Prezzemolina -parte prima-

di Redazione Commenta

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C’era una volta marito e moglie che stavano in una bella casina. E questa casina aveva una finestra che dava sull’orto delle fate. La donna aspettava un bambino, e aveva voglia di prezzemolo. S’affaccia alla finestra e nell’orto delle fate vede tutto un prato di prezzemolo. Aspetta che le fate siano uscite, prende una scala di seta e cala nell’orto. Fatta una bella scorpacciata di prezzemolo, risale per la scala di seta e chiude la finestra. L’indomani, lo stesso. Mangia oggi, mangia domani, le fate, passeggiando nel giardino, cominciarono ad accorgersi che il prezzemolo era quasi tutto andato. “Sapete cosa facciamo?” disse una delle fate. “Fingiamo d’essere uscite tutte, e una di noi invece resterà nascosta. Così vedremo chi viene a rubare il prezzemolo.”

Saltò fuori una fata
Quando la donna scese nell’orto, ecco che saltò fuori una fata. “Ah, briccona! T’ho scoperta finalmente!” “Abbiate pazienza,” disse la donna “ho voglia di prezzemolo perchè aspetto un bambino…” “Ti perdoniamo,” disse la fata. “Però se avrai un bambino gli metterai nome Prezzemolino, se avrai una bambina le metterai nome Prezzemolina. E appena sarà grande, bambino o bambina che sia, lo prenderemo con noi!” La donna scoppiò a piangere e tornò a casa. Il marito, appena seppe del patto con le fate andò su tutte le furie: “Golosaccia! Hai visto?” Nacque una bambina, Prezzemolina. Col tempo, i genitori non pensarono più al patto con le fate.

Mentre tornava a casa
Quando Prezzemolina fu grandetta, cominciò ad andare a scuola. E mentre tornava a casa, tutti i giorni, incontrava le fate, che le dicevano: “Bambina, dì alla mamma che si ricordi quel che ci deve dare.” “Mamma,” diceva la Prezzemolina, tornando a casa, “le fate dicono che dovete ricordarvi quel che gli dovete dare” La mamma si sentiva un groppo al cuore e non rispondeva niente. Un giorno la mamma era distratta. Tornò Prezzemolina da scuola e disse: “Dicono le fate che vi ricordiate quel che gli dovete dare,” e la mamma, senza pensare, disse: “Sì. dì che la piglino pure.” L’indomani la bambina andò a scuola. “Allora, se ne ricorda tua mamma?” chiesero le fate. “Sì, dice che potete prendere quella cosa che vi deve dare.” Le fate non se lo fecero dire due volte.

Fiaba originaria di Firenze da “Fiabe Italiane” di I.Calvino

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