L’età avanzata del futuro papà può influire negativamente sullo sviluppo mentale del bambino

di Federica Trovato Commenta

Sono sempre più numerose le donne che decidono di avere una gravidanza dopo i quarant’anni e altrettanto numerosi sono i rischi ad essa collegati. Ovviamente la gravidanza non deve essere vissuta come una condizione patologica ma come uno stato fisiologico particolare che richiede l’effettuazione di accertamenti utili al fine di evitare sorprese indesiderate.

Dopo aver affrontato il problema della possibilità di sviluppare la sindrome di Down nei bambini nati da donne in età avanzata, oggi anche l’età del papà può influire sulla salute mentale del bambino. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori del Brain Institute nel Queensland, i quali analizzando il DNA delle cellule spermatiche di animali hanno evidenziato che, negli uomini più anziani  si può verificare una mutazione genetica chiamata CNV rispetto a quelli più giovani.

Successivamente, i ricercatori hanno effettuato un ulteriore studio scoprendo che questo tipo di mutazioni avvenivano soltanto nei figli di topi anziani. Inoltre, gli studiosi hanno dimostrato che il cervello dei feti di topi anziani era di forma diversa e aveva comportamenti diversi rispetto a quelli nati da topi giovani. In conclusione l’età avanzata dell’uomo può influire negativamente sullo sviluppo del cervello del bambino aumentando così il rischio che esso soffra i schizofrenia o autismo.

 

 

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