Segnaliano un libro per tutte le mamme alle prese con tutti i dolori del periodo post-parto, e non ci riferiamo ai dolori fisici… ma soprattutto a quella complessa girandola di emozioni, non sempre positive, che una neo-mamma si ritrova ad affrontare, spesso da sola, dopo il parto. La storia di Deborah è il racconto di una donna indipendente, moderna, organizzata, che si trova alle prese per la prima volta con la gravidanza. Rimasta incinta quando pensava di essere sterile, Deborah decide di scrivere un diario e di affidare alle sue pagine, giorno dopo giorno, lo shock della notizia, le sue sensazioni spesso contrastanti e le proprie fobie. Ne esce un racconto tutto teso a confrontare quel che si dice della gravidanza e quel che è invece la realtà, tra aspettative e cliché della famiglia Mulino Bianco.
Redazione
I dolci? Impediscono ai bambini di ingrassare
I dolci fanno ingrassare. Tutto sbagliato. Una recente ricerca condotta dalla Lousiana State University sul rapporto tra dolci e bambini, ha scoperto che i bimbi che mangiano regolarmente dolci e barrette di cioccolato hanno meno probabilità di essere in sovrappeso o di sviluppare obesità da adulti rispetto a quei bambini che evitano i dolci. E l’effetto di questa regola al contrario si applica anche agli adolescenti, che – anzi – se mangiano dolci tendono ad essere più magri rispetto a quelli che i dolci non li mangiano. Come a dire: abbiamo sempre sbagliato tutto?
Il cervello dei neonati e i loro ragionamenti complessi
I misteri del cervello e della psiche umana sono meravigliosi: basti pensare che il neonato non è per niente stupido. Anzi: un bimbo appena nato è già in grado di effettuare ragionamenti complessi e analisi sofisticate dell’ambiente in cui si trova. A confermare la teoria è lo studio di un gruppo di scienziati del MIT, affiancati nella ricerca da due italiani (Vittorio Girotto, professore di Psicologia Cognitiva all’Università IUAV di Venezia, e Luca Bonatti, professore presso l’Università Pompeu Fabra di Barcellona). Il progetto di ricerca si chiama “3-6-12” e ha studiato il comportamento cognitivo di bambini di 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi di età.
Come non dimenticarsi il bimbo in auto: attenzione ai colpi di calore
Sembra scontato, ma evidentemente non lo è: in estate non bisogna mai lasciare i bambini chiusi in auto, neanche per il tempo necessario a svolgere una piccola commissione. Perché una leggerezza può facilmente trasformarsi in tragedia, come hanno già ampiamente dimostrato i casi avvenuti nei giorni scorsi nei quali i bambini hanno rischiato (o ci hanno lasciato) la vita.
I DANNI DEL CALDO SUI BAMBINI
Quando si lascia un bambino chiuso in macchina, il calore che si forma all’interno di un abitacolo può provocare in pochi minuti dei danni gravissimi al sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico del piccolo, portandolo nel giro di due ore anche alla morte. Quel che spesso i genitori ignorano è che la temperatura nel bambino sale da 3 a 5 volte più frequentemente rispetto ad un adulto. Nella macchina lasciata al sole, invece, la temperatura può salire anche di 10-15 gradi nel giro di 15 minuti. Anche in una giornata “fresca” nella quale la temperatura esterna è di soli 20 gradi, l’interno di una macchina può raggiungere molto in fretta anche i 40 gradi. La conseguenza sul corpo del bambino è un’ipertermia in 20 minuti e la morte anche entro le 2 ore.
Andare per saldi con mamma fa bene al bebé
Ma che bellezza andare con mamma a passeggiare per negozi in città… arrivano i saldi estivi e – se per le mamme è un’occasione di felice sfogo e di relax – la digressione diventa anche un’occasione divertente e stimolante per il bambino che la accompagna. Suoni, colori, posti nuovi sono infatti per il bambino degli stimoli sia acustici che visibili importanti per il suo sviluppo. E dunque arriva il via libera del pediatra per mamme e papà che vogliono portare a spasso il proprio bimbo a caccia di occasioni. A patto che – come il buon senso insegna – lo shopping non diventi una estenuante maratona.
