Le canzoni dei cartoni animati: Sampei

 Sampei

Sampei, Sampei
pescatore, grandi orecchie a sventola
sorriso di sole Sampei

ma che sara’
pescecane, spada, che sara’
e’ questione di momenti, abbocchera’

amica tua
una canna fatta di magia
e quell’amo con la calamita
impossibile cambiare strada
oh Sampei
giramondo come i marinai
quanti mari vedrai

Varicella: colpiti più di 180mila bambini in Italia

Non solo influenza. Le mamme italiane sono alle prese con la varicella. “Si stimano circa 180 mila casi nel Paese, per lo più in bimbi di 3-4 anni, e in generale concentrati fra i piccoli sotto gli 8 anni“. Lo dice all’Adnkronos Salute Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell’Università di Milano-Bicocca.
Quest’anno – spiega – rispetto al normale andamento dei casi, che iniziano ad aumentare in dicembre, si è registrato un leggerissimo ritardo nell’esplosione del virus, dovuto al rientro a scuola il 10 gennaio, dunque qualche giorno dopo l’Epifania“. Attualmente, comunque, i casi sono in aumento progressivo.

Il baule volante -parte seconda-

 Alla fine la storia fu pronta, e era proprio sabato.
Il re e la regina e tutta la corte lo aspettavano bevendo il tè presso la principessa. Come venne ricevuto bene!
«Volete raccontarci una storia?» chiese la regina «ma che sia significativa e istruttiva!»
«Ma che faccia anche ridere!» aggiunse il re.
«Certamente» rispose lui, e cominciò a raccontare. Ascoltiamola anche noi adesso.
«C’era una volta un mazzetto di fiammiferi, che erano molto fieri di appartenere a una nobile famiglia, il loro albero di origine, il grande pino, di cui erano solo un piccolissimo rametto, era stato un antico e maestoso albero del bosco.

Il baule volante -parte prima-

 C’era una volta un commerciante, così ricco che avrebbe potuto ricoprire tutta la strada principale e anche un vicolino laterale di monete d’argento, ma naturalmente non lo fece: sapeva come usare il suo denaro; se dava uno scellino, otteneva un tallero; era proprio un commerciante e come tale morì.
Il figlio ereditò tutti i suoi soldi e visse spensierato, andava alle feste ogni notte, costruiva aquiloni con le banconote e lanciava monete d’oro sul lago per farle rimbalzare invece di usare le pietre, perché naturalmente i soldi saltavano meglio; alla fine non gli restarono che quattro scellini, non aveva vestiti al di fuori di un paio di pantofole e una vecchia vestaglia. Ai suoi amici non importò più nulla di lui, dato che non potevano più uscire insieme per le strade; solo uno di loro, che era buono, gli mandò un vecchio baule e gli disse: “Fai i bagagli!”.

Artigli Girl al Pitti Bimbo 72

 E’ stata presentata dal 20 al 22 Gennaio alla Fortezza da Basso a Firenze, al Pitti Bimbo 72, la nuova collezione Primavera/Estate 2011 di Artigli Girl, dedicata alle bimbe che amano sognare. Un viaggio creativo e vibrante attraverso la magia dell’immaginazione, un cammino nei giardini incantati di un castello fatato. Ogni capo è il racconto di una fiaba e la bambina che li indossa si trasforma in principessa, il gioco si fa interpretazione fantastica e ricerca di un scrigno incantato grazie al quale esaudire i propri sogni e desideri.
La nuova collezione Primavera/Estate Artigli Girl riprende ricami originali, esalta i volumi attraverso tessuti fluidi e naturali come il cotone-seta e la seta pura, mette in evidenza i colori naturali, esalta il rosa e l’acqua marina ma non perde di vista le tonalità senza tempo come quelle del grigio e delegazione blu, fino ad arrivare al verde per esaltare il gusto “military chic”.

La regina della neve -parte venticinque-

 Allora le due renne si misero a saltare al loro fianco e li accompagnarono fino ai confini del paese, dove cominciava a spuntare la prima erbetta, e là i bambini salutarono le renne e la donna della Lapponia. «Addio!» dissero tutti. I primi uccellini cominciarono a cinguettare, il bosco era pieno di verdi gemme, e da li uscì cavalcando su un magnifico cavallo che Gerda conosceva (era stato attaccato alla carrozza d’oro) una fanciulla con un bel cappello rosso in testa e in mano le pistole; era la figlia del brigante, che, stanca di stare a casa, voleva andare prima verso Nord e poi, se non si fosse divertita, da qualche altra parte. Subito riconobbe Gerda e Gerda riconobbe lei; fu veramente una gioia!
«Sei proprio un bel tipo a andare in giro per il mondo!» disse al piccolo Kay. «Mi piacerebbe sapere se meriti che la gente vada fino alla fine del mondo per te!»

