Continua a uccidere neonati, al ritmo di uno ogni 9 minuti. Il tetano neonatale, malattia sconfitta e ormai dimenticata nel ricco Occidente, è ancora una piaga in 40 Paesi del mondo: 170 milioni le donne a rischio con i loro bebè. Nonostante esista da oltre 80 anni un vaccino. Un prodotto low cost in grado di prevenire morti inutili. Ne basterebbero due dosi, da somministrare alle mamme in gravidanza, per salvare 59 mila neonati l’anno (tanti sono i morti stimati dall’Oms). A questo obiettivo punta la missione vaccini varata da Unicef in partnership con Procter&Gamble: depennare uno ad uno dalla ‘lista nera’ i 40 Paesi di Asia e Africa dove il tetano neonatale fa ancora stragi, ed eradicare così la malattia entro il 2015.
Gravidanza e parto
Parto sicuro: i ginecologi chiedono meno strutture ma più organizzate
La nuova mappa del parto in Italia deve prevedere un numero inferiore di strutture sul territorio ma meglio attrezzate, con la presenza, 24 ore su 24, di una guardia ostetrica, del neonatologo e la possibilità di usufruire dell’analgesia epidurale, con la disponibilità a tempo pieno dell’anestesista. E’ quanto affermano i ginecologi della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), dell’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) e della Federazione sindacale medici dirigenti (Fesmed), che propongono il riordino del sistema materno infantile del nostro Paese dopo i recenti casi di malasanità che hanno coinvolto partorienti e neonati.
Ipertensione nelle donne incinte, scoperta l’origine a Londra
Il meccanismo alla base della preeclampsia, cioe’ l’innalzamento della pressione delle donne incinta che puo’ portare all’aborto, e’ stato finalmente svelato da uno studio pubblicato dalla rivista ‘Nature’, i cui risultati potrebbero fornire anche indicazioni utili per un nuovo farmaco contro l’ipertensione. Lo studio delle universita’ britanniche di Cambridge e di Nottingham e’ durato 20 anni. I ricercatori hanno utilizzato i raggi x per determinare la struttura dell’angiotensinogeno, una proteina che e’ la fonte dell’angiotensina, l’ormone che regola l’innalzamento della pressione, scoprendo che questa si ossida e modifica la sua conformazione per legarsi con un enzima chiamato renina.
Drink con il pancione, si può. Uno studio rivela che non danneggiano il feto
Bere un bicchierino o due a settimana, anche se si ha il pancione, non aumenta il rischio di problemi dello sviluppo per il feto. Ad assolvere un consumo leggero di alcolici è uno studio su oltre 11mila bimbi di 5 anni, pubblicato sul ‘Journal of Epidemiology and Community Health’. Benché l’indicazione ufficiale resti quella di evitare in maniera assoluta gli alcolici in gravidanza, i ricercatori hanno scoperto che non c’erano segni di danni sui figli delle donne che si sono concesse qualche drink nei nove mesi di attesa.
Le fiabe più belle: il mago Bruscolino
C’era una volta un mugnaio molto povero che aveva cinque figli: quattro maschi e una femminuccia che non si lamentava mai. Un giorno qualcuno busso’ alla sua porta: era un uomo molto vecchio. “Sono molto stanco e ho fame… disse… Potete aiutarmi?”. Allora la mamma mugnaia gli dette un po’ di pane e la sedia migliore della casa. Dopo aver mangiato e dormito, la mattina dopo il vecchietto doveva partire e disse: “Io sono il mago Bruscolino che aiuta l’uomo poverino e vorrei ricompensarvi dell’accoglienza”. E cominciando dal figlio piu’ grande del mugnaio, chiese ad ognuno di loro cosa desiderasse. Il primo voleva diventare grande come il babbo per andare in giro per il mondo a cercar fortuna, il secondo desiderava una bacchetta magica per fare i compiti, il terzo un palazzo con tanti sacchi colmi d’oro per comprare tutti i dolci del mondo, il quarto tanti gatti con la coda lunga per divertirsi a tirargliela. Il mago scuoteva la testa, senza dire ne’ si ne’ no. Poi fu la volta della bambina.
Fecondazione artificiale: la legge 40 viene ridiscussa
La prima sezione del Tribunale civile di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità sulla norma della legge sulla fecondazione artificiale (legge 40) con la quale si vieta alle coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa, quindi utilizzando ovuli o seme donati da persone esterne alla coppia. Lo comunicano gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, che assistono una coppia che aveva presentato la richiesta, in seguito a un “problema di sterilità maschile causato da una cura farmacologica eseguita quando il paziente aveva 13 anni“, dice Gallo all’Adnkronos Salute. Torna quindi alla Corte Costituzionale la legge 40 sulla fecondazione assistita.
Figli della provetta: in Italia sono 10mila l’anno
Hanno superato quota 10 mila all’anno i bimbi italiani ‘figli della provetta’, secondo l’ultima relazione del ministro della Salute Ferruccio Fazio al Parlamento in tema di procreazione medicalmente assistita, relativa all’attività 2008. Secondo il rapporto, cresce nel nostro Paese il ricorso alle tecniche per il trattamento dell’infertilità di coppia, che oggi hanno ricevuto il massimo riconoscimento scientifico mondiale con l’assegnazione del premio Nobel 2010 per la medicina all’inglese Robert Edwards, pioniere della fecondazione in vitro.
Premio Nobel a Robert Edwards, papà della fecondazione in vitro
E’ Robert Edwards il vincitore del Premio Nobel 2010 per la Fisiologia e la Medicina. Lo scienziato è pioniere nel campo della fecondazione in vitro. L’annuncio è stato dato ieri mattina al Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, durante una conferenza stampa trasmessa in diretta online sul sito internet ‘NobelPrize.org’. Le ricerche e i risultati ottenuti dallo scienziato britannico hanno reso possibile trattare l’infertilità, un disturbo in crescita che affligge più del 10% delle coppie nel mondo.
Parti prematuri e difetti congeniti più diffusi al Sud
Parto prematuro e difetti congeniti maggiori. Ma anche sesso maschile, rispetto al femminile, e residenza al Centro-Sud invece che al Nord. Sono questi i principali fattori di rischio di morte neonatale, secondo i dati presentati questa mattina a Roma, all’Istituto superiore di sanità (Iss) durante il convegno ‘Network neonatale italiano (Inn): cure, esiti e ricerca per i neonati pretermine’, e ricavati dai centri aderenti all’Inn.
Partoanelgesia: il parto senza dolore per ridurre l’uso dei cesarei
“Dopo l’ennesimo episodio di lite tra medici per la gestione di un parto, in cui a subirne le conseguenze sono ancora una volta una madre e un bambino, dobbiamo interrogarci su quale sia la strada da intraprendere. Una delle possibilità per ridurre le conseguenze di simili episodi è la partoanalgesia, che nel 2010 dovrebbe essere un diritto per tutte le donne“. Così Vincenzo Carpino, presidente dell’Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica), interviene sulla presunta lite tra due ginecologi avvenuta nel reparto di ginecologia dell’ospedale Papardo di Messina.