Perdite nel primo trimestre, che esami fare e come comportarsi

di Redazione Commenta

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La gravidanza è ricordata da moltissime donne come il periodo più bello della vita, quello in cui si vive in simbiosi con i figli. Tuttavia ogni gravidanza è diversa dalle altre e può capitare di riscontrare dei problemi. Ecco cosa bisogna fare nel caso di perdite nel primo trimestre

I primi tre mesi di gravidanza sono quelli più difficili, delicati e pericolosi. Le donne, soprattutto quelle a rischio (per svariati motivi), ripongono molta attenzione ai 90 giorni in cui si sviluppa il feto, per evitare che abbia problemi. Tuttavia capita che si possano riscontrare dei problemi, ad esempio delle perdite vaginali.

Se le perdite sono trasparenti

In gravidanza è normale avere delle perdite più abbondanti, per un motivo semplice: la maggiore attività ormonale, aumenta la secrezione vaginale. Di regola dovrebbero essere perdite fisiologiche, di liquido trasparente, acquose e filamentose. In questi casi non ci sono esami da fare ma magari usando il salvaslip si può evitare l’imbarazzo legato alla sensazione di bagnato.

Se le perdite sono dense e maleodoranti

Quando le perdite cambiano odore e colore e diventano verdastre, giallastre, biancastre, causano irritazioni e prurito, allora è necessario rivolgersi al ginecologo. È facile che sia prescritto un tampone volto a determinare la presenza o meno di un’infezione.

Se le perdite sono marroni o rosso scuro

Se sono lievi, ma di colore scuro, nel primo trimestre non c’è da preoccuparsi, possono essere causate dalle solite fluttuazioni ormonali o da un rapporto sessuale, o da una visita ginecologica che causano la rottura dei capillari. Se invece sono perdite che si protraggono nel tempo e durano più di un giorno, bisogna preoccuparsi e andare in ospedale.

Se le perdite sono rosso vivo

Accompagnate da dolore pelvico, queste perdite sono indice di una minaccia d’aborto per cui deve essere consultato immediatamente il medico per un controllo della placenta e dell’impianto.

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