Cartoni animati: Lucy May

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Lucy-May è una serie animata giapponese prodotta dalla Nippon Animation, che fa parte del World Masterpiece Theater ed è ispirata al romanzo Southern Rainbow scritto da Phyllis Piddington.
L’anime ruota intorno al personaggio della piccola Lucy May Popple, che insieme ai genitori e ai fratelli si trasferisce in Australia alla fine del XIX secolo. La nuova vita non si rivelerà facile come la famiglia Popple si aspettava, tuttavia grazie anche a Lucy May, le cose volgeranno per il meglio.
La serie è stata trasmessa per la prima volta in Italia su Italia 1 nel 1983. Il 17 giugno 2010 è tornata, dopo oltre 20 anni di assenza, su Hiro. La sigla “Lucy” è cantata da Cristina D’Avena.

La storia
È il 7 novembre 1827 quando la famiglia Popple, composta da Arthur, Annie e i figli Clara di 16 anni, Ben di 15, Kate di 10, Lucy May di 8 e Tob di 2 anni, sbarcano nel sud dell’Australia provenienti dall’Inghilterra, dopo un lungo viaggio di tre mesi. Sono solo pochi anni che è iniziata la colonizzazione di questo immenso territorio, e la famiglia Popple spera di farsi una nuova vita in Australia, attratta dal miraggio di terreni distribuiti gratuitamente dal governo ai coloni che ne facciano richiesta. Arthur è infatti un agricoltore e il suo sogno è quello d’impiantare una grande fattoria per poter utilizzare tecniche innovative di coltivazione e trasformarla in breve tempo in una azienda agricola modello.
Purtroppo fin dall’inizio la famiglia deve fare i conti con la dura realtà. La società che trova allo sbarco in Australia, lungi da essere organizzata e pronta ad aiutare i coloni nel loro difficile inserimento, è piuttosto carente d’infrastrutture e rallentata dalla burocrazia.
Arthur si rende ad esempio presto conto che non potrà trasportare dall’approdo della nave fino alla città di Adelaide l’ingombrante casa prefabbricata che si era portato dall’Inghilterra a causa della cronica carenza di mezzi di trasporto: sarà quindi costretto a venderla con grande rammarico di tutti i familiari. Inoltre l’assegnazione dei terreni da parte del governo procede a rilento e la famiglia Popple si dovrà accontentare di vivere in una piccola casetta alla periferia di Adelaide.
In attesa di tempi migliori Arthur Popple dovrà accettare qualsiasi lavoro per poter mantenere la sua numerosa famiglia: è un provetto agricoltore, ma sarà costretto a lavorare in cave di pietra e alla costruzione delle strade.
Intanto Lucy May e sua sorella Kate vanno alla scoperta di questo nuovo meraviglioso mondo: Lucy May ama moltissimo gli animali ed ogni giorno ha una nuova sorpresa nel vedere creature strane e sconosciute e nell’incontrare i misteriosi indigeni australiani. Vorrebbe poter allevare tutti gli animali che incontra durante le sue giornate spensierate: (koala, canguri, ornitorinchi), e finalmente riuscirà ad ottenere il permesso dal padre di poter tenere un cucciolo di dingo che chiamerà Piccolo e che diventerà il suo cane fedele.
Passa il tempo e lentamente la famiglia s’inserisce nella società di Adelaide: la sorella maggiore Clara si fidanza con John, un marinaio che per amor suo si trasferirà definitivamente in Australia. Ben troverà lavoro presso gli uffici della dogana e Lucy May comincerà ad andare a scuola. E finalmente, dopo molti mesi, Arthur trova una fattoria da acquistare. Sembra che il suo sogno di poter fare l’agricoltore sia a portata di mano, ma il giorno della firma del contratto, la famiglia Popple scoprirà che il proprietario, con urgente necessità di molto denaro, aveva già venduto il terreno ad un migliore offerente. È passato un anno dall’arrivo in Australia e questo avvenimento darà un brutto colpo alle speranze in una vita migliore di Arthur e di tutta la sua famiglia.

