Cartoni animati: Cyborg 009, i nove supermagnifici

 Cyborg 009, i nove supermagnifici è il titolo italiano di un manga creato da Shotaro Ishinomori e serializzato nelle riviste Shonen Magazine e Shōjo Comic in Giappone a partire dal 1964.
Il manga è stato poi fonte di ispirazione per diversi film e quattro serie anime, solo una delle quali (la seconda, prodotta dalla Toei nel 1979) giunta in Italia, doppiata e trasmessa da diverse reti televisive locali durante la prima metà degli anni ottanta. Nel 2007 è stata riproposta dal canale tematico Cooltoon di Sky. La sigla italiana è cantata da Nico Fidenco.

Cartoni animati: Charlotte

 Charlotte è una serie animata in 30 episodi realizzata nel 1977 dalla Nippon Animation. La prima edizione dell’anime è stata trasmessa in Italia sulle tv locali nel 1980 per approdare a Rai 1 nel 1992 e in seguito su Rai 2 nel 2001. Nel 2005 è stata realizzata una seconda edizione italiana con un nuovo doppiaggio, trasmessa su Italia Teen Television dal 27 ottobre e su Italia 1 dal 30 novembre dello stesso anno.

La storia
Charlotte Montbarn è una ragazzina di dodici anni che vive col padre Andrè in una fattoria del Canada. Proprio il giorno del suo compleanno scopre che la madre Simone non è morta come aveva sempre creduto, ma sta arrivando dalla Francia per riunirsi a lei e ad Andrè. La madre infatti non era stata mai accettata dal nonno di Charlotte, il duca Montbarn, che dopo la nascita della figlia l’aveva costretta ad abbandonare la famiglia.

Cartoni animati: Bun Bun

Bun Bun è un anime realizzato nel 1980 da Tokyo TV, ed andato in onda per 39 episodi. L’anime è stato trasmesso da Italia 1, dal febbraio 1985 ed in

Cartoni animati: Belle e Sebastien

 Belle e Sébastien è una serie televisiva anime giapponese creata dalla MK Company nel 1981 e mandata in onda dalla NHK. In Italia è stata trasmessa per la prima volta a partire da aprile 1981 su Italia 1.
La serie è basata su Belle et Sébastien, una raccolta di novelle francesi di Cécile Aubry, da cui nel 1965 era già stata realizzata in Francia una serie televisiva in 13 episodi in bianco e nero con attori in carne e ossa, trasmessa in Italia nel 1967.
La storia inizia in un villaggio dei Pirenei, tra la Spagna e la Francia, dove Sebastien vive con il nonno e la zia. Il ragazzo non ha molti amici, perché non ha la madre ed è quindi preso in giro dagli altri ragazzi. Ma un giorno Sebastien incontra un enorme cane da montagna dei Pirenei bianco, accusato ingiustamente di terribili misfatti e che tutti gli abitanti del villaggio temevano. Il cane verrà chiamato Belle dal ragazzo e diventerà il suo migliore amico. Per salvare il cane da un ingiusto destino, Sebastien lascerà la sua famiglia adottiva ed inizierà un lungo viaggio verso la Francia con Belle e il suo cagnolino Pucci; vivrà quindi numerose avventure nascondendosi dalla polizia, alla ricerca della madre da lungo tempo perduta, sicuro del fatto che sia ancora viva.

Cartoni animati: gli snorky

 Gli Snorky sono i personaggi del cartone animato e del fumetto omonimo (in originale: The Snorks). Si tratta di piccoli esseri colorati che vivono felici nelle profondità del mare, a Snorkylandia. Gli Snorky prestano sempre attenzione ai numerosi pericoli insiti nell’oceano. Sono dotati di una sorta di antenna sulla testa, lo snorkel appunto, che viene usato per muoversi agilmente in acqua e per emettere un suono caratteristico.
Nacquero come fumetto nel 1982 in Belgio, disegnati da Freddy Monnickendam. Vennero in seguito adattati come cartone animato dalla Hanna-Barbera Productions e trasmessi negli USA il sabato mattina dal 1984 al 1988 dalla rete NBC. Il cartone animato proseguì solo quattro stagioni, a causa del maggior successo ricevuto dalla serie animata I Puffi. I Puffi contengono alcune similitudini con gli Snorky ma, diversamente da quanto a volte si creda, gli Snorky non sono un clone de I Puffi.

Cartoni animati: Chobin, il principe stellare

 Chobin, il principe stellare è un anime del 1974 prodotto in 26 episodi dallo studio Tatsunoko e trasmesso in Giappone dal network TBS. Creata dalla fervida fantasia del mangaka Shotaro Ishinomori la serie riesce a raccontare una avventurosa storia fantascientifica con canoni più simili a quelli della fiaba, un inusuale, ma riuscito connubio che ne decretò il successo anche presso fasce di pubblico (genitori, bambine e ragazze) normalmente non attratte dalla science fiction animata nipponica.