Cartoni animati: Lady Oscar

 Lady Oscar (“Le rose di Versailles”), è un manga di Riyoko Ikeda, trasposto anche in una celebre serie televisiva anime e, prossimamente, in un lungometraggio animato. Il titolo originale è spesso abbreviato dai fan in Berubara. La serie racconta la storia dei protagonisti scendendo in modo avvincente nel dettaglio storico della Rivoluzione del 1789.

La storia
La giovane Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena (figlia dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa) viene promessa sposa al delfino di Francia Luigi Augusto (nipote del re Luigi XV e futuro re col nome di Luigi XVI), ma suo cugino il duca d’Orleans trama per ucciderlo ed usurpare il trono. Oscar viene nominata capo della Guardia Reale e sventa molti complotti che mirano ad uccidere i due principi, guadagnandosi la stima e l’amicizia di Maria Antonietta. Scortando la regina Oscar è presente all’incontro tra Maria Antonietta e il conte svedese Hans Axel von Fersen, del quale entrambe le donne finiscono per innamorarsi.

Le canzoni dei cartoni animati: Lady Oscar

 Lady Oscar

grande festa alla corte di Francia, c’e’ nel regno una bimba in piu’
biondi capelli e rosa di guancia Oscar ti chiamerai tu

il buon padre voleva un maschietto ma ahime’ sei nata tu
nella culla ti ha messo un fioretto lady dal fiocco blu

oh Lady, Lady, Lady Oscar tutti fanno festa quando passi tu
oh Lady, Lady, Lady Oscar come un moschettiere batterti sai tu
oh Lady, Lady, Lady Oscar le gran dame a corte ti invidiano perche’
oh Lady, Lady, Lady Oscar anche nel duello che eleganza c’e’

oh Lady, Lady, Lady Lady
oh Lady, Lady, Lady Leee…

Istinto materno in via d’estinzione: i sei nuovi tipi di coppie, spesso senza figli

 La coppia si fa in sei. Si divide, si ricompone, si allarga, si contamina. Ma resiste anche quella tradizionale, quella tra uomo e donna che convive con i propri figli. Non ci sono i ”separati e basta” oppure i ”separati in casa” di piu’ recente scoperta. Le nuove coppie nella societa’ globalizzata si chiamano con acronimi, ovviamente in inglese: Lat (Living apart together), perche’ vivono insieme ma separati; Dink (Double Income No Kids ) che dell’assenza di prole hanno fatto una scelta non irreversibile; Childfree che ai figli dicono un no netto e definitivo. Poi ci sono le coppie omosessuali e quelle interculturali, diverse ma simili per i pregiudizi a cui spesso ancora sono soggette. E’ l’Italia delle nuove coppie, delle coppie moderne e, in fondo, delle nuove famiglie. In un Paese nel quale pesano non poco i condizionamenti della cultura cattolica. La racconta Alessandra Salerno, psicoterapeuta familiare e di coppia, nella sua indagine ”Vivere insieme” (Il Mulino).
Vediamole, allora, piu’ da vicino le ‘cinque’ (la sesta e’ old style) coppie del nuovo secolo:

La regina della neve -parte ventiquattro-

 Fu in quel momento che la piccola Gerda entrò nel castello attraverso il grande portone, fatto di vento tagliente, ma lei recitò la preghiera della sera e il vento si calmò, come volesse dormire, così lei entrò in quelle sale gelide, vuote e enormi. Allora vide Kay, lo riconobbe, e gli saltò al collo, lo abbracciò stretto e gridò: «Kay! Dolce piccolo Kay! Finalmente ti ho trovato!».
Ma lui rimase immobile, rigido e gelido; allora la piccola Gerda pianse calde lacrime, che gli caddero sul petto, gli entrarono nel cuore, sciolsero il grumo di ghiaccio e corrosero il pezzettino di specchio che si trovava dentro; Kay la guardò e lei cantò l’inno:
Le rose crescono nelle valli, laggiù parleremo con Gesù Bambino!