Sviluppo del linguaggio e autonomia durante i pasti due elementi legati nei bambini? È questo quello che suggerisce uno studio recentemente condotto da alcune eccellenze italiane.

Importante studio sullo sviluppo del linguaggio
Negli ultimi anni diversi studi sull’infanzia hanno iniziato a osservare con maggiore attenzione il legame tra autonomia durante i pasti e sviluppo del linguaggio. In particolare, mangiare da soli, anche in modo imperfetto e disordinato, sembra essere associato a una maggiore precocità nel parlare nei bambini piccoli.
Questo collegamento non è frutto di semplici osservazioni casuali, ma è emerso grazie a una collaborazione scientifica tra l’Università di Roma Tor Vergata, la Sapienza Università di Roma e l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Istc). Il lavoro congiunto di queste istituzioni ha permesso di analizzare in modo più approfondito il rapporto tra azioni quotidiane e sviluppo cognitivo nei primi anni di vita.
Quando un bambino inizia a mangiare da solo, di solito tra i sei mesi e i due anni, sta sperimentando molto più che l’uso di cucchiaio o forchetta. Sta allenando la coordinazione tra occhi e mani, la capacità di pianificare piccoli gesti e l’attenzione verso ciò che accade intorno a lui.
Secondo i ricercatori coinvolti nello studio, queste abilità motorie e cognitive sono strettamente collegate allo sviluppo del linguaggio, perché condividono alcune delle stesse aree cerebrali e si rafforzano a vicenda durante la crescita.
Spazio naturale di comunicazione per i più piccoli

Mangiare in autonomia favorisce anche un rapporto più attivo con l’ambiente e con le persone presenti. Il bambino osserva il cibo, lo tocca, lo esplora e spesso lo indica o lo mostra all’adulto. Questi comportamenti sono frequentemente accompagnati da vocalizzi, suoni e, col tempo, dalle prime parole.
Il momento del pasto diventa così uno spazio naturale di comunicazione in cui l’adulto risponde, commenta e nomina ciò che il bambino sta facendo. Gli studiosi delle università romane e del Cnr-Istc hanno evidenziato come questi scambi semplici ma continui abbiano un ruolo importante nel favorire l’emergere del linguaggio.
Un altro elemento centrale è il senso di competenza. Riuscire a mangiare da soli dà al bambino una sensazione di controllo e sicurezza. Questa fiducia può riflettersi anche sul piano comunicativo, rendendo il bambino più incline a sperimentare nuovi suoni e parole. Sentirsi capaci in un’attività quotidiana rafforza il desiderio di interagire e di farsi capire dagli altri.
È importante ricordare che ogni bambino segue il proprio ritmo di sviluppo del linguaggio e non solo. Alcuni iniziano a parlare molto presto anche se vengono aiutati a tavola, mentre altri, pur essendo autonomi nel mangiare, impiegano più tempo a esprimersi verbalmente. Il linguaggio dipende da molti fattori, tra cui l’ambiente familiare, la qualità delle interazioni e le caratteristiche individuali.