Cartoni animati: occhi di gatto

 Cat’s Eye: occhi di gatto è un manga di Tsukasa Hojo, da cui è stata tratta anche un serie tv anime andata in onda in Giappone nel 1983. In Italia il manga è stato pubblicato da Star Comics nel 1999, mentre l’anime, trasmesso con il titolo Occhi di gatto, è andato in onda per la prima volta nel 1985 su Italia 1.

La storia
Le protagoniste della storia sono le tre sorelle Kisugi: Rui, Hitomi e Ai (Kelly, Sheila e Tati nell’edizione italiana) che gestiscono il caffè Cat’s Eye. In gran segreto le tre giovani donne formano però anche una famosa banda di ladre di opere d’arte, anch’essa chiamata Cat’s Eye, per via della firma presente sui biglietti da visita che sempre lasciano sulla scena dei loro furti. Le sorelle tuttavia non si dedicano al furto per lucro ma rubano esclusivamente opere d’arte appartenute al famoso artista degli anni ’40, Michael Heinz, che in realtà è il loro amato e scomparso padre, con la speranza di ricostruirne la collezione, da lui sottratta anni prima ai nazisti, e quindi individuare sufficienti indizi per poterlo ritrovare.

Cartoni animati: Lamù

Lamù è un manga pubblicato in Giappone dal 1978 al 1987, scritto e disegnato da Rumiko Takahashi, dal quale sono stati nel tempo tratti una serie anime televisiva, sei film ed undici OAV. Nel 1981 la serie ha vinto il Premio Shogakukan per i manga in entrambe le categorie shōnen e shōjo, e nel 1987 il Premio Seiun come miglior fumetto SF/fantasy. Il titolo originale è un gioco di parole pressoché intraducibile in altre lingue: urusei è una versione colloquiale e meno formale di urusai, cioè “chiassoso” o “fastidioso”, usata generalmente dagli uomini come esclamazione per zittire qualcuno che disturba. Yatsura è anch’essa una forma colloquiale e non troppo garbata per “gente”, anche con significato di “quelli là” o “quei tizi”.
Tuttavia, poiché nel titolo la parola urusei è scritta con il kanji sei, che significa corpo celeste, il suo significato può essere anche letto come pianeta Uru o stella Uru. In questo modo nasce il gioco di parole del titolo, il cui senso può essere sia Quei chiassosi tizi, sia Quei tizi del pianeta Uru o Gente del pianeta Uru. Una possibile, seppur approssimativa, traduzione in italiano potrebbe quindi essere: Quei chiassosi tizi della stella Uru. All’interno di alcuni numeri di Shonen Graphic dedicati ad Urusei Yatsura compare la traduzione in inglese noisy people (gente rumorosa). Va inoltre notato che il pianeta (o stella) Uru non viene mai citato nella narrazione, tanto nel manga che nell’anime. Non va quindi confuso con il pianeta dal quale la co-protagonista Lamù proviene, che viene più volte citato nella narrazione col nome di Oniboshi, traducibile sia come Pianeta degli Oni sia come Pianeta Malvagio.

Le canzoni dei cartoni animati: Lamù

LAMU’

Sara’ un amore strano questo qua’ (UOOUOOOO)
che brucia fuori dentro qua’ e la’ (UOOUOOOO)
uno sguardo solamente e la fiamma e’ accesa gia’
scappo resto fuggo torno chi lo saaaa

Com’e’ difficile stare (AL MOONDO)
Com’e’ difficile stare (AL MOONDO)
Com’e’ difficile stare (AL MOONDO)
e non possiamo sbagliare maaai

Cartoni animati: Jeeg robot d’acciaio

 Jeeg robot, uomo d’acciaio è un anime televisivo di 46 episodi prodotto dalla Toei Animation nel 1975 su soggetto di Go Nagai. Nello stesso anno ne fu pubblicata anche una riduzione manga in collaborazione con Tatsuya Yasuda. La serie è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 1979. Ha riscosso un notevole successo, paragonabile solo a quello di altre grandi serie del genere, come UFO Robot Goldrake e le serie di Mazinga.

Trama
Il professor Shiba, noto scienziato giapponese, durante una ricerca archeologica, scopre una antica campana di bronzo appartenuta all’antico popolo Yamatai, soggetto alla perfida regina Himika. Una popolazione che ha sempre fatto come regola di vita la sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Il popolo Yamatai non si è estinto, si è ibernato nella roccia in attesa di ritornare in vita: solo la magica campana di bronzo gli permetterebbe di conquistare il mondo: per questo il professore decide di nascondere la campana e approfittando di un grave incidente di laboratorio in cui viene disgraziatamente coinvolto suo figlio Hiroshi, gli miniaturizza nel petto la campana, rendendolo invulnerabile.