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	<title>Mondobimbiblog.com &#187; Racconti per bambini</title>
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
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		<title>Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -3-</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 18:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Si riscosse e cominciò a cercare le persone che sua madre le aveva chiesto di avvertire.<span id="more-9641"></span><br />
Ci volle tutta la mattinata, perché dovette andarli a cercare e ottenere la loro attenzione distogliendola dalle varie attività in cui erano immersi insieme alle allieve e agli allievi. Alla fine li aveva avvertiti tutti e nessuno aveva fatto difficoltà, le opere principali essendo in via di conclusione. Le rimaneva un po&#8217; di tempo prima del pranzo: si trovava nel laboratorio di ceramica dove stava preparando l&#8217;ultima infornata di vasi, piatti, anfore e statuine della Dea. Le venne un&#8217;idea e chiese di poter avere un poco dell&#8217;argilla ancora umida che veniva tenuta sotto teli umidi in un angolo. La ottenne senza difficoltà e uscì all&#8217;aperto, sedendosi sotto un albero che era servito per fare ombra ai cestai, ma che ora era deserto.<br />
Fonte: Sara Morace, I Racconti di Domani</p>
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		<title>Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -2-</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 16:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Goddess7.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Goddess7.jpg" class="left"/>Kulìa annuì e scivolò via insieme ad altre giovani che si allontanavano silenziosamente. La sala in penombra si riscaldava di sonno. La gente ebbe rispetto di quel riposo, muovendosi con cautela dentro e fuori della Grande Casa. Kulìa uscì all&#8217;aperto e si girò a guardarla: come era cambiata in soli due giorni! Appariva più fresca, più luminosa, più bella&#8230;<br />
Che risultati dava l&#8217;opera comune di tante persone! Non era certo la prima volta che vi tornava eppure era stupita più di altre volte della trasformazione che avveniva così rapidamente abitandola e curandola.<span id="more-9637"></span> Kulìa sapeva che la Grande Casa non veniva mai lasciata a sé stessa, e che a turno dai villaggi le persone vi si recavano per controllare il buono stato, fare piccoli lavori di manutenzione e progettarne di più impegnativi da svolgere nelle grandi occasioni comuni, verificare i magazzini e le vie d&#8217;accesso, ripulire il torrente. Era un&#8217;opera incessante, senza la quale piante e animali l&#8217;avrebbero reclamata alla natura, ricoprendola e occupandola. Così era per qualunque casa, anche la più piccola: al ritorno dalla festa si sarebbero dovute levare le ragnatele e nidi di insetti, riaccendere i focolari e abitare nuovamente le case del villaggio. Erano immersi nella natura, lei e la sua gente, e la amavano, ma al tempo stesso se ne distinguevano e quando necessario se ne difendevano. Come durante una grandinata, una mareggiata o la siccità.<br />
Fonte: Sara Morace, I Racconti di Domani</p>
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		<title>Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -1-</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 14:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte attività si erano svolte e molte opere erano state compiute, e si era giunti al culmine della festa: il giorno della luna perfetta. Le donne avevano trascorso la notte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/godde3.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/godde3.jpg" class="left"/>Molte attività si erano svolte e molte opere erano state compiute, e si era giunti al culmine della festa: il giorno della luna perfetta. Le donne avevano trascorso la notte appena terminata nella grotta sacra sulle pendici della montagna, dove avevano lungamente parlato e si erano imerse nelle acque della fonte che lì sgorgava pura facendosi accarezzare dalle felci. Ora tornavano portando ciascuna quell&#8217;acqua in piccole giare decorate: sarebbe servita esclusivamente per scopi cerