L’abete -parte prima-

 In mezzo al bosco si trovava un grazioso alberello di abete aveva per sé parecchio spazio, prendeva il sole, aveva aria a sufficienza, e tutt’intorno crescevano molti suoi compagni più grandi, sia abeti che pini, ma quel piccolo abete aveva una gran fretta di crescere. Non pensava affatto al caldo sole né all’aria fresca, né si preoccupava dei figli dei contadini che passavano di lì chiacchierando quando andavano a raccogliere fragole o lamponi. Spesso arrivavano con il cestino pieno zeppo di fragole oppure le tenevano intrecciate con fili di paglia, si sedevano vicino all’alberello e esclamavano: «Oh, com’è carino così piccolo!» ma all’albero dispiaceva molto sentirlo.
L’anno dopo il tronco gli si era allungato, e l’anno successivo era diventato ancora più lungo; guardandone la costituzione si può sempre capire quanti anni ha un abete.

Il baule volante -parte quarta-

 “Che bella storia” esclamò la regina “mi sono proprio sentita in cucina con i fiammiferi. Sì, tu avrai nostra figlia.”
“Certo!” aggiunse il re. “Sposerai nostra figlia lunedì.” Ormai gli dava del tu, dato che doveva far parte della famiglia.
Il matrimonio era stato fissato e la sera prima la città venne tutta illuminata: volavano in aria ciambelline e maritozzi; i monelli di strada si alzavano in punta di piedi per prenderle e urlavano Urrà! e fischiavano con le dita; era semplicemente meraviglioso!
“Anch’io devo fare qualcosa!” pensò il figlio del commerciante, e comprò dei razzi illuminanti, dei petardi e tutti i fuochi artificiali che si potessero immaginare, li mise nel baule e volò in alto.
Rutsch! come funzionavano bene! e che scoppi!

Il baule volante -parte terza-

 Tutti i piatti tintinnavano per la gioia, il piumino prese del prezzemolo dal secchio di sabbia e incoronò la pentola, perché sapeva che avrebbe fatto rabbia agli altri, e “se io la incorono oggi” pensava “domani mi incoronerà lei”.
“Adesso vogliamo ballare!” esclamarono le molle del camino e ballarono. Dio mio! come sollevavano le gambe! La vecchia fodera della sedia nell’angolo rideva a crepapelle nel vederle! “Possiamo essere incoronate anche noi?” chiesero le molle e lo furono.
“Non è altro che popolino!” pensavano i fiammiferi.
Adesso doveva cantare la teiera, ma era raffreddata, o almeno così disse, non poteva cantare se non bolliva, ma non era che mania di grandezza: voleva cantare solo quando si trovava a tavola con gli invitati.

Cartoni animati: Sampei

 Sampei è un anime del 1980 tratto dal manga di Takao Yaguchi in 62 albi. In Italia il manga originale è tuttora inedito, anche se le Edizioni Star Comics hanno pubblicato alcuni volumi in cui sono state raccolte alcune storie che Yaguchi ha realizzato negli ultimi anni. L’anime è stato realizzato dalla Nippon Animation nel 1980 per un totale di 109 episodi. In Italia è stato trasmesso per la prima volta nel 1982 su varie emittenti locali. Negli anni ’90 è stato replicato su TMC all’interno del programma Zap-Zap con una nuova sigla e intitolato Sampei, il nostro amico pescatore. La sigla italiana del programma era la canzone “Sampei” (L.Macchiarella-D.Meakin.M.Fraser) interpretata dai Rocking Horse e pubblicata da RCA nel 1982.
Anche se la traslitterazione corretta di 三平 sarebbe «Sanpei» (さんぺい), in Italia è stata adottata la grafia «Sampei», poiché in italiano non esiste il gruppo consonantico «np». Oggigiorno la grafia giapponese viene maggiormente rispettata (senza bisogno, cioè, di adattarla a quella italiana), come nel caso del nome dello scrittore Ranpo Edogawa.

