Bambini plus-dotati: con rete Ulisse i piccoli geni non sono più soli

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In Italia l’associazione Eurotalent ne conta almeno 5 su 100, in media uno per ogni classe di 25 alunni. I piccoli geni, o bambini plusdotati come li chiamano gli esperti, non sono una rarità nel Belpaese. Ma da noi, così come nel resto del mondo, la vita di questi ‘super-bimbi’ non è sempre facile. Spesso non vengono riconosciuti, a volte sono giudicati disagiati o iperattivi e vengono curati come fossero malati. Per evitare ai bambini prodigio un’infanzia da incompresi nasce la ‘Rete Ulisse‘, un network interuniversitario attivato all’interno del progetto ‘Tutti diversi/Tutti uguali’, presentato ufficialmente a Milano in un seminario all’università Bocconi.

Rete Ulisse
L’iniziativa è promossa dall’Associazione italiana per lo sviluppo del talento e della plusdotazione (Aistap) ed è sostenuta da Guna, azienda lombarda attiva nel settore dei prodotti omeopatici. Il seminario è stata l’occasione ufficiale per la sottoscrizione e la ratifica dell’accordo tra i partner della Rete Ulisse e per la presentazione del corso di formazione biennale sulla plusdotazione dedicato agli insegnanti, organizzato da Aistap e supervisionato dall’università di Nijmegen in Olanda.

I bambini plusdotati
L’obiettivo è sensibilizzare sulle tematiche del talento e della plusdotazione tutti coloro che, a diverso titolo, sono interessati a questo tema, illustrando anche le attività di ricerca e intervento e promuovendo la produzione di materiale specifico rivolto ai docenti, ai genitori e alle varie figure professionali che seguono lo sviluppo del bambino. Dotati di particolari abilità, con competenze e capacità superiori ai coetanei – spiegano in una nota i promotori del seminario milanese – i bambini plusdotati possono mostrare difficoltà a uniformarsi ai canoni della scuola, e non vedendo riconosciute le loro abilità possono sviluppare comportamenti che compromettono il benessere proprio e di chi vive accanto a loro. Nei casi più gravi, il rischio per i più incompresi è anche quello della medicalizzazione con potenti psicofarmaci.

Il diritto alla diversità
Dall’aprile 2009, Guna ha avviato una collaborazione con diverse organizzazioni senza fini di lucro impegnate sul tema della plusdotazione e del ‘diritto alla diversità’ dei più piccoli, anche per facilitare la creazione di una rete nazionale e internazionale di coordinamento su questo argomento. E’ nata così la Rete Ulisse, che dopo un periodo di incubazione si presenta al grande pubblico.

Cosa significa essere plusdotati
Talvolta, continuano gli ideatori del progetto, questi ‘Einstein in erba’ manifestano difficoltà scolastiche, emotive e relazionali diversificate, e alcuni rischiano paradossalmente di uscire dal sistema scolastico perché non riescono a ottenere i risultati normalmente attesi dall’ambiente in cui sono inseriti. “Alcune volte, inoltre – sottolinea Anna Maria Roncoroni, presidente dell’Aistap e corrispondente italiana dell’European Council for High Ability – coetanei e compagni di scuola faticano a entrare in relazione con i bambini di talento o plusdotati, che rischiano pertanto di rimanere isolati dal gruppo e fortemente penalizzati”.
I piccoli plusdotati “sono bambini più intelligenti della norma, e con un approccio diverso a se stessi e a ciò che li circonda – aggiunge Luca Poma, portavoce nazionale del comitato di farmacovigilanza pediatrica ‘Giù le mani dai bambini’ – ma queste loro particolarità intellettive, che sono risorse positive, a volte non vengono comprese dagli insegnanti e dagli adulti in generale“, precisa.

Quando i bimbi non vengono capiti
Questo può generare in questi bimbi comportamenti oppositivi, di irritabilità e di ansia, che possono essere erroneamente classificati come sintomi di iperattività, troppo frequentemente affrontati con visite psichiatriche e trattate con psicofarmaci. La possibilità che le loro reazioni a queste incomprensioni nella scuola e in famiglia siano giudicate ed etichettate, e che essi vengano medicalizzati con psicofarmaci, è assolutamente concreta“, assicura Poma.
Crediamo profondamente – afferma Alessandro Pizzoccaro, presidente di Guna – nel diritto dei bambini e delle bambine di esprimere in libertà le proprie peculiarità comportamentali e caratteriali, senza per questo venire discriminati, esclusi o emarginati in famiglia, a scuola, nel gruppo dei pari, e per questo abbiamo sostenuto l’iniziativa: la difesa del diritto di ogni persona a essere ‘differente’ è un po’ la ‘cifra culturale’ della nostra azienda. Non per niente, da quasi 30 anni, crediamo in un diverso paradigma di salute“.

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