Violenze sui minori: che genitori siamo?

 Estate terribile in Italia per le violenze sui minori: nell’ultimo periodo si concentra infatti una serie di episodi gravissimi che vedono come sfortunati protagonisti dei bambini molto piccoli o con disabilità. Cosa sta accadendo? Che tipo di genitori siamo se cose come queste possono accadere?
La scorsa settimana bimbo di soli sette mesi è stato brutalmente picchiato dalla mamma, una brasiliana di 28 anni con cittadinanza italiana, ed è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. L’aggressione, a quanto si è appreso, sarebbe avvenuta dopo un litigio della donna con il compagno e padre del piccolo. Il bambino, preso anche a morsi, avrebbe riportato numerosi traumi e fratture ed è ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. La donna è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di maltrattamenti aggravati da lesioni gravissime.

Fiabe africane: la gente muore

 Tanto tempo fa, la Luna, che muore e rinasce ogni quattro settimane, disse un giorno alla lepre:
– Va’ e annuncia agli uomini che come io muoio e nasco di nuovo, anch’essi moriranno e rinasceranno. Purtroppo la lepre, nel riferire alla gente il messaggio della luna, fece una gran confusione. E infatti disse: – Come io muoio e non torno un’altra volta in vita, anche voi morirete e non rinascerete più. Quando la lepre fu di ritorno, la Luna le chiese che cosa avesse detto alla gente.

Fiabe inglesi: Codirosso

 Il vecchio gatto Brontolone passeggiava lungo l’acqua e scorse in mezzo ai cespugli il codirosso Giovannino.
– Dove si va, dove si va, codirosso Giovannino? – domandò il vecchio gatto Brontolone.
Da sua maestà il rè, da sua maestà, gli voglio dare il buon giorno con una bella canzone, – disse il piccolo codirosso Giovannino.
– Vieni un po’ qui, vieni un po’ qui, codirosso Giovannino, – disse il vecchio gatto Brontolone. – Voglio farti vedere questo bei cerchio bianco che porto al collo.
– No che non vengo, gatto Brontolone, no che non ti vengo vicino, rispose il codirosso Giovannino. – Mangia pure il topolino ma me non mi acchiappi.
E il piccolo codirosso Giovannino corse via in fretta in fretta. Volò, volò, arrivò alla vecchia siepe, ed ecco che sulla vecchia siepe stava appollaiato il vecchio sparviero Mangiotutto.

Depressione infantile: gli adolescenti dipendenti da internet a rischio

 Incollati al pc, dipendenti da social network e costantemente in Rete: se in casa c’è un adolescente che risponde a questo identikit, allora è arrivato il momento di correre ai ripari, magari staccando la spina del computer. Secondo ricercatori cinesi e australiani che hanno pubblicato il loro studio su ‘Archives of Paediatrics & Adolescent Medicine’, infatti, i teenager ‘drogati’ di Internet sono due volte e mezzo più a rischio depressione rispetto ai coetanei che hanno un rapporto equilibrato con la Rete.

Gravidanza: future mamme più felici se hanno molte relazioni sociali

Ci vuole un villaggio per mantenere una futura mamma in salute. Uno studio dell’università del Michigan (Usa) dimostra, infatti, che gli effetti negativi per la salute del basso status sociale, e di una diversa origine etnica rilevati fra le donne in attesa, si annullano, se la paziente ha un elevato senso della comunità, e dunque può contare su stretti rapporti con vicini, parenti e quanti compongono il proprio gruppo sociale. Insomma, se puo’ contare sul sostegno altrui.

Fiabe irlandesi: il bugiardo irlandese

 Nel lontano Est viveva una volta un re che aveva una sola figlia. Quando la figlia fu cresciuta, ed era abbastanza grande per venire maritata il re proclamò che avrebbe concesso la sua mano alla persona che fosse riuscita a fargli dire per tre volte di seguito: “E’ una menzogna, una menzogna, una menzogna!”.
La notizia del proclama si sparse per il mondo, e raggiunse anche l’ Irlanda dove allora vivevano una povera vedova e suo figlio che era un celebre bugiardo. Una sera il ragazzo tornò a casa e disse:
– Sarei sorpreso se non potessi conquistarmi la figlia del re. Datemi la vostra benedizione, madre, perché domani parto. Il mattino seguente il bugiardo irlandese partì per la sua avventura. Viaggiò a lungo e alla fine giunse alla reggia del re. Alle porte venne fermato dalle guardie:
– Ehi, tu! Dove vai piccolo irlandese?
– Vado dal vostro re, per sposare sua figlia, – rispose il bugiardo.

Bambini e adolescenti: occhio alla musica in cuffia, rischi per l’udito

 Walkman e lettori Mp3 non possono mancare nella valigia delle vacanze, perché anche le lunghe passeggiate in spiaggia e i bagni di sole hanno bisogno di una colonna sonora adeguata. Ma occhio a non abusare della musica in cuffia: il 5-10% degli appassionati che ascoltano le loro canzoni preferite per più di un’ora al giorno a volume elevato è esposto al rischio di sordità. Parola di Lino Di Rienzo, dirigente di Otorinolaringoiatria dell’Asl Roma C e presidente della Società italiana di endoscopia e radiofrequenze otorinolaringoiatrica.

Educazione sessuale: bocciati mamma e papà. I teenagers cinesi imparano dal web

Bocciano l’educazione sessuale insegnata nelle scuole e la ‘lezione’ di papà e mamma sui primi amori. Ancora troppi i tabù secondo i teenager cinesi che, per colmare il black out di informazioni, si attaccano al computer e navigano per ore sul web in cerca di risposte sul sesso. E’ il quadro che emerge da un sondaggio condotto su 3 mila adolescenti del gigante asiatico dal quotidiano ‘China Youth Daily’.

Protesi al seno per minorenni: 83 italiani su 100 sono sfavorevoli

 L’83% degli italiani è favorevole al disegno di legge approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, che vieta l’impianto di protesi mammarie alle minorenni. Ma il 58% ricorrerebbe a un’operazione di chirurgia a fini estetici. Questi alcuni dei risultati del sondaggio commissionato da Michele Zocchi, chirurgo plastico ed estetico, condotto tramite e-mail e controllo dati dall’Osservatorio Mediawatch su un campione di 1.025 italiani fra i 18 e i 60 anni. Agli intervistati è stato dunque chiesto: farebbe fare un intervento a sua figlia minorenne?

Personalità del bambino: tutto scritto nel dna

Il bimbo è chiacchierone? Sarà un fiume di parole anche da grande. Il cucciolo di casa è timido e odia mettersi in mostra? Resterà ‘nell’angolo’ anche da adulto. Parola di scienziati, crescendo non si cambia. Nel forgiare il carattere i casi della vita contano, sì, ma fino a un certo punto. In realtà la personalità ti capita, come un numero alla roulette. E’ scritta nel destino, e basta osservare attentamente un bambino per sapere che tipo di adulto diventerà.