AAA, 12mila dentini da latte cercansi per progetto di ricerca sulle staminali

 Arte e scienza si sono unite per un progetto che richiede il contributo di migliaia di bambini: sono, infatti, necessari per realizzarlo ben 12.000 denti da latte. I dentini perlati serviranno a decorare un “castello di corallo”, progettato per ispirare un dibattito sulle cellule staminali adulte in Gran Bretagna. L’idea è nata da un incontro tra Sara Rankin, biologo all’Imperial College di Londra, e l’artista Gina Czarnecki. Le due promotrici spiegano che oggi il dibattito sulle cellule ‘bambine’ si concentra per lo più sull’eticità dell’uso degli embrioni. “Chiedi in una stanza piena di gente da dove arrivano le cellule staminali e ti risponderanno: dagli embrioni – spiega Rankin alla Bbc online – Ma che dire del grasso? Siamo in grado di ottenere un sacco di staminali dalla liposuzione. Insomma, esistono diversi tipi di staminali, e le persone non lo sanno“.

Più consapevolezza
Vogliamo promuovere la consapevolezza” dell’esistenza e dell’utilità “delle staminali adulte, come quelle presenti nel midollo osseo o nel cordone ombelicale, che potrebbero essere utilizzate per sviluppare nuovi trattamenti, senza incappare in problemi etici“. La polpa dentale dei denti da latte è un’altra, seppur piccola, fonte di cellule staminali adulte. Tanto che alcuni scienziati stanno cercando di far crescere nuovi denti con queste cellule. I bambini, dunque, sono invitati a donare i loro dentini appena caduti per il progetto ‘Palaces’: con i ‘piccoli doni’ sarà creata una ‘magica scultura’, promettono le promotrici.

Consumo di alcolici fuori pasto, un’abitudine sempre più giovane

Addio al tradizionale bicchiere di vino a tavola: prende piede in Italia il consumo di alcolici fuori pasto. Se da un lato la buona notizia è che il consumo di alcol è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, dall’altro non mancano le preoccupazioni perché cresce l’abitudine a bere fuori pasto e ad ubriacarsi tra le donne e le giovanissime. Non è tutto. Non sembra affatto diminuire il numero di italiani e italiane che bevono fino ad ubriacarsi, praticando il cosiddetto ‘binge drinking’, ovvero mandando giù 6 o più drink in un’unica occasione e in breve tempo l’uno dall’altro. Questa la fotografia scattata come ogni anno dall’Istituto superiore di sanità sulle basi dei dati Istat ed europei.

Il mondo alla rovescia -4-

 “Hai sognato ciò che non può essere, Madre. Hai sognato il contrario della vita, della libertà, della gioia. Perché dovrebbe succedere una cosa simile? Chi vorrebbe vivere così? Nessuno, Madre, e non può succedere.”
“Succederà, l’ho visto e l’ho sentito, le ossa mi fanno male da quanto sto soffrendo. La testa mi scoppia per quello che sto pensando. Non credo che vivrò ancora a lungo, non credo che potrò più dormire. Convoca il consiglio.”
Irani sapeva che la Madre non prendeva decisioni alla leggera, vide dolore e disgrazia e tutto il corpo cominciò a dolerle. La loro guida, la loro visionaria aveva avuto una visione terribile e si rifiutava di metterla da parte.

Il mondo alla rovescia -3-

 Irani, la madre di Kulìa, si avviò a passo deciso verso il centro del villaggio, portando una coppa di infuso del mattino, bollente. Si sedette a fianco alla Madre, la salutò con gentilezza e le offrì la bevanda.
“Ti sei svegliata presto, Madre. Bevi.”
“Avrei voluto svegliarmi prima, figlia.”
“Perché?”
“Avrei smesso di sognare. Non era un buon sogno. Tutto era alla rovescia e nessuno rimetteva le cose a posto.”
“Alla rovescia? Cosa?”

Il mondo alla rovescia -2-

 “Tutto era alla rovescia” ripeté Aranua a bassa voce e non sembrava volesse continuare. La ragazzina fremeva, si aspettava un racconto lungo e dettagliato di quelli che tenevano tutto il villaggio sveglio attorno al fuoco, e stavolta sarebbe stato solo per lei… Sbirciò verso le case, ancora nessuno si stava alzando, gli uccelli tacevano. “Nonna, perché non parli?”
“E’ stato un sogno triste, non voglio parlarne ancora, forse quando il sole sarà alto…”
Kulìa sentì i primi rumori del villaggio che si svegliava, voltò le spalle ad Aranua e tornò svelta a casa sua.
“La nonna. E’ sveglia, è vicina al fuoco comune, ha fatto un brutto sogno, tutto era alla rovescia.

Guarda al futuro: fai musica con i bambini

 La Prof.a Adriana Costa, il Comune di Vallecrosia e l’Associazione Musicale “G.B. Pergolesi” di Vallecrosia, il gioprno 13 aprile 2011, alle ore 16:30, presentano: “Musica in Culla”. L’evento si terrà presso la Sala Polivalente di via Colombo, del Comune di Vallecrosia (IM). La relatrice sarà la Dott.a Beth Marie Bolton. Per informazione e contatti: Prof.a Adriana Costa 3386145844 [email protected] www.istitutomusicalepergolesi.it/
Musica in Culla è una metodologia che permette di arricchire le potenzialità espressive dei bambini, immergendoli in uno spazio sonoro, ludico, affettivo-relazionale, in cui i bambini possono imparare a “pensare” musicalmente ed esprimersi attraverso il linguaggio musicale con la stessa spontaneità e naturalezza con cui apprendono a pensare ed esprimersi attraverso il linguaggio verbale.

Effetti post-traumatici da terremoto: dall’Abruzzo al Giappone, i bimbi non dimenticano

 Dall’Aquila al Giappone i bambini non dimenticano il terremoto che hanno vissuto. A distanza di ben 24 mesi dal sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese e i paesi limitrofi, un piccolo su quindici rivive ancora lo stesso attimo drammatico, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore: sintomi di una sindrome postraumatica da stress. Il dato emerge dalla prima ricerca sul campo mai realizzata al mondo per analizzare, con obiettività scientifica, quali cicatrici portino dentro di sé i bambini esposti a catastrofi naturali. Ecco i risultati in un’indagine promossa dall’Ordine dei ministri degli infermi Camilliani con il coordinamento scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi.

Brave, il nuovo film d’animazione d’avventura targato Disney Pixar

 Con un’eroina coraggiosa e impetuosa alla guida, la Disney Pixar presenta un nuovo straordinario viaggio, questa volta in Scozia attraverso le dure e misteriose Highlighland in “Brave”.
Questa avventura per il grande schermo, il 13° lungometraggio di animazione dai Pixar Animation Studios, è diretta da Mark Andrews (“Gli Incredibili”, “Ratatouille,” “John Carter of Mars”) e Brenda Chapman (“Il re leone,” “Il principe d’Egitto”) e prodotto da Katherine Sarafian (“Stu – Anche un Alieno può Sbagliare,” “Gli Incredibili”).
Brave” arriverà nelle sale nel 2012.

Allarme dell’Unicef: sale il degrado dell’Infanzia in Italia

 Negli ultimi anni, in Italia “rileviamo un aumento del degrado delle condizioni di vita dei bambini e degli adolescenti più che nei paesi in via di sviluppo. Sia in termini di povertà relativa sia per quanto riguarda gli investimenti pubblici. Ridurre i fondi ai comuni è stato un errore, i diritti dell’infanzia nel nostro paese sono per questo compromessi“. E’ l’allarme che lancia il presidente dell’Unicef Italia Vincenzo Spadafora a margine del meeting dei volontari in corso a Firenze e terminato il 3 aprile.

Bambini a cui non viene garantito il cibo
Da circa tre anni, da quando sono presidente dell’Unicef – afferma Spadafora all’ANSA – giro in continuazione l’Italia e posso testimoniare che vedo un aumento delle famiglie in cui mancano i beni essenziali, a volte ai figli non viene garantito il cibo. Mi viene in mente Napoli, che è la mia città e che conosco, ma anche alcune periferie del Nord“.

I tagli al welfare
All’origine di ciò, il forte calo delle risorse ai comuni: “un grosso errore per le ricadute sul welfare locale“. Il presidente dell’Unicef Italia ha riferito poi che da New York, sede dell’Unicef internazionale, “arriva l’invito al nostro comitato per fare pressione nei confronti del governo“.

Il mondo alla rovescia -1-

 Il fuoco era ancora acceso al centro del villaggio e invece a quell’ora avrebbe dovuto essere ridotto. Alle prime luci dell’alba forme e colori cominciavano ad uscire lentamente dal buio. Kulìa amava l’alba e ogni volta che si svegliava in tempo sgusciava fuori di casa a godersi lo spettacolo, prima he tutti gli altri cominciassero la giornata. Erano brevi momenti di solitudine e un brivido di freddo e di timore accompagnava quella piccola figa segreta. Ma quel giorno non era da sola, lo sentì prima di vederlo. Una presenza forte, autorevole era lì, a vegliare. Vide una forma accovacciata, china sul fuoco, raccolta su se stessa. Si avvicinò.
La nonna, la donna più anziana del villaggio, era sempre stata gentile con lei. Kulìa si avvicinò di più, la chiamò piano, si accovacciò a sua volta, gli occhi colmi di curiosità.