Parco Pitagora

 Parco Pitagora è un ampio spazio verde di 15.000 mq in una piccola città della Versilia, Lido di Camaiore, tra il mare Tirreno e le Alpi Apuane. Parco Pitagora è un piccolo parco giochi se confrontato con i grandi Parchi Giochi italiani, ma a differenza di questi grandi parchi giochi è aperto tutto l’anno per offrire un servizio continuo a residenti e turisti.
Parco Pitagora nasce nel 1977 in un’area di un parco ormai chiuso da molto tempo, da un’idea del nuovo gestore che se ne aggiudicò la gestione dopo la vincita di una gara d’appalto promossa dal Comune di Camaiore.

Il bambino non è un elettrodomestico

Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi”. (Carl Gustav Jung)
A Torino, il 16 e il 17 febbraio, a partire dalle ore 16,00, presso la sede dell’Unione Industriali in Via Vela 17, sala Piemonte, si terrà il convegno organizzato dal Club di Comunicazione d’Impresa dell’Unione Industriali di Torino: “Il bambino non è un elettrodomestico”.
L’evento verterà sul delicato tema della comunicazione per, con e a favore dell’infanzia, che verrà affrontato sotto diversi punti di vista attraverso le esperienze di professionisti ed organizzazioni del settore. L’obiettivo è mettere in luce una comunicazione più silenziosa e, per questo motivo, meno conosciuta ed ascoltata rispetto alla convenzionale comunicazione pubblicitaria. Si analizzeranno temi e casi critici poco noti ma con forte rilevanza sociale per le famiglie, i bambini e gli operatori del settore.

Le canzoni dei cartoni animati: Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

 Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

guarda guarda in campo c’e’ una nuova giocatrice
Mila il suo nome e’ e talento ha per tre
nel gran pubblico lei sa Shiro se ne sta
il suo cuore ora si’ batte batte forte forte forte…

Mila e Shiro due cuori nella pallavolo
Shiro e Mila amore a prima vista e’
Mila e Shiro due cuori nella pallavolo
Shiro e Mila che dolce sentimento e’

sempre sempre cosi’
sara’ per Mila e Shiro
sempre sempre cosi’
sara’ per Mila e Shiro

Biberon al bisfenolo A banditi per legge in Europa dal 1 marzo

 Dal 1 marzo prossimo i biberon al bisfenolo A (Bpa) non potranno più essere fabbricati, mentre dal 1 giugno sarà vietata “l’immissione sul mercato e l’importazione nell’Unione di materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari che non sono conformi alla presente direttiva“. Lo stabilisce la direttiva 2011/8/ue della Commissione europea, pubblicata nei giorni scorsi sulla Gazzetta dell’Unione. Il testo modifica la direttiva 2002/72/CE per quanto riguarda le restrizioni d’impiego del bisfenolo A nei biberon di plastica. Il Bpa “viene impiegato – ricorda la direttiva – come monomero nella fabbricazione di policarbonato. Le materie plastiche quali il policarbonato vengono impiegate nella fabbricazione di biberon“. Se i biberon “vengono riscaldati in determinate condizioni, piccoli quantitativi di Bpa possono passare dal contenitore per alimenti agli alimenti e alle bevande ivi contenuti ed essere quindi ingeriti“.

I bimbi a cui vengono tolte tonsille o adenoidi rischiano di ingrassare di più

Bimbi troppo grassi per colpa del bisturi. La tonsillectomia è una delle operazioni più comuni fra i bambini, ma secondo uno studio dell’American Academy of Otolaryngology i genitori dei piccoli pazienti dovrebbero tenere d’occhio la bilancia: dopo questo intervento, infatti, i ragazzini sono a maggior rischio di sovrappeso. E lo stesso accade dopo la rimozione delle adenoidi. Lo studio, pubblicato su ‘Otolaryngology – Head and Neck Surgery’ ha esaminato una serie di ricerche condotte su un totale di 795 bambini e ragazzi da 0 a 18 anni, tutti normopeso o al massimo in sovrappeso, che si erano sottoposti a uno dei due interventi.

L’abete -parte sesta-

 «Adesso voglio vivere!» gridò lui pieno di gioia e allargò i rami, oh! erano tutti gialli e appassiti; e lui si trovava in un angolo tra ortiche e erbacce; ma la stella di carta dorata era ancora al suo posto e brillava al sole.
Nel cortile stavano giocando alcuni di quegli allegri bambini che a Natale avevano ballato intorno all’albero e ne erano stati tanto felici. Uno dei più piccoli corse a strappare la stella d’oro dall’albero.
«Guarda cosa c’è ancora su questo vecchio e brutto albero di Natale!» disse, e cominciò a pestare i rami che scricchiolarono sotto i suoi stivaletti.

L’abete -parte quinta-

 «Oh!» esclamarono i topolini «come sei stato felice, vecchio abete!»
«Non sono per niente vecchio!» rispose l’albero. «Sono venuto via dal bosco quest’inverno! Sono nell’età migliore, ho solo terminato la crescita!»
«Come racconti bene!» gli dissero i topolini, e la notte dopo ritornarono con altri quattro topolini che volevano sentire il racconto dell’albero; e quanto più raccontava, tanto più chiaramente si ricordava tutto e pensava: “Erano proprio bei tempi! Ma ritorneranno, ritorneranno! Klumpe-Dumpe cadde dalle scale e ebbe la principessa; forse anch’io ne sposerò una” e intanto pensava ad una piccola e graziosa betulla che cresceva nel bosco e che per l’abete era come una bella principessa.

L’abete -parte quarta-

 Klumpe-Dumpe che cade dalle scale e sposa la principessa! Certo: è così che va il mondo! concluse l’albero, credendo che tutto fosse vero, dato che era stato raccontato da un uomo così per bene. “Certo! Chi può mai saperlo? Forse cadrò anch’io dalle scale e sposerò una principessa!”. E si rallegrò al pensiero che il giorno dopo sarebbe stato decorato di nuovo con candele, giocattoli, e frutta dorata.
“Domani non tremerò!” pensò. “Voglio proprio godermi tutto quello splendore. Domani sentirò ancora la storia di Klumpe-Dumpe e forse anche quella di Ivede-Avede.”
L’albero restò fermo a pensare per tutta la notte.
Il mattino dopo entrarono il cameriere e la domestica.

L’abete -parte terza-

 Pendevano anche mele e noci dorate, che sembravano quasi cresciute dai rami. Poi vennero fissate ai rami più di cento candeline bianche rosse e blu. Bambole che sembravano vere, e che l’abete non aveva mai visto prima d’allora, dondolavano tra il verde. In cima venne posta una grande stella fatta con la stagnola dorata; era proprio meravigliosa.
«Questa sera!» esclamarono tutti «questa sera deve splendere!»
“Fosse già sera!” pensò l’albero “se almeno le candele fossero accese presto! Che cosa accadrà? Chissà se verranno gli alberi del bosco a vedermi? E chissà se i passerotti voleranno fino alla finestra? Forse metterò radici qui e resterò decorato estate e inverno!”
Sì! ne sapeva davvero poco! ma gli era venuto mal di corteccia per la nostalgia, e il mal di corteccia è fastidioso per un albero come lo è il mal testa per noi.