I prodotti fitoterapici da evitare durante la gravidanza

di Federica Trovato Commenta

Tra le tante accortezze che una donna in dolce attesa dovrebbe prendere, troviamo anche quella di evitare il più possibile l’assunzione di prodotti fitoterapici, altamente sconsigliati alle donne incinte. Al giorno d’oggi molte persone con problemi di ogni genere ricorrono ai cosiddetti farmaci fitoterapici o più comunemente chiamati prodotti di erboristeria.

Alcuni di questi prodotti “naturali” però, possono rivelarsi molto dannosi per l’organismo e in particolar modo per il nascituro. L’uso dei prodotti di erboristeria deve essere prudente, in quanto in alcuni di essi i principi attivi possono avere degli effetti collaterali o delle controindicazioni.

Di seguito vi elencheremo quali erbe durante il periodo di gestazione, una donna non deve assolutamente ingerire.

  • L’Uva ursina agisce come vaso costrittore .
  • Il Rosmarino facente parte dei fitoestrogeni, potrebbe alterare lo sviluppo dell’apparato riproduttivo maschile.
  • Il Sedano e la Camomilla stimolano le contrazioni dell’utero.
  • Il Tribulus può interferire con lo sviluppo del feto.
  • L’Ortica e l’Artiglio del diavolo stimolano la muscolatura dell’utero.
  • Il Partenio e la Cimicifuga dilatano i vasi uterini.
  • Il Ginseng può interferire con l’asse ipotalamo-ippofisi-surrene.
  • L’Agnocasto potrebbe indurre effetti androgenizzanti.

Numerosi studi evidenziano la pericolosità di queste erbe, soprattutto quelle che aumentano la possibilità di contrarre l’utero, e conseguente aborto. Il consiglio è quello di evitare l’assunzione di queste erbe almeno durante i primi tre mesi.

 

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