La festa d’estate -3-

 Era stata accolta nell’assemblea degli adulti e questo le importava assai di più, e gli argomenti in discussione erano per lei molto più interessanti. La fiducia e la considerazione di cui aveva goduto in primo luogo da parte di sua madre e sua nonna la riempivano di orgoglio. Il giovane Fulan, regalandole la collana, le aveva delicatamente chiesto di passare più tempo insieme e si incontravano al ruscello verso il tramonto per brevi momenti che i preparativi della festa concedevano loro. Brevi ma deliziosi momenti in cui stavano imparando a conoscersi, guardinghi ma sempre soridenti.

La violenza in tv non attrae i bimbi, parola di psicologo

Genitori apprensivi di fronte alla tv per i propri bimbi, nonostante i bollini e le segnalazioni delle reti televisive sull’appropriatezza dei contenuti offerti? A quanto sembra, ansia inutile. Uno studio recentemente pubblicato si “Media Psychology” ed effettuata dai ricecatori della Indiana University, prestigiosa università statunitense, dice che i bambini non sarebbero “naturalmente attratti” dai contenuti violenti.
Eppure gli studi precedenti condotti sui programmi televisivi americani rivolti alla fascia infantile rilevava che ben il 70% dei programmi televisivi per bambini avrebbe un contenuto violento. Tuttavia, secondo il nuovo studio, sono l’azione e l’avventura ad attrarre i bambini e a calamitarli allo schermo, non le scene violente. Andrew Weaver, conduttore della ricerca, aggiusta allora il tiro, spiegando che la presenza della violenza nei programmi rivolti ai bambini può causare “solo” il rischio di emulazione in futuro, ma non istigare il bambino alla violenza.

Fecondazione eterologa: il 20 settembre la sentenza della Consulta

Il verdetto arriverà il prossimo 20 settembre: è stata fissata in tale data l’udienza pubblica della Consulta per stabilire se la legge che vieta la fecondazione eterologa contenuta nella legge sulla procreazione assistita è incostituzionale o meno. Una legge che molto ha fatto discutere e che stacca l’Italia dal resto d’Europa. A sollevare il caso sono stati i tribunali di Firenze e Catania, ma anche Milano si sta aggiungendo in coda, con i casi di tre coppie sterili che attendo di poter avere un bambino utilizzando i geni di un donatore anonimo.
E ora il caso dovrebbe arrivare anche al tribunale di Bologna, mentre altre dieci coppie sono rimaste in attesa della pronuncia della Consulta prima di procedere in via giudiziaria.

Concorsi per bambini: il doodle di Google per festeggiare l’unità d’Italia

Per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia Google lancia un concorso per le scuole. Si chiama “Doodle per Google: l’Italia tra 150 anni” e per partecipare c’è tempo fino al 10 giugno. Il concorso è aperto a tutti gli studenti italiani, dalle scuole elementari alle superiori, e consiste nel creare un disegno personalizzato del logo di Google (come quelli che giornalmente decorano la pagina del motore di ricerca più popolare del mondo) e inviarlo insieme alla domanda di iscrizione a Google, per mano di un rappresentante scolastico.

Le selezioni e la giuria
Google selezionerà 10 finalisti per ogni categoria, ma poi sarà la giuria (che annovera giurati come Jovanotti, Anna Mattirolo, Giovanni Minoli, ma anche un rappresentante del Ministero dell’Istruzione) a valutare i 30 lavori e a scegliere il vincitore per ogni categoria. E, in aggiunta, ci sarà anche il voto del pubblico di Google: dal 27 giugno al 15 settembre saranno aperte le votazioni on-line dalla home page di Google Italia.

La festa d’estate -2-

 Le donne si guardarono perplesse: era esattamente quello che facevano ogni anno tra le parenti della Grande Casa. “So quello che state pensando, sembra la solita festa, ma vedrete che ci saranno delle novità” La Madre pensava alla memoria, Irani pensava alla parola.
“Dovremmo trovare il modo di far conoscere le nostre idee (quella parola cominciava a comparire molto frequentemente) anche a chi non può ascoltarci perché vive altrove, lontano. Mandare messaggeri in visita va bene, ma ci vorrebbe altro ancora. I segni e i disegni possono parlare per noi anche quando non è presente nessuno del nostro popolo.

