Varicella: sintomi, cure e conseguenza in gravidanza

di Linda Dal Checco Commenta

La varicella è una malattia esantematica, epidermica e molto contagiosa causata da un’infezione primaria del virus Varicella Zoster (Herpes Virus Umano 3) appartenente alla famiglia Herpesviridae.

Nel bambino il primo sintomo è la comparsa del rash cutaneo vescicolare e l’innalzamento della temperatura corporea. Nel soggetto adulto invece, il rash cutaneo si presenta dopo la manifestazione di nausea, dolori articolari, mal di testa e perdita di appetito. Le vescicole non lasciano segni cicatriziali sull’epidermide al momento della loro guarigione.

La diffusione del virus avviene per via aerea tramite starnuti o colpi di tosse oppure per contatto diretto con le secrezioni prodotte dalle vescicole. Il soggetto colpito è contagioso già a due giorni dall’eruzione e fino a 6 giorni dall’inizio della comparsa delle crosticine sulle vescicole.

Sintomi della varicella

Nei bambini il primo sintomo è il rash cutaneo seguito da prurito e febbre.

Cura della varicella

La cura consiste principalmente nella somministrazione di antipiretici e antistaminici per diminuire il prurito. A differenza del passato, oggi è altamente sconsigliato l’uso di talco mentolato perchè ritarderebbe il consolidamento delle lesioni, ma si prediligono creme antiprurito che il medico o il pediatra può prescrivere o consigliare.

Nelle forme gravi e complicate da encefalite o polmonite oppure nei soggetti a rischio, viene prescritto Aciclovir entro però 24/48 ore dalla comparsa dei primi sintomi.

Varicella e gravidanza

Le donne che hanno già contratto il virus o che sono state vaccinate precedentemente alla gravidanza, trasmettono gli anticorpi al feto attraverso la placenta.

Se la gestante invece non è immune, può trasmettere il virus al feto e questo può portare a molte problematiche oltre al rischio di parto prematuro.

Nel caso in cui il virus venga contratto dalla madre prima delle 28 settimane di gestazione, il rischio è quello di Sindrome da Varicella Fetale che nel 2% dei casi porta a malformazione del nascituro come:

1- Danni agli occhi: cataratta, microftalmi, atrofia ottica, corioretinite

2- Danni neurologici: sindrome di Horner, danni al midollo spinale a livello cervicale o lombo sacrale, assenza di riflessi tendinei profondi, deficit sensoriali e motori

3- Danni al corpo: disfunzioni di vescica e sfintere anale, ipoplasia delle estremità inferiori e/o superiori

4- Patologie della cute: lesioni cutanee cicatriziali, ipopigmentazione

Se il virus viene contratto 5 giorni prima o due giorni dopo il parto, si parla di Varicella Neonatale, la quale viene trattata come la normale varicella, ponendo l’attenzione però agli alti rischi a cui è esposto il bambino che risulta sprovvisto di difese immunitarie. In questo caso le complicanze più importanti possono essere la polmonite che può sfociare in encefalite, infezioni ai polmoni, infezioni batteriche delle vescicole, infezioni all’apparato digerente e al sistema nervoso centrale.

Photocredits: Andres Rueda su Flickr

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