Estate in piscina: attenzione ai pericoli nascosti per la salute
Caldo, afa… e tanta voglia di acqua. Chi non può permettersi il mare o la gita verso più freschi lidi opta spesso per la piscina, specialmente per i bambini, che possono così trovare refrigerio, giocare e sfogarsi divertendosi. La piscina è – in effetti – una valida soluzione, ma bisogna fare attenzione ai pericoli nascosti per la salute, specialmente in materia di rispetto delle norme igieniche. La docente d’igiene all’Università Cattolica di Roma, Patrizia Laurenti, spiega allora quali sono le patologie maggiormente correlate all’utilizzo della piscina.
Violenze di minori su minori: sono responsabili?
Tornano al disonore delle cronache due casi recenti in cui dei “baby-stupratori” hanno abusato di due ragazzine. Coetanei che usano la violenza su altri coetanei, avvalendosi della forza del gruppo. Situazioni di disagio sociale, fragilità dell’individuo, indifferenza degli adulti… le valutazioni psicologiche si sprecano. Vittime o carnefici?
La risposta che dà lo psicologo Paolo Crepet – esperto di disagio giovanile – all’ADNkronos non lascia dubbi: questi ragazzini sono responsabili in tutto e per tutto delle loro azioni e dunque vanno puniti, a dispetto dell’età. Vanno “puniti molto severamente. Mi auguro che paghino in maniera assolutamente esemplare,” dice Crepet, perché le ragazzine che hanno subito quella violenza ne porteranno i segni per tutta la vita.
Psicologia da bimbi: come il bambino condiziona la volontà dei genitori
Anche se ancora non sanno parlare, danno ordini ben precisi e sanno come manipolare la volontà dei genitori: a un anno sanno già imporsi a mamma e papà, a suon di pianti, urla e un po’ di psicologia. A due anni in molti di loro hanno già vinto la guerra, quando il genitore per la prima volta cede spossato a un loro capriccio. E se il pianto dovrebbe ridursi con l’età – lo psicologo Italo Farnetani stima che un bimbo fino a tre medi d’età pianga in media due ore al dì, pianto che si dimezza a sei mesi e a un anno diventa di mezz’ora – la personalità del bimbo si evolve e il pianto da “generico” diventa una vera e propria arma di ricatto nei confronti dei genitori e delle persone che si prendono cura di loro. Scenate in pubblico (le più odiate dai genitori), capricci, ricatti psicologici studiati ad arte fanno parte della tattica del bambino per ottenere ciò che vuole. Tattica che richiede una buona dose di intelligenza e che – dunque – va combattuta con altrettanta intelligenza… ecco come.
Bimbi vittime di guerra: ecco i vincitori del premio Marco Luchetta
Sono stati premiati sabato i vincitori dell’ottava edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, al Teatro Verdi di Trieste. Vincitori Pierre Monegier di France 2, Giusi Fasano del Corriere della Sera, Arne Perras del Sueddeutsche Zeitung, la freelance Monica Bulaj e l’astronoma Margherita Hack. Il premio vuole ricordare i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, che furono uccisi da una granata il 28 gennaio 1994 a Mostar, e Miran Hrovatin, ucciso il 20 marzo a Mogadiscio insieme alla giornalista Ilaria Alpi. Anche quest’anno il tema di fondo è stato il ruolo dei bambini vittima delle guerre.
Acido folico in gravidanza: non serve più
Tutte le mamme o le future mamme lo sanno: in gravidanza un must è l’assunzione quotidiana di acido folico, un integratore che viene generalmente assunto sotto forma di pillole per evitare il rischio di dare alla luce un bimbo affetto da spina bifida. Ora sembra non servire più, almeno negli Stati Uniti… è dal 1998, infatti, che il governo americano ha varato una disposizione secondo la quale tutti i prodotti a base di cereali venissero arricchiti di acido folico della vitamina B per aiutare a prevenire i difetti genetici di questo tipo. Da uno studio risulta ora che le donne non avrebbero più necessità di assumere ulteriormente acido folico in gravidanza anche sotto forma di pillole.