La principessa – vedendosi in balia del suo nemico – finse di rassegnarsi all’esilio con lui, ma questo fece per scoprire il segreto della sua potenza; e tanto seppe ingannarlo che gli strappò la confidenza del mantello. Una notte che Cassandrino dormiva col panno prezioso ripiegato sotto la nuca, glielo sottrasse cautamente. “Per virtù di questo mantello voglio essere trasportata nel palazzo di mio padre il Re.” Cassandrino si svegliò mentre il mantello avvolgeva la principessa in una nube cupa e vertiginosa e la rapiva nell’azzurro verso il regno del padre. “Eccomi ancora derubato da quella perfida”. E si mise a singhiozzare disperato. Passò molti mesi nell’isola, mantenendosi di frutti.
Un giorno, vagando sulla riva del mare, scoperse un albero dai pomi enormi e vermigli.
Mese: Febbraio 2011
Cartoni animati: Heidi
Heidi, basato sull’omonimo romanzo per ragazzi scritto nel 1880 dall’autrice svizzera Johanna Spyri, è un celebre anime co-prodotto nel 1974 dallo studio di animazione giapponese Zuiyo Eizo (da cui più tardi nacque la Nippon Animation) e dalla tedesca Taurus Film e diretto da Isao Takahata. Hayao Miyazaki ha disegnato le scene e il layout. Heidi è uno dei molti anime del World Masterpiece Theater, tratti da diversi classici occidentali della letteratura per ragazzi.
La storia
Heidi è rimasta orfana in tenera età e sua zia Deith si è presa cura di lei fino all’età di 5 anni. Ma la zia trova lavoro a Francoforte e non può più occuparsi della bambina: è quindi costretta ad affidarla all’unico suo parente ancora in vita, il nonno da tutti conosciuto come “il vecchio dell’Alpe” uomo burbero e misantropo, che vive in una casetta di montagna isolato da tutti. Il vecchio prende in casa la bambina di malavoglia, ma la simpatia e l’innocenza di Heidi hanno subito la meglio della sua ruvida scorza di uomo burbero.
Molto velocemente Heidi, smessi gli abiti da cittadina quale era stata fino a quel giorno, si abitua alla vita della montagna con la sua natura incontaminata, ogni giorno alla scoperta delle cose meravigliose che la montagna le offre. Incontra Peter, un pastorello che si occupa delle pecore del nonno, che diventerà subito il suo più grande amico.
Cartoni animati: Bia la sfida della magia
Bia, la sfida della magia, è un anime realizzato in Giappone nel 1974 dalla Toei Animation e trasmesso in Italia per la prima volta nel marzo del 1981 su Rai 2.
La storia
Senza che il mondo se ne accorga, sulla Terra è in atto la selezione per eleggere chi diventerà la futura Regina delle Streghe. Le candidate favorite sono Meg (Bia in Italia) e Non (Noa in Italia), due giovani streghe che si confrontano ogni giorno per ottenere questo importantissimo titolo.
Bia vive a casa con i genitori e due fratellini. La madre è anch’essa una strega, che per amore di un terrestre si è trasferita sulla Terra formando una famiglia. Fa la mamma e la casalinga a tempo pieno.
La serie inizia con la simpatica scena di Bia che” scende “sulla Terra…ad attenderla per aiutarla nel suo periodo di apprendistato c’è Mammy che opera una piccola ed innocente magia sui propri cari per fare in modo che credano che Bia faccia parte della famiglia. Sulla Terra arriva anche Ciosa, un agente della regina delle streghe, intenzionato a sabotare la possibilità di Bia di vincere il trono.
Le canzoni dei cartoni animati: Bia la sfida della magia
Bia la sfida della magia
b e a b e e ba be b e i ba be bi b e o ba be bi bo b e u bu ba be bi bo bu
c e a c e e ca ce c e i ca ce ci c e o ca ce ci co c e u cu ca ce ci co cu
e cosi’tu mi sfidi ad imitare Bia ed a fare qualche magia
io faro’ sparire un fazzoletto se non lo trovi vai subito a letto
ma un cavallo da una stella non so se mi riuscira’
ma cantiamo insieme la canzone, forse Bia ci aiutera’
b e a b e e ba be b e i ba be bi b e o ba be bi bo b e u bu ba be bi bo bu
c e a c e e ca ce c e i ca ce ci c e o ca ce ci co c e u cu ca ce ci co cu
d e a d e e da de d e i da de di d e o da de di do d e u du da de di do du
f e a f e e fa fe f e i fa fe fi f e o fa fe fi fo f e u fu fa fe fi fo fu
Le canzoni dei cartoni animati: Heidi
Heidi
Holaila, Holaila,
Heidi, Heidi, il tuo nido e’ sui monti
Heidi, Heidi, eri triste laggiu’ in citta’
acci-picchia, qui c’e’ un mondo fantastico
Heidi, Heidi, candido come te
Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi
Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi
Ho-la-lai-di, Lai-di, Lai-di, Lai-di, Ha-ho
Heidi, Heidi, tenera piccola con un cuore cosi’
gli amici di montagna, Mu Mu, Cip Cip, Be Be
ti dicon non partire
ti spiegano il perche’
saresti un pesciolino che dall’acqua se ne va
un uccellino in gabbia che di noia morira’
Psichiatria pediatrica d’emergenza: aumentano le emergenze psichiatriche nei bambini
Nel 2009 sono stati 191, nel 2010 poco più di 200. Sono i numeri della psichiatria d’emergenza, ovvero degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma di ragazzi con problemi di natura psichiatrica. L’emergenza in psichiatria viene definita come la rottura di un equilibrio con l’ambiente con relativo scompenso delle relazioni psicosociali, che presuppone una rapida risposta dell’organizzazione sociale stessa per evitare la crisi. E negli ultimi anni il fenomeno ha assunto dimensioni particolarmente significative, sottolinea l’ospedale capitolino in una nota: i dati Istat 2006 parlano infatti di un notevole aumento a livello nazionale del numero di ricoveri di minori per disturbi psichiatrici dal 1999 al 2003.
