I gatti, pensò Aranua, sono gli unici che non debbono disfarsi mai dell’infanzia, e in questo ci sono immensamente superiori. Riempì la ciotola di pesce fresco arrivato dalla spiaggia, dove i lavori fervevano per completare la preparazione del pescato. Con quel caldo bisognava lavorare in fretta e quasi tutto il villaggio era impegnato in quel compito. Qualcuno però aveva trovato il tempo di salire e portere il pesce fresco per la nuova gatta della Madre, non ricordava più chi. Ma certo che lo ricordava! Era stato Hussa, il suo nipote misterioso che aveva un tocco magico con gli animali. Doveva ricordarsi di parlare con Irani. Un’abilità come quella non andava sprecata.
Favole e racconti
Una Possibilità -3-
“Immagino che le tue domande riguardassero ciò che tutti dovremo affrontare e discutere stasera. Ma se non fosse così manterrò la mia promessa nei giorni futuri, figlia mia.” Kulìa scosse la testa, mise subito la mano nella tasca e posò davanti a sé le pietre, i nove ciottoli conservati fino ad allora.
“Era l’ultimo gioco da ragazzina, Madre. Non ha più alcuna importanza. Le domande che verranno troveranno le risposte che sapremo dare. La tua attenzione non deve essere dedicata a me più che ad altri. Ti ringrazio del tuo tempo. A stasera.”
Una Possibilità -2-
La Madre e Irani erano già state informate la notte precedente dal compagno di Irani, un uomo mite e imponente, rispettato e amato da tutto il villaggio, Zakos. Lo avevano ascoltato in silenzio e tutto si era ricongiunto. L’avvertimento che era giunto loro da un altro tempo riguardava eventi che si andavano svolgendo in terre abbastanza vicine alla loro, e nel loro tempo. Lo stesso Zakos lo aveva pensato ricordando il sogno della Madre. Irani si rigirò tra le mani la spilla a forma di luna crescente che Zakos le aveva portato in regalo. Metallo, usato per realizzare uno splendido oggetto carico di amore, oppure metallo per forgiare grossi e pesanti strumenti di morte. Capacità usate per il bene, capacità usate per il male…
Una Possibilità -1-
Le novità furono presto dette: i pescatori avevano incontrato in mare barche provenienti da altre isole, come spesso succedeva, e si erano scambiati manufati e informazioni. Nelle terre tra il tramonto e l’alba si erano verificati avvenimenti inquietanti. Le notizie non erano di prima mano perché erano passate di barca in barca e di bocca in bocca per mesi, ma comunque erano queste: erano giunti grandi gruppi di uomini da molto lontano, soli, senza donne né bambini e si erano stabiliti senza essere invitati sulla terra di gente che vi abitava e la coltivava da generazioni e generazioni.
La Pianta della Vita -6-
“Non mi dici però in cosa sbagliamo.”
“Forse, ma non ne posso essere certa, voi sbagliate pensando che la pianta della vita felice possa crescere da sola se rispettate i cicli della naturacon le regole sagge che vi siete scelti. Ma i cicli naturali non sono sufficienti per gli umani. Sono importanti ma non bastano. Noi non siamo come le piante e gli animali, che vivono senza affanni e non fanno progetti. Noi abbiamo sogni e desideri, pensieri e immaginazioni che ci portano anche molto lontano da dove fisicamente stiamo. E siamo capaci di realizzarli, perché noi inventiamo ciò che prima non c’era. Abbiamo queste capacità che gli animali non hanno, ma possiamo usarle in vario modo. Facendoci del bene ma anche facendo e facendoci del male.”
