La sculacciata è un circolo vizioso di aggressività

di Paola Valeri Commenta

Una recente ricerca pubblicata su una rivista pediatrica internazionale rivela che i bambini che fanno i monelli e per le loro marachelle sono sculacciati, è più facile che diventino adolescenti aggressivi, meritandosi così altre sculacciate. Un circolo vizioso di aggressività, ma è possibile trovare una soluzione?

Il bambino che fa una marachella, deve essere punito? In che modo? Molti genitori se lo chiedono, incappando nell’eterna diatriba tra i sostenitori di “mazze e panelle” e coloro che al contrario alla sculacciata preferiscono il sermone.

Diversi studi, senza entrare nel merito dell’efficacia del dialogo tra genitori e figli (monelli) spiegano che le punizioni fisiche, tra le quali rientrano anche le sculacciate, peggiorano il comportamento dei bambini, rendendoli non soltanto ancora meno ubbidienti ma anche molto più aggressivi.

A dare l’ennesima conferma di questa teoria è lo studio di Michael MacKenzie, un pediatra a professore dell’Università di Rutgers negli USA. La sua ricerca pubblicata sulla rivista del The National Center for Biotechnology Information dice che i bambini sculacciati sono più propensi ad avere comportamenti aggressivi, comportamenti che rendono i bambini soggetti ad essere sculacciati ancora di più, instaurando un fastidioso circolo vizioso.

Come se ne viene fuori? Un ricercatore dell’Università di New York, Michael Lorber, dice che a lavorare su stessi devono essere i genitori che sculacciano di frequente i loro figli, rendendosi conto che la sculacciata nasce da un giudizio eccessivamente negativo del comportamento dei bambini e dei ragazzi. In pratica Lorber dice che ci sono genitori che di fronte ad una ragazzata tendono a considerare l’accaduto più grave del dovuto, finendo per sculacciare (inutilmente) i monelli. Poi è anche vero che al momento della punizione fisica, i genitori non sono contenti di farlo. E figurarsi se sono contenti i figli! Bisognerebbe approdare a modelli educativi alternativi, nonostante le difficoltà.

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