Alimentazione: poca verdura e tanta pasta, ecco i gusti alimentari di bambini e ragazzi del Lazio

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Pane, pasta, riso e carne sono gli alimenti preferiti dai bambini e ragazzi del Lazio, che invece non gradiscono proprio i cibi più raccomandati dagli esperti: pesce, legumi e verdure, queste ultime in assoluto le più rifiutate a tavola (29%). Un po’ a sorpresa, poi, bevande zuccherate, caramelle e fritti non rientrano mai, o quasi, nella dieta delle giovani generazioni. Sono alcune delle conclusioni a cui è giunta l’indagine sullo stile alimentare dei bambini della regione Lazio, presentata dal Movimento difesa del cittadino Lazio, nell’ambito del ‘Workshop Bimbi InForma. La prevenzione dell’obesità in età scolare‘.

Cosa comprano mamma e papà
La ricerca, oltre alle preferenze a tavola dei ragazzi laziali fra i 6 e i 13 anni, ha indagato sulle abitudini di spesa alimentare delle famiglie e sullo stile di vita dei giovanissimi, dalle quali emerge un alto consumo di prodotti freschi da cucinare a scapito di quelli già pronti.

Sport, videogames e tv
Non solo: oltre l’80% dei bambini fa uno sport, ma molto tempo viene anche dedicato al gioco con la playstation, il computer, il game boy e alla televisione, e soprattutto nei fine settimana. Inoltre ben il 54% dei bambini ha la televisione in camera, mentre il 60% dei genitori vorrebbe il divieto degli spot di alimenti diretti ai piccoli spettatori.

Ritmi frenetici e poche aree verdi
Mamme e papà lamentano poi la mancanza di tempo da dedicare ai propri figli, a causa dei rimi frenetici imposti dalle esigenze lavorative e amplificati nelle grandi città come Roma. Altra nota dolente la carenza di aree verdi attrezzate. “Per prevenire l’obesità – spiega Livia Zollo, presidente di Mdc Lazio – non basta soltanto mangiare sano, bisogna anche muoversi molto e fare tanta attività fisica. Si può agire su molti fronti per migliorare lo stile di vita dei bambini e delle famiglie: l’integrazione di iniziative comuni tra la famiglia e la scuola è uno dei campi d’azione principali su cui lavorare. Concordiamo, infine, con la posizione dei genitori di limitare la quantità di spot pubblicitari di alimenti diretti ai bambini in tv“.

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