La festa d’estate -1-

 La gente del villaggio preparava la festa d’estate e tutti i materiali che sarebbero occorsi alla sua riuscita. La luna si avvicinava ad essere piena e perfetta, macava solo una manciata di giorni. Le ore di luce stavano per raggiungere la massima durata, poi sarebbero lentamente diminuite e si sarebbe dovuto aspettare un intero anno per vivere di nuovo in quello splendore, che era esaltante e snervante al tempo stesso. Si dormiva poco e l’attività era così intensa che i giorni parevano l’uno attaccato all’altro.
Oltre ai soliti preparativi, a cui partecipavano tutti gli abitanti del villaggio, compreso l’invio di persone in visita alla Grandi Case dell’intera isola, com’era consuetudine, si stavano svolgendo preparativi speciali.

Pippi e i ladri -7-

 Alla fine Bvlum non riuscì più a soffiare sul pettine e protestava di sentire un infernale solletico alle labbra; e Tuono-Karlsson, che aveva girovagato per le strade tutto il giorno, cominciò ad avvertire una certa stanchezza alle gambe. “Vi prego, miei cari, ancora un minuto solo!” implorò Pippi, continuando a ballare. Così Blum e Tuono-Karlsson furono costretti a continuare. Alle tre del mattino Pippi disse:
“Oh, potrei andare avanti fino a giovedì! Ma forse voi sareter stanchi e avrete fame!”
Così era infatti, benché i due non osassero confessarlo.

Pippi e i ladri -6-

 “Gentilissima, cara signorina, voglia scusarci: scherzavamo!” implorò Tuono-Karlsson. “Non ci faccia del male, siamo solo due poveri, disgraziati vagabondi entrati qui per chiedere un tozzo di pane!” Blum cominciò persino a versare qualche lacrimuccia. Pippi, riposta per benino la valigia sull’armadio, si rivolse ai suoi prigionieri: “Qualcuno di voi sa ballare la tarantella?”
“Mah” rispose Tuono-Karlsson, “tutti e due la balliamo, credo”.
“Com’è divertente! Esclamò Pippi battendo le mani.

Pippi e i ladri -5-

 “Tu chiedi molte cose” disse Tuono-Karlsson, “ma anche noi vogliamo farti una domanda. Questa, per esempio: dove tieni il denaro che era per terra poco fa?”
“Nella valigia, su quell’armadio” rispose Pippi in tutta sincerità. Tuono-Karlsson e Blum sogghignarono.
“Spero, tesoro, che tu non abbia nulla in contrario, se la prendiamo” disse Tuono-Karlsson.
“Per carità” rispose Pippi: “proprio nulla!” Così Blum andò all’armadio e tirò giù la valigia. “Spero, tesoro, che tu non abbia nulla in contrario, se la riprendo” disse Pippi scendendo dal letto e andando verso Blum. Blum non capì bene come, ma ecco che la valigia, con uno strano passaggio rapidissimo, fu d’un tratto in mano a Pippi.

Parti gemellari: roba da vip


Ebbene sì, anche i gemelli sono roba da vip. Sempre più spesso, infatti, première dame (l’ultima in ordine di tempo è la bella Carla Bruni, che aspetta due gemelli da papà Sarkozy), attrici e cantanti di Hollywood, nonché coppie reali di tutto il mondo sembrano essere “affetti” da parti gemellari.
Qualche esempio? I principi di Danimarca hanno dato alla luce un maschietto e una femminuccia; Julia Roberts, Jennifer Lopez, Brad Pitt e Angelia Jolie, Jerry O’Connell, Mariah Carey, Celine Dion, Geena Davis, Marcia Cross… e in casa nostra non mancano gli esempi, con Lorella Cuccarini ed Heather Parisi su tutti. Ma i gemelli spopolano anche tra le coppie omosessuali: ultimamente sono saliti agli onori delle cronache Miguel Bosé e Ricky Martin.

Moda? Fatalità? Fortuna?