Gli italiani come Mrs. Doubtfire: sempre più uomini baby sitter e “tati”

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In principio fu il cinema, con ‘Mrs Doubtfire‘, l’esilarante film del ’93, a raccontarci le stravaganti avventure di un uomo alle prese con i lavori di casa e l’accudimento di tre terribili bambini. Ma nella finzione cinematografica Robin Williams si travestiva da donna, facendosi assumere dalla ex moglie, solo per stare il più possibile con i suoi figli. Oggi il baby sitter o il domestico ‘con i pantaloni’, figure professionali diffuse da anni all’estero, stanno prendendo piede anche in Italia. Lo confermano le agenzie specializzate nella ricerca di personale domestico, che fotografano un trend in forte crescita per il ‘colf’, e un debutto nelle famiglie italiane per il ‘tato’.

SE IL BABY SITTER E’ UN UOMO
Negli ultimi tempi molti ragazzi, in particolare fra i 25 e i 35 anni, si rivolgono a noi proponendosi come baby sitter, soprattutto per le famiglie che hanno figli maschi“, riferisce all’agenzia ADNKRONOS Caterina Mirenzi, titolare dell’agenzia romana C/Work, specializzata nella ricerca e selezione di personale domestico. “E noi, specialmente per i maschietti, consigliamo i ‘tati’ perché, meglio delle colleghe femmine, riescono a stabilire con i bambini rapporti molto positivi. Li aiutano a fare i compiti, li accompagnano nelle loro attività e li seguono molto da vicino soprattutto nello sport e nei giochi. Del resto, in un parco cittadino, non è raro vedere il baby sitter o il domestico giocare una partita di pallone insieme ai bambini, cosa che la tata difficilmente fa, limitandosi a guardarli da lontano magari seduta su una panchina. In alcuni casi, poi, ci sono ragazzi inglesi o francesi che fanno da baby sitter ma parlando con il bambino esclusivamente la lingua straniera“.

UNA FIGURA MASCHILE DI RIFERIMENTO
In effetti, riflette ancora Mirenzi, “soprattutto nel caso di mamme separate o di padri molto impegnati nel lavoro, ai bambini viene a mancare una figura maschile di riferimento e il tato riesce a colmare spesso questa assenza“.
Un forte aumento si registra poi nella domanda e nell’offerta del ‘colf’ maschio. “Mentre nel servizio a ore le donne restano in forte maggioranza – spiega Francesco Olmetti della Nodavo, azienda di consulenza per la collaborazione familiare ed assistenza alla persona – sta crescendo in maniera esponenziale la figura del domestico fisso. Ciò si verifica sia per un fattore economico, perché gli uomini hanno meno mercato e quindi costano meno, sia perché l’esperienza ha dimostrato che gli uomini entrano meno in conflitto con la padrona di casa, sono più discreti e dunque la convinvenza in una casa risulta più duratura rispetto alle donne“.

IL MAGGIORDOMO
Nella quasi totalità dei casi – aggiunge il funzionario Nodavo – si tratta di extracomunitari, filippini, cingalesi e indiani. I pochissimi italiani, invece, si propongono come maggiordomi, figura che però, complice anche la crisi economica, ormai possono permettersi davvero in pochi“.
I colf “non solo si rivelano spesso bravissimi in lavori prettamente femminili, come stirare, cucinare o fare le pulizie – sottolinea ancora Caterina Mirenzi – ma riescono a svolgere una mole di lavoro maggiore rispetto alle donne. Nel caso poi dei domestici fissi, oltre ai lavori di casa, avendo spesso la patente, fanno anche da autisti per i figli, si occupano del giardino e fanno anche da guardiani qualora vivano in case grandi e isolate“.

E allora, niente pregiudizi: mamme separate, fateci un pensierino…

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