I dentini perlati serviranno a decorare un “castello di corallo”, progettato per ispirare un dibattito sulle cellule staminali adulte in Gran Bretagna. L’idea è nata da un incontro tra Sara Rankin, biologo all’Imperial College di Londra, e l’artista Gina Czarnecki. Le due promotrici spiegano che oggi il dibattito sulle cellule ‘bambine’ si concentra per lo più sull’eticità dell’uso degli embrioni. “Chiedi in una stanza piena di gente da dove arrivano le cellule staminali e ti risponderanno: dagli embrioni – spiega Rankin alla Bbc online – Ma che dire del grasso? Siamo in grado di ottenere un sacco di staminali dalla liposuzione. Insomma, esistono diversi tipi di staminali, e le persone non lo sanno“.
Più consapevolezza
“Vogliamo promuovere la consapevolezza” dell’esistenza e dell’utilità “delle staminali adulte, come quelle presenti nel midollo osseo o nel cordone ombelicale, che potrebbero essere utilizzate per sviluppare nuovi trattamenti, senza incappare in problemi etici“. La polpa dentale dei denti da latte è un’altra, seppur piccola, fonte di cellule staminali adulte. Tanto che alcuni scienziati stanno cercando di far crescere nuovi denti con queste cellule. I bambini, dunque, sono invitati a donare i loro dentini appena caduti per il progetto ‘Palaces’: con i ‘piccoli doni’ sarà creata una ‘magica scultura’, promettono le promotrici.
Consumo di alcolici fuori pasto, un’abitudine sempre più giovane
Addio al tradizionale bicchiere di vino a tavola: prende piede in Italia il consumo di alcolici fuori pasto. Se da un lato la buona notizia è che il consumo di alcol è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, dall’altro non mancano le preoccupazioni perché cresce l’abitudine a bere fuori pasto e ad ubriacarsi tra le donne e le giovanissime. Non è tutto. Non sembra affatto diminuire il numero di italiani e italiane che bevono fino ad ubriacarsi, praticando il cosiddetto ‘binge drinking’, ovvero mandando giù 6 o più drink in un’unica occasione e in breve tempo l’uno dall’altro. Questa la fotografia scattata come ogni anno dall’Istituto superiore di sanità sulle basi dei dati Istat ed europei.
Il mondo alla rovescia -4-
“Hai sognato ciò che non può essere, Madre. Hai sognato il contrario della vita, della libertà, della gioia. Perché dovrebbe succedere una cosa simile? Chi vorrebbe vivere così? Nessuno, Madre, e non può succedere.”
“Succederà, l’ho visto e l’ho sentito, le ossa mi fanno male da quanto sto soffrendo. La testa mi scoppia per quello che sto pensando. Non credo che vivrò ancora a lungo, non credo che potrò più dormire. Convoca il consiglio.”
Irani sapeva che la Madre non prendeva decisioni alla leggera, vide dolore e disgrazia e tutto il corpo cominciò a dolerle. La loro guida, la loro visionaria aveva avuto una visione terribile e si rifiutava di metterla da parte.
Il mondo alla rovescia -3-
Irani, la madre di Kulìa, si avviò a passo deciso verso il centro del villaggio, portando una coppa di infuso del mattino, bollente. Si sedette a fianco alla Madre, la salutò con gentilezza e le offrì la bevanda.
“Ti sei svegliata presto, Madre. Bevi.”
“Avrei voluto svegliarmi prima, figlia.”
“Perché?”
“Avrei smesso di sognare. Non era un buon sogno. Tutto era alla rovescia e nessuno rimetteva le cose a posto.”
“Alla rovescia? Cosa?”
Il mondo alla rovescia -2-
“Tutto era alla rovescia” ripeté Aranua a bassa voce e non sembrava volesse continuare. La ragazzina fremeva, si aspettava un racconto lungo e dettagliato di quelli che tenevano tutto il villaggio sveglio attorno al fuoco, e stavolta sarebbe stato solo per lei… Sbirciò verso le case, ancora nessuno si stava alzando, gli uccelli tacevano. “Nonna, perché non parli?”
“E’ stato un sogno triste, non voglio parlarne ancora, forse quando il sole sarà alto…”
Kulìa sentì i primi rumori del villaggio che si svegliava, voltò le spalle ad Aranua e tornò svelta a casa sua.
“La nonna. E’ sveglia, è vicina al fuoco comune, ha fatto un brutto sogno, tutto era alla rovescia.
Guarda al futuro: fai musica con i bambini
La Prof.a Adriana Costa, il Comune di Vallecrosia e l’Associazione Musicale “G.B. Pergolesi” di Vallecrosia, il gioprno 13 aprile 2011, alle ore 16:30, presentano: “Musica in Culla”. L’evento si terrà presso la Sala Polivalente di via Colombo, del Comune di Vallecrosia (IM). La relatrice sarà la Dott.a Beth Marie Bolton. Per informazione e contatti: Prof.a Adriana Costa 3386145844 [email protected] www.istitutomusicalepergolesi.it/
Musica in Culla è una metodologia che permette di arricchire le potenzialità espressive dei bambini, immergendoli in uno spazio sonoro, ludico, affettivo-relazionale, in cui i bambini possono imparare a “pensare” musicalmente ed esprimersi attraverso il linguaggio musicale con la stessa spontaneità e naturalezza con cui apprendono a pensare ed esprimersi attraverso il linguaggio verbale.