Vaccino anticovid: approvazione per i piccoli dai 5 agli 11 anni?

di Valentina Cervelli Commenta

Quando avverrà davvero l’approvazione del vaccino anticovid per i bambini dai 5 agli 11 anni? È una domanda che ci si pone sempre di più, in virtù dell’aumento dei contagi relativi alla variante delta del coronavirus proprio per quella fascia d’età.

Possibili prime vaccinazioni a novembre

Si tratta di un quesito al quale la medicina e la scienza hanno bisogno di dare una risposta sicura. Per il momento, ovviamente, ancora non è possibile dare una risposta certa a questa domanda, anche a livello tecnico si sta lavorando sull0 stabilire una potenziale linea temporale proprio in virtù delle ricerche che le case farmaceutiche coinvolte stanno eseguendo. In particolare è Pfizer con il suo Comirnaty a essere più avanti in questa tipologia di sperimentazione e la stessa Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, che sottolinea come la casa farmaceutica sia pronta a presentare i propri dati relativi al suo uso “sui bambini di età compresa tra 5 e 11 anni all’inizio di ottobre, e che i dati di Moderna” relativamente al suo utilizzo per lo stesso target, saranno presentati all’autorità europea “all’inizio di novembre“.

A dare la notizia ci ha pensato Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema che ha aggiunto come le valutazioni in merito da parte dell’Agenzia europea del farmaco dovrebbero richiedere fino a quattro settimane. Tradotto in tempistiche di disponibilità, almeno per ciò che riguarda Pfizer, si potrebbe ottenere un via libera per questa fascia intorno a novembre e comunque entro la fine dell’anno o inizio del 2022 per entrambe le formulazioni a mRNA. Questo porterebbe ad aumentare la protezione dal covid-19 per i più piccoli.

Terza dose vaccino over 16 in discussione

Per quel che concerne la terza dose, l’Ema ha fatto sapere che per l’inizio di ottobre esprimerà il suo parere ufficiale a Pfizer per la somministrazione della terza dose del vaccino negli over 16: al momento gli esperti, come sottolineato da Cavaleri stanno valutando insieme all’Ecdc, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie tutte le evidenze legate alla validità dell’immunizzazione nella popolazione e se sia  giusto partire già ora, generalmente con a terza dose. Ha sottolineato ancora Marco Cavaleri:

Tutti i vaccini attualmente approvati forniscono una forte protezione contro il ricovero in ospedale e la morte per Covid-19: la priorità rimane quella di assicurarsi che il maggior numero possibile di persone sia completamente vaccinato.

Per quel che concerne le persone immunodepresse gli studi finora eseguiti hanno dimostrato come una dose di vaccino aggiuntiva dei vaccini basati su mRNA può effettivamente aumentare il livello d’immunizzazione.

 

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