Due anni dopo
Lucy May ha ormai 10 anni, ma nella sua vita e in quella della sua famiglia poco è cambiato. I Popple si sono trasferiti in una casa un po’ più grande in città, ma l’agognata fattoria rimane sempre un sogno sempre più lontano. Ad aggravare la situazione avviene un terribile incidente nella cava dove lavora Arthur dove una frana miete numerosi morti e feriti. Arthur si salva, ma nel prestare soccorso ai suoi compagni si rompe una gamba e deve rimanere inattivo per oltre un mese. Questo per l’uomo è il colpo di grazia: la sua inattività dà fondo agli ultimi risparmi della famiglia e lui inizia a perdere le speranze di poter avere un giorno la sua fattoria. Lentamente comincia a rifugiarsi nell’alcool, sia per alleviare il dolore alla gamba fratturata, sia per pura disperazione. Lucy May e i suoi familiari si rendono conto che Arthur lentamente sta andando alla deriva, ma sono impotenti di fronte a quella che sta diventando una triste tragedia.
Ma il periodo d’inattività forzata del padre di Lucy May ha termine e lentamente l’uomo sembra riprendersi. Trova lavoro come muratore per poter mantenere la famiglia e ripianare i debiti che si sono accumulati e tutto sembra tornare di nuovo alla normalità.

I Princeton
La sfortuna si abbatte però nuovamente sulla famiglia Popple. Per fare fronte a spese impreviste mister Popple si trova costretto a vendere la pecora prediletta di Lucy May, che lei aveva allevato amorevolmente per mesi e mesi; sconvolta per la perdita la bambina fugge da casa e, mentre si trova per strada, viene investita da un cavallo imbizzarrito, cade malamente e perde i sensi. Ha battuto la testa ed è ferita e viene raccolta da Frank Princeton, che si trova a passare in quel momento con la sua carrozza e che la porta nella sua sontuosa villa. Purtroppo Lucy May al suo risveglio ha perduto completamente la memoria: non sa il suo nome e soprattutto non ricorda chi siano e dove abitino i suoi familiari. Sylvia Princeton, moglie di Frank, rimane molto colpita dalla bambina, che con la sua bellezza e la sua dolcezza le ricorda Emily, la sua adorata figlia morta due anni prima. La donna instaura subito verso la piccola un rapporto condizionato da un affetto morboso: nonostante il parere negativo del marito che sta cercando di rintracciare in tutti i modi i genitori di Lucy May, comincia a considerarla sua figlia, la chiama Emily e le chiede di essere chiamata mamma. Proprio quando la situazione si sta facendo insostenibile, Piccolo, il dingo addomesticato di Lucy May riesce a rintracciare la bambina e lei nel vederlo riacquista improvvisamente la memoria.
I Princeton nutrono un grandissimo affetto verso la bambina e sono desiderosi di aiutare la sua famiglia. Frank Princeton offre quindi un lavoro ad Arthur Popple presso una sua grande fattoria. Arthur ha sempre sognato di coltivare una terra di sua proprietà ed il fatto di lavorare per qualcun altro non gli piace molto, ma dopo molte titubanze accetta il lavoro. Ma a questo punto Sylvia Princeton, che continua a vedere in Lucy May la figlia perduta, chiede ai Popple la possibilità di adottare la bambina. In tal modo ella potrebbe vivere nel lusso, amata come una figlia ed avrebbe un giorno ereditato l’enorme fortuna dei Princeton. Inoltre ai Popple sarebbe stato dato in regalo un grande appezzamento di terreno, affinché Arthur potesse avere finalmente una fattoria tutta sua.
Arthur è venuto in Australia inseguendo un grande sogno, ma rifiuta l’offerta: non ha intenzione di “vendere” la sua adorata figlia in cambio di un terreno, nonostante quello avrebbe rappresentato il realizzarsi delle speranze di tutta la sua vita. Inoltre rifiuterà anche il lavoro presso la fattoria e non vorrà più avere rapporti con i Princeton.
È un durissimo colpo per la famiglia Popple: Arthur è costretto a trovare un lavoro saltuario per tirare avanti e lentamente ricade nella spirale dell’alcol. L’uomo che quattro anni prima era venuto in Australia pieno di voglia di lavorare, si trascina ormai senza speranza diventando ben presto l’ombra di se stesso. A poco a poco la famiglia si sfalda: Clara la sorella maggiore si sposa con John, anche Ben, l’altro fratello ormai diciannovenne lascia la famiglia e la casa diventa sempre più vuota e silenziosa. Il grande sogno dei Popple è ormai perduto.
Ma Lucy May non ci sta e disperata scappa a casa dei Princeton, implorandoli di adottarla e di dare in cambio il terreno al padre. Lei ama immensamente la sua famiglia, ma è disposta a tutto per salvarla e ridare al padre la speranza. Frank Princeton capisce tutto e ovviamente rifiuta l’offerta di Lucy May, ma rimane molto colpito dall’estremo sacrificio che la piccola voleva compiere. Venderà quindi ad Arthur Popple il terreno ad un prezzo di favore, agevolandolo nel pagamento e dando quindi la possibilità alla famiglia di Lucy May di risollevarsi e di ritrovarsi di nuovo unita. Dopo tanto tempo i Popple potranno finalmente coronare il loro sogno australiano.

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