Parto prematuro: aspartame sotto accusa

 Nuovi sospetti per l’aspartame, dolcificante contenuto in diversi prodotti light, dolciumi e alimenti per l’infanzia, che già in passato è stato al centro di polemiche come presunto responsabile di danni alla salute. Uno studio italiano sui topi rilancia l’accusa di provocare il cancro, indicando un significativo aumento di tumori al fegato e al polmone. Mentre una ricerca danese su circa 60 mila donne, recentemente pubblicata sull”American Journal of Nutrition’, dimostra che il prodotto aumenta i rischi di parto prematuro. Due lavori scientifici che, in Francia, l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (Anses) ha deciso di valutare attentamente. Un esame che potrebbe portare le autorità d’Oltralpe a raccomandazioni sul consumo del dolcificante.

La regina della neve -parte otto-

 La piccola Gerda si spaventò terribilmente e si mise a piangere; nessuno la udì eccetto i passeri, ma questi non la potevano riportare a terra; comunque volarono lungo la sponda e cantarono, come per consolarla: «Siamo qui! Siamo qui!». La barca seguiva la corrente; la piccola Gerda se ne stava seduta scalza: le sue scarpette rosse galleggiavano dietro la barca, ma non riuscivano a raggiungerla perché quella correva più veloce.
Le due sponde erano belle, con splendidi fiori, vecchi alberi e i pendii pieni di pecore e di mucche, ma non si vedeva neppure un uomo.
“Forse il fiume mi porterà dal piccolo Kay” pensò Gerda e così le tornò il buonumore, si alzò e guardò per molte ore le due belle rive verdi; poi giunse a un grande giardino di ciliegi dove si trovava una casetta con strane finestre rosse e blu e il tetto di paglia; due soldati di legno presentavano le armi a quanti passavano di lì in barca.

La regina della neve -parte sette-

 Terza storia. Il giardino fiorito della donna che sapeva compiere magie
Ma come si sentì la piccola Gerda quando Kay non tornò più indietro? Dov’era finito? Nessuno lo sapeva, nessuno sapeva dare informazioni. I ragazzi raccontarono solo che lo avevano visto legare il suo slittino a una magnifica slitta che era passata per quella piazza e era poi uscita dalla porta della città. Nessuno sapeva dove fosse, molte lacrime scorsero, la piccola Gerda pianse profondamente e a lungo, poi dissero che era morto, che era affogato nel fiume che passava vicino alla città oh, furono proprio lunghi scuri giorni d’inverno.
Poi venne la primavera con il sole caldo.
«Kay è morto, è sparito» disse la piccola Gerda.
«No, non lo credo!» rispose il sole.

La regina della neve -parte sei-

 «Hai ancora freddo?» chiese, baciandolo sulla fronte. Oh! il bacio era più freddo del ghiaccio, e gli andò direttamente al cuore, che già era un pezzo di ghiaccio. Gli sembrò di morire. Ma solo per un attimo, poi si sentì bene; e non notò più il freddo tutt’intorno.
«Lo slittino? Non dimenticare il mio slittino!» fu la prima cosa che ricordò; lo slittino venne legato a una delle galline bianche, che seguivano volando la slitta della regina. La regina della neve diede un altro bacio a Kay e subito lui dimenticò la piccola Gerda e tutti quelli che erano a casa.
«Non ti darò più baci!» esclamò lei «altrimenti ti farei morire.»

La regina della neve -parte cinque-

 Là nella piazza i ragazzi più arditi legavano i loro slittini ai carri dei contadini, così venivano trascinati per un bel pezzo: era molto divertente. Stavano giocando così quando giunse una grande slitta, tutta dipinta di bianco, dove sedeva una persona avvolta in una morbida pelliccia bianca e con un cappuccio in testa; la slitta fece due volte il giro della piazza e Kay vi legò svelto lo slittino, così si fece trascinare. Andò sempre più forte fino alla strada successiva; la persona che guidava voltò la testa e fece un cenno molto affettuoso a Kay, come se si conoscessero già; ogni volta che Kay voleva sciogliere il suo slittino quella gli faceva di nuovo cenno, e così Kay rimaneva seduto; corsero fino alla porta della città.

Le canzoni dei cartoni animati: Lupin III

 Lupin III

Chi lo sa che faccia ha?
chissà chi è
tutti sanno che si chiama Lupin

Era qui un momento fa
chissà dov’è
dappertutto hanno visto Lupin

Ogni porta si aprirà
chissà perché
se l’accarezza Lupin

Sto tremando qui dentro di me
chi lo sa stanotte tocca a me

Cartoni animati: Ken il guerriero

 « Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra, gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta. »
(Anime di Ken il guerriero)
Ken il guerriero viene pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1983 sotto forma di manga sulle pagine di Shōnen Jump della Shūeisha, in 27 volumi. Gli autori sono Tetsuo Hara e Buronson, pseudonimo dello sceneggiatore Yoshiyuki Okamura.

Allattamento al seno prolungato: dopo i 4 mesi diventa nocivo

 Prolungare l’allattamento esclusivo al seno oltre i quattro mesi può nuocere alla salute del bambino. E’ quanto emerge da un nuovo studio pubblicato dal British Medical Journal e riportato oggi dal Daily Telegraph, che contraddice i consigli alle neo-mamme del servizio sanitario nazionale di allattare i bimbi per almeno sei mesi. I risultati della ricerca dimostrano che dopo i quattro mesi il latte materno deve essere alternato a cibi solidi, altrimenti il bimbo rischia di sviluppare intolleranze alimentari e una carenza di ferro.

La regina della neve -parte quattro-

 «Perché piangi?» chiese. «Sei brutta quando piangi, e poi io non ho niente!» E improvvisamente gridò: «Uh! quella rosa è stata morsicata da un verme! E guarda: quell’altra è tutta storta! In fondo sono rose orribili! assomigliano alle cassette in cui si trovano!». E intanto col piede colpì duramente la cassetta e strappò due rose.
«Kay! che cosa fai?» gridò la bambina, e quando lui vide che lei si era spaventata, strappò un’altra rosa e corse via nella sua finestra, lontano dalla brava Gerda.
Quando poi lei arrivava col libro illustrato, lui diceva che era un passatempo per bambini, e quando la nonna raccontava le storie, lui interveniva sempre con un «Mah», e addirittura si metteva a camminare dietro di lei, si metteva i suoi occhiali e parlava proprio come la nonna; era bravissimo a imitarla e la gente rideva.

La regina della neve -parte tre-

 Di sera il piccolo Kay, già mezzo svestito, si arrampicò su una sedia vicino alla finestra e guardò fuori da quel piccolo buco, un paio di fiocchi di neve caddero là fuori e uno di questi, il più grandedei fiocchi di neve, restò posato sull’angolo di una delle cassette di fiori. Crebbe sempre più e alla fine si trasformò in una donna avvolta in sottilissimi veli bianchi che sembravano formati da milioni di fiocchi di neve brillanti come stelle. Era molto bella e fine, ma fatta di ghiaccio, di un ghiaccio splendente e brillante, eppure era viva; gli occhi osservavano come due chiare stelle, ma non c’era pace né tranquillità in loro. Fece cenno verso la finestra e salutò con la mano. Il bambino si spaventò e saltò giù dalla sedia, e allora fu come se là fuori volasse un grande uccello davanti alla finestra.