La Pianta della Vita -5-
“Gli umani non rinuncieranno mai alla bellezza, la riconosceranno e la cercheranno sempre, ma non è sufficiente. Così come gli umani sapranno sempre ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è utile e ciò che non lo è, ciò che è vero e ciò che è falso. Eppure sembrano dimenticarlo in nome dei vantaggi che pensano di ottenere a danno degli altri. Oppure accettano di dimenticarlo sperando di entrare a far parte dei pochi che si approfittano dei molti e di godere così di una situazione magari solo n poco migliore della precedente. Di possedere di più per sé e per i più prossimi. O per il proprio popolo a danno di altri popoli.”
“Non capisco, Marija. Che contentezza può esserci a far danno ad altri che ne soffriranno? Come si può essere contenti mentre altri piangono?”
“Non c’è vera contentezza, infatti. C’è l’idea, profondamente sbagliata, che impadronendosi di cose e persone si possa essere felici.
La Pianta della Vita -4-
Irani pensò agli artigiani del villaggio che inventavano attrezzi per scavare la terra, tagliare i rami, raccogliere l’acqua, pescare i pesci: sempre per il bene della gente e sempre ringraziando la Dea per il materiale raccolto, per i frutti della terra e del mare. Pensò alla Grande Casa dove con immenso amore si dava forma al pane, ai vasi e si tesseva il lino alla presenza benevola della Dea e con la sua benedizione. Pensò agli strumenti con cui si cacciavano i piccoli animali, mai più di quelli che servivano per nutrirsi, mai troppo giovani. Le parve, ancora una volta, che quello che quelle donne dicevano fosse… impossibile.
“Per noi non è così” lo disse senza foga ma con convinzione.
La Pianta della Vita -3-
Irani guardò la Madre in cerca di aiuto, ma quella teneva gli occhi chiusi. Senza aprirli le fece cenno di continuare.
“Come è possibile che io e te ci stiamo parlando?” Irani non si era resa conto di aver fatto la domanda ad alta voce.
“Amore. Credo che sia l’amore che ce lo permette, e un momento molto speciale che non durerà a lungo, Irani. Amore per noi stesse e per gli umani, amore per la terra su cui viviamo e per la natura che ci circonda. Un amore che supera il tempo. Se anche non potessimo più parlarci ricorderemo, e ci parleremo nella mente, pensando.”
“Dunque tu credi che la nostra vita sia in pericolo?”
La Pianta della Vita -2-
Irani chiuse gli occhi e si lasciò portare in uno stato mentale scevro da preoccupazioni pratiche, libero da affanni. Si accorse che i pensieri cominciavano a scorrere liberi, senza conseguenze immediate. Le venne desiderio e curiosità di parlare con quelle donne del… futuro.
“Sono Irani, la figlia di Aranua e vi auguro buon giorno. La nostra terra è circondata dal mare, la nostra vita è regolata dai ritmi della nascita, dello sviluppo e del sonno-rinascita. La Dea presiede questi cicli e noi la rispettiamo e la amiamo. Le donne sono le custodi di questo amore e di questo rispetto e lo insegnano a tutta la gente, che accetta e rispetta le regole che permettono un buon andamento di tutta la vita, di tutte le cose. Ciò che avete raccontato alla Madre ci spaventa e ci meraviglia.”
La Pianta della Vita -1-
La nonna non ha fatto cenno alle mie domande in sospeso. Se ne sarà dimenticata? Io non debbo insistere, ha detto mamma, ma… Kulìa tagliava rami giovani e flessibili di salicella e intanto pensava.
“Quella ragazzina starà pensando che mi sono dimenticata delle sue domande. Bisogna ceh la inviti al più presto e le dedichi attenzione.” Anche la Madre si era distesa comodamente nella penombra della capanna. “può aspettare. E al ritorno delle barche avrà altro a cui pensare. Mi pare di aver notato una certa simpatia fra lei e Fulan, il figlio di Abita. Non hai notato che sta curando di più il suo aspetto?”
“Sì, l’ho visto. Ma non è un buon motivo per ignorare le sue richieste. Stasera stessa le parlerò.”
“Anche le donne del villaggio sono in attesa, Madre.”