I tre talismani -parte seconda-
Un giorno che il Re dava un pranzo di gala agli ambasciatori del Sultano, Cassandrino disse al capo dei cuochi: “Lasciate a me solo l’incarico di tutto: vi prometto un pranzo mai più visto.” Il capo sghignazzò, sprezzante: “Povero sguattero scimunito!” Ma Cassandrino insistette con tanta convinzione che il capo disse: “Rispondi di tutto sulla tua testa?” “Sulla mia testa.” I cuochi e il loro capo andarono a passeggio, e Cassandrino restò nelle cucine. Pochi minuti prima di mezzogiorno salì nella sala da pranzo e distese la tovaglia miracolosa in un angolo della tavola immensa. “Tovaglia! Tovaglia! Sia servito un banchetto di cinquecento coperti, tale da sbalordire il Re, la Corte, gli Ambasciatori, tale da confondere tutti i cuochi della terra!” Ed ecco biancheggiare le tovaglie finissime, scintillare i cristalli e le argenterie, e profondersi le pietanze più raffinate, i pasticci dall’architettura fantastica, le cacciagioni prelibate, i pesci rari, i frutti d’oltre mare, i vini delle isole del sole.
I tre talismani -parte prima-
Quando i polli ebbero i denti e la neve cadde nera, bimbi state bene attenti, c’era allora, c’era… c’era…… un vecchio contadino che aveva tre figliuoli. Quando sentì vicina l’ora della morte li chiamò attorno al letto per l’estremo saluto. “Figliuoli miei, io non son ricco, ma ho serbato per ciascuno di voi un talismano prezioso. A te, Cassandrino, che sei poeta e il più miserabile, lascio questa borsa logora: ogni volta che v’introdurrai la mano troverai cento scudi. A te, Sansonetto, che sei contadino e avrai da sfamare molti uomini, lascio questa tovaglia sgualcita: ti basterà distenderla in terra o sulla tavola, perché compaiano tante portate per quante persone tu voglia. A te, Oddo, che sei mercante e devi di continuo viaggiare, lascio questo mantello: ti basterà metterlo sulle spalle e reggerlo alle cocche delle estremità, con le braccia tese, per diventare invisibile e farti trasportare all’istante dove tu voglia.”
La danza degli gnomi -parte terza-
Si era intanto sparsa pel mondo la fama della bellezza sfolgorante e della bontà di Serena, e da tutte le parti giungevano richieste di principi e di baroni; ma la matrigna perversa si opponeva ad ogni partito. Il Re di Persegonia non si fidò degli ambasciatori, e volle recarsi in persona al castello della bellezza famosa. Fu così rapito dal fascino soave di Serena che fece all’istante richiesta della sua mano. La matrigna soffocava dalla bile; ma si mostrò ossequiosa al re e lieta di quella fortuna. E già macchinava in mente di sostituire a Serena la figlia Gordiana.
Furono fissate le nozze per la settimana seguente. Il giorno dopo il Re mandò alla fidanzata orecchini, smaniglie, monili di valore inestimabile. Giunse il corteo reale per prendere la fidanzata.
La danza degli gnomi -parte seconda-
Serena proseguì il cammino, giunse al villaggio e fece alzare il sacrestano perché la chiesa era chiusa. Ed ecco che ad ogni parola una perla le usciva dall’orecchio sinistro, le rimbalzava sulla spalla e cadeva per terra. Il sagrestano si mise a raccoglierle nella palma della mano. Serena ebbe il libro e ritornò al castello paterno. La matrigna la guardò stupita. Serena splendeva di una bellezza mai veduta: “Non t’è occorso nessun guaio, per via?” “Nessuno, mamma.” E raccontò esattamente ogni cosa. E ad ogni parola una perla le cadeva dall’orecchio sinistro. La matrigna si rodeva d’invidia. “E il mio libro di preghiere?” “Eccolo, mamma.” La logora rilegatura di cuoio e di rame s’era convertita in oro tempestato di brillanti. La matrigna trasecolava. Poi decise di tentare la stessa sorte per la figlia Gordiana.