L’albero che parla -parte terza-

di Redazione Commenta

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Rotta così la malia, dal tronco dell’albero uscì fuori una donzella, che non poteva esser guardata fissa, tanto era bella! Il Re, contentissimo, tornò insieme con lei al palazzo reale, e ordinò che si preparassero subito magnifiche feste per gli sponsali. Arrivato quel giorno, mentre le dame di corte abbigliavano da sposa la Regina, s’accorsero, con gran meraviglia, che avea le carni dure come il legno. Una di esse volò dal Re: “Maestà, la Regina ha le carni dure come il legno!” “Possibile?” Il Re e i ministri andarono ad osservare. La cosa era sorprendente. Alla vista parevano carni da ingannare chiunque; a toccarle, era legno! Lei intanto parlava e si muoveva. I ministri dissero che il Re non poteva sposare una bambola, quantunque essa parlasse e si muovesse; e contromandaron le feste. “Qui c’è un altro incanto! “pensò il Re, che si ricordò dell’unto della scure. Prese un pezzetto di carne e lo tagliuzzò con questa. Aveva indovinato! I pezzettini, alla vista, parevan carne da ingannare chiunque; a toccarli, eran legno. Il tradimento gliel’aveva fatto la figliuola dell’Orco, per gelosia. Il Re disse ai ministri: “Vado e torno.” E si trovò nel bosco, dove aveva incontrato quella ragazza.

Son venuto apposta per te
“Maestà, da queste parti? Che buon vento vi mena?” “Son venuto apposta per te.” La figlia dell’Orco non volea credergli: “Parola di Re, che siete venuto apposta per me?” “Parola di Re!” Ed era vero; ma lei s’immaginava per le nozze. Si presero a braccetto ed entrarono in casa. “Questa è la scure che tu mi prestasti.” Nel porgergliela, il Re fece in maniera di ferirla in una mano. “Ah, Maestà, che avete fatto! Son diventata di legno!” Il Re si fingeva afflittissimo di quell’accidente: “E non si può rimediare?” “Aprite quell’armadio, prendete quel barattolo, ungetemi tutta coll’olio che è lì dentro, e sarò subito guarita.” Il Re prese il barattolo: “Aspetta che io torni!” Lei capì e si messe a urlare: “Tradimento!Tradimento!” E gli scatenò dietro i cento mastini di suo padre. Ma sì!..il Re era sparito. Con quell’olio le carni della Regina tornarono subito morbide, e si poterono celebrare le nozze. Furono fatte feste reali per otto giorni, e a noialtri non dettero neppure un corno. FINE

Fiaba di Luigi Capuana

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