Concepimento over 40: la tecnica del congelamento delle ovaie

 Le donne che hanno intenzione di avere figli intorno ai 40 anni dovrebbero far congelare una parte delle ovaie quando sono piu’ giovani, per poi farla reimpiantare. Lo ha affermato Sherman Silber, il chirurgo americano che ha eseguito il primo trapianto di ovaio al mondo nel 2007, durante il meeting della American Society for Reproductive Medicine. “Mettere da parte una porzione di ovaio puo’ conservare fino a 60mila ovuli – ha spiegato Silber, ripreso dalla Bbc – questa procedura darebbe piu’ sicurezze rispetto a quella di congelare i singoli ovuli, visto che spesso non basta solo un ciclo per avere successo nella fecondazione assistita“.

Congedo maternità: ecco la mappa europea dai paesi garantisti a quelli più avari

La durata del congedo di maternità per le donne col ‘pancione’ che lavorano varia notevolmente da uno Stato Ue all’altro. Se la media europea si attesta su un periodo compreso tra le 16 e le 25 settimane, alcuni Stati membri riconoscono molto più tempo alle lavoratrici in procinto di diventare mamme. In realtà l’asticella del periodo minimo potrebbe alzarsi per tutte le nazioni del Vecchio Continente, dato che il Parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva che allungherebbe da 14 a 20 settimane il congedo di maternità e a due settimane quello di paternità, entrambi a paga piena. L’ultima parola spetta tuttavia al Consiglio dei ministri dell’Ue.

Concepimento: più difficile diventare mamme con il gruppo sanguigno 0

Più difficile diventare mamme per le donne con gruppo sanguigno zero. Lo sostiene uno studio statunitense condotto su 560 donne di età media 35 anni, presentato al meeting annuale dell’American Society of Reproduction Medicine in corso a Denver. A rendere meno fertili le donne col sangue più ‘generoso’ – questo gruppo può infatti essere donato a tutti indistintamente – una riserva ovarica più povera e qualitativamente più scadente con l’andare degli anni.

Sessualità: crollo del desiderio per una italiana su tre

Italiane e sesso sempre più distanti: ben il 30% presenta un calo drastico del desiderio, secondo un recentissimo studio dell’università di Pavia. La causa è in gran parte biologica, determinata da un basso livello di endorfine, le molecole che regolano i meccanismi di gratificazione e di protezione dal dolore. E’ la condizione, ad esempio, comune a chi soffre di sindrome premestruale, circa il 10% delle donne. E in casi come questi, addio piacere.
Il rimedio si chiama drospirenone, l’unico progestinico contenuto nella pillola contraccettiva che agisce direttamente su queste sostanze – spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano – Ha dimostrato, dopo soli 6 mesi di assunzione, di favorire un aumento della libido, un miglior raggiungimento dell’orgasmo e una più alta frequenza di rapporti. Lo sport può rappresentare uno straordinario detonatore per scatenare le endorfine, essenziali per determinare una sessualità piena e appagante. Ma l’aiuto della medicina è indispensabile quando il disturbo diventa più severo“.

Niente coniugi con disturbi mentali: l’Arabia Saudita prepara il test psichiatrico pre-matrimoniale

 No a mariti o mogli con distrurbi mentali. Dopo l’obbligo di esami medici per assicurare il buono stato di salute dei futuri coniugi, l’Arabia Saudita intende imporre anche test pschiatrici obbligatori per le coppie che vogliono convolare a nozze. Secondo quanto riporta la stampa locale, il consiglio della Shura del regno ultra-conservatore sta considerando una nuova proposta di legge in merito in seguito alle raccomandazioni formulare dall’Associazione saudita per i malati di schizofrenia. “Il progetto di legge prevede che tutte le coppie che vogliono sposarsi si sottopongano a test psichiatrici prima del matrimonio” riporta la stampa saudita, ricordando che attualmente la legge impone ai futuri coniugi di effettuare prima delle nozze tutta una serie di esami medici, ma non psicologi.

Menopausa precoce: uno studio britannico va verso un test genetico per predirla

 La scoperta di quattro geni associati alla menopausa precoce potrebbe portare alla messa a punto di un test genetico per predire la durata della vita riproduttiva di una donna. Ne sono convinti i ricercatori della Peninsula Medical School dell’università di Exeter, in Gran Bretagna, in uno studio pubblicato su ‘Human Molecular Genetics’.
L’equipe ha confrontato 2.000 donne, arruolate nel Breakthrough Generations Study – una mega-progetto sulle cause del cancro del seno – e che erano andate in menopausa precoce, con un gruppo di altrettante donne senza il problema. Dal confronto sono risultati quattro geni ‘incriminati’: questo, secondo gli esperti, potrà aiutare le donne a determinare se hanno una predisposizione genetica alla menopausa precoce e anche predire la durata della vita riproduttiva.

Vaccino anti-tetano neonatale: una campagna per prevenire la mortalità infantile

Continua a uccidere neonati, al ritmo di uno ogni 9 minuti. Il tetano neonatale, malattia sconfitta e ormai dimenticata nel ricco Occidente, è ancora una piaga in 40 Paesi del mondo: 170 milioni le donne a rischio con i loro bebè. Nonostante esista da oltre 80 anni un vaccino. Un prodotto low cost in grado di prevenire morti inutili. Ne basterebbero due dosi, da somministrare alle mamme in gravidanza, per salvare 59 mila neonati l’anno (tanti sono i morti stimati dall’Oms). A questo obiettivo punta la missione vaccini varata da Unicef in partnership con Procter&Gamble: depennare uno ad uno dalla ‘lista nera’ i 40 Paesi di Asia e Africa dove il tetano neonatale fa ancora stragi, ed eradicare così la malattia entro il 2015.

Ipertensione nelle donne incinte, scoperta l’origine a Londra

 Il meccanismo alla base della preeclampsia, cioe’ l’innalzamento della pressione delle donne incinta che puo’ portare all’aborto, e’ stato finalmente svelato da uno studio pubblicato dalla rivista ‘Nature’, i cui risultati potrebbero fornire anche indicazioni utili per un nuovo farmaco contro l’ipertensione. Lo studio delle universita’ britanniche di Cambridge e di Nottingham e’ durato 20 anni. I ricercatori hanno utilizzato i raggi x per determinare la struttura dell’angiotensinogeno, una proteina che e’ la fonte dell’angiotensina, l’ormone che regola l’innalzamento della pressione, scoprendo che questa si ossida e modifica la sua conformazione per legarsi con un enzima chiamato renina.

Drink con il pancione, si può. Uno studio rivela che non danneggiano il feto

Bere un bicchierino o due a settimana, anche se si ha il pancione, non aumenta il rischio di problemi dello sviluppo per il feto. Ad assolvere un consumo leggero di alcolici è uno studio su oltre 11mila bimbi di 5 anni, pubblicato sul ‘Journal of Epidemiology and Community Health’. Benché l’indicazione ufficiale resti quella di evitare in maniera assoluta gli alcolici in gravidanza, i ricercatori hanno scoperto che non c’erano segni di danni sui figli delle donne che si sono concesse qualche drink nei nove mesi di attesa.

Se la mamma è stressata, i figli sono a rischio asma

Avere una mamma stressata aumenta il rischio che i bambini sviluppino l’asma. Lo ha scoperto una ricerca della giapponese Kyushu University, pubblicata sulla rivista ‘BioPsychoSocial Medicine’. Lo studio ha esaminato per un anno 223 donne che avevano figli dai due ai 12 anni, verificando il loro livello di stress e le loro abitudini nei rapporti con i figli. Dalla ricerca e’ emerso che i bimbi di piu’ di 7 anni d’eta’ con mamme iperprotettive avevano una maggiore probabilita’ di avere attacchi forti, mentre lo stato di salute peggiore era dei bambini con mamme cronicamente arrabbiate o che soffocavano i propri sentimenti.