Vacanze di Natale con i bimbi: se il viaggio è esotico, pensate prima alla profilassi

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“Prima la profilassi, poi la valigia”. E’ l’appello degli esperti di medicina dei viaggi alle famiglie italiane che tra Natale e Capodanno sceglieranno di regalarsi una vacanza esotica con bimbo al seguito. Scottature solari, jet lag, mal d’aria o di mare non sono gli unici rischi per i piccoli ‘in trasferta’, avvertono gli esperti della Simvim (Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni). In agguato ci sono anche diarrea del viaggiatore, malaria e altre malattie infettive fra cui la meningite. Una patologia letale nel 14% dei casi, e che in tutto il mondo fa registrare circa 500 mila casi l’anno con 137 morti al giorno. Per prevenirla, ricorda la Simvim, è disponibile anche in Italia il primo ‘super-vaccino’ in grado di proteggere adolescenti e adulti dai 4 ceppi di meningogocco A, C, W135 e Y.

Prevenzione e profilassi per le vacanze esotiche
Colpi di tosse, starnuti, l’uso di mezzi di trasporto affollati, i viaggi o la permanenza prolungata in destinazioni turistiche, ma anche un semplice bacio, sono alcuni dei più frequenti veicoli di infezione, elencano gli specialisti a Milano, in occasione del convegno nazionale ‘Nuove indicazioni per il viaggiatore internazionale’. E “un’adeguata profilassi con vaccini che offrano la massima protezione contro il maggior numero dei sierogruppi responsabili della meningite è la più efficace prevenzione“, assicurano.

I rischi sanitari per i bambini
Nonostante la crisi – spiega il presidente della Simvim, Vincenzo Nicosia – gli italiani non rinunciano a lunghi viaggi nel periodo natalizio. Partono verso lidi da sogno sottovalutando però i rischi sanitari, le condizioni igienico-sanitarie, diverse abitudini alimentari e stili di vita. Mettendo in pericolo soprattutto i viaggiatori più piccoli“. Per vacanze intelligenti e sicure, invece, “è indispensabile prima della partenza ricevere un’adeguata informazione da parte di personale specializzato, e quando serve provvedere a effettuare le giuste vaccinazioni e le profilassi farmacologiche“. Il consiglio a tutti i vacanzieri di fine anno, dunque, è quello di cliccare sul sito www.simvim.it per poter consultare uno degli ambulatori della Società distribuiti lungo la Penisola.

Un’accurata pianificazione della vacanza
Una raccomandazione particolarmente importante se si viaggia con dei bambini – sottolinea Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale Sacco di Milano – è la pianificazione della vacanza in tutti i suoi aspetti, specie se la destinazione è una meta esotica in cui esistono ancora rischi endemici o epidemici“. No quindi ai viaggi last-minute, che magari fanno bene al portafoglio, ma non sempre alla salute.

Consultarsi con il pediatra
Prima della partenza è anche “fondamentale un consulto con il pediatra, per verificare le vaccinazioni effettuate dal bambino, quelle obbligatorie in Italia, quelle raccomandate per la meta prescelta e quelle consigliate per attuare una adeguata profilassi – continua l’esperto – specie se si viaggia nella stagione secca che va da dicembre a giugno, dove il rischio di alcune malattie come ad esempio la meningite è molto elevato“. Ma “occorre anche garantire al bambino un viaggio in sicurezza“, raccomanda Zuccotti. “Questo significa pensare a tutti i confort” per il piccolo, indipendentemente dal mezzo di trasporto scelto.

Quali farmaci portare con sé
Inoltre, “per abbassare al minimo il rischio di infezioni, punture di insetti, scottature solari o colpi di calore, febbri, diarree – aggiunge il pediatra – è bene prevedere un kit di emergenza con farmaci antipiretici, antibiotici a largo spettro, antidiarroici e fermenti lattici, in caso in cui non sia possibile consultare tempestivamente un medico“.

Attenzione ai primi sintomi
La vaccinazione e la profilassi – insiste Nicosia – sono due aspetti a cui prestare molta attenzione, soprattutto quando si può avere a che fare con malattie subdole come la meningite, le cui avvisaglie sono simili a quelle di una banale influenza. Segni e sintomi classici, quali rigidità nucale e rash petecchiale, compaiono relativamente tardi nel decorso della malattia (13-22 ore dopo), causando ritardi nella somministrazione di trattamenti salvavita“.
Ma “anche quando si arriva in tempo, purtroppo questa malattia causa a volte danni cerebrali, disabilità di apprendimento, perdita dell’udito e di funzionalità degli arti. Da qui l’importanza di vaccinarsi, specie in occasione di viaggi in Arabia Saudita o in quelle zone che restano più ad alto rischio di contrarre la malattia anche a causa delle gravi epidemie del passato“.

Viaggi in Africa: attenzione alla meningite
Il pericolo è reale, evidenziano gli esperti. Basti pensare che ogni anno oltre 130 mila viaggiatori italiani si recano in Africa, nella cosiddetta ‘cintura della meningite’, e che solo il 29% è vaccinato. Ma attenzione, perché a livello globale fino al 5-10% delle persone possono essere portatrici del batterio della meningite nel naso e nella gola, pur senza mostrare alcun segno o sintomo. E una volta acquisito il meningococco, possono trasportarlo fino a 6-12 mesi. Meno dell’1% dei portatori svilupperà la malattia, ma potrà comunque diffondere il batterio ad altri. La meningite, infatti, è facilmente trasmissibile e per contrarla basta un qualsiasi contatto ravvicinato.

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