Le canzoni dei cartoni animati: Sampei

 Sampei

Sampei, Sampei
pescatore, grandi orecchie a sventola
sorriso di sole Sampei

ma che sara’
pescecane, spada, che sara’
e’ questione di momenti, abbocchera’

amica tua
una canna fatta di magia
e quell’amo con la calamita
impossibile cambiare strada
oh Sampei
giramondo come i marinai
quanti mari vedrai

Varicella: colpiti più di 180mila bambini in Italia

Non solo influenza. Le mamme italiane sono alle prese con la varicella. “Si stimano circa 180 mila casi nel Paese, per lo più in bimbi di 3-4 anni, e in generale concentrati fra i piccoli sotto gli 8 anni“. Lo dice all’Adnkronos Salute Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell’Università di Milano-Bicocca.
Quest’anno – spiega – rispetto al normale andamento dei casi, che iniziano ad aumentare in dicembre, si è registrato un leggerissimo ritardo nell’esplosione del virus, dovuto al rientro a scuola il 10 gennaio, dunque qualche giorno dopo l’Epifania“. Attualmente, comunque, i casi sono in aumento progressivo.

Il baule volante -parte seconda-

 Alla fine la storia fu pronta, e era proprio sabato.
Il re e la regina e tutta la corte lo aspettavano bevendo il tè presso la principessa. Come venne ricevuto bene!
«Volete raccontarci una storia?» chiese la regina «ma che sia significativa e istruttiva!»
«Ma che faccia anche ridere!» aggiunse il re.
«Certamente» rispose lui, e cominciò a raccontare. Ascoltiamola anche noi adesso.
«C’era una volta un mazzetto di fiammiferi, che erano molto fieri di appartenere a una nobile famiglia, il loro albero di origine, il grande pino, di cui erano solo un piccolissimo rametto, era stato un antico e maestoso albero del bosco.

Il baule volante -parte prima-

 C’era una volta un commerciante, così ricco che avrebbe potuto ricoprire tutta la strada principale e anche un vicolino laterale di monete d’argento, ma naturalmente non lo fece: sapeva come usare il suo denaro; se dava uno scellino, otteneva un tallero; era proprio un commerciante e come tale morì.
Il figlio ereditò tutti i suoi soldi e visse spensierato, andava alle feste ogni notte, costruiva aquiloni con le banconote e lanciava monete d’oro sul lago per farle rimbalzare invece di usare le pietre, perché naturalmente i soldi saltavano meglio; alla fine non gli restarono che quattro scellini, non aveva vestiti al di fuori di un paio di pantofole e una vecchia vestaglia. Ai suoi amici non importò più nulla di lui, dato che non potevano più uscire insieme per le strade; solo uno di loro, che era buono, gli mandò un vecchio baule e gli disse: “Fai i bagagli!”.

Artigli Girl al Pitti Bimbo 72

 E’ stata presentata dal 20 al 22 Gennaio alla Fortezza da Basso a Firenze, al Pitti Bimbo 72, la nuova collezione Primavera/Estate 2011 di Artigli Girl, dedicata alle bimbe che amano sognare. Un viaggio creativo e vibrante attraverso la magia dell’immaginazione, un cammino nei giardini incantati di un castello fatato. Ogni capo è il racconto di una fiaba e la bambina che li indossa si trasforma in principessa, il gioco si fa interpretazione fantastica e ricerca di un scrigno incantato grazie al quale esaudire i propri sogni e desideri.
La nuova collezione Primavera/Estate Artigli Girl riprende ricami originali, esalta i volumi attraverso tessuti fluidi e naturali come il cotone-seta e la seta pura, mette in evidenza i colori naturali, esalta il rosa e l’acqua marina ma non perde di vista le tonalità senza tempo come quelle del grigio e delegazione blu, fino ad arrivare al verde per esaltare il gusto “military chic”.

La regina della neve -parte venticinque-

 Allora le due renne si misero a saltare al loro fianco e li accompagnarono fino ai confini del paese, dove cominciava a spuntare la prima erbetta, e là i bambini salutarono le renne e la donna della Lapponia. «Addio!» dissero tutti. I primi uccellini cominciarono a cinguettare, il bosco era pieno di verdi gemme, e da li uscì cavalcando su un magnifico cavallo che Gerda conosceva (era stato attaccato alla carrozza d’oro) una fanciulla con un bel cappello rosso in testa e in mano le pistole; era la figlia del brigante, che, stanca di stare a casa, voleva andare prima verso Nord e poi, se non si fosse divertita, da qualche altra parte. Subito riconobbe Gerda e Gerda riconobbe lei; fu veramente una gioia!
«Sei proprio un bel tipo a andare in giro per il mondo!» disse al piccolo Kay. «Mi piacerebbe sapere se meriti che la gente vada fino alla fine del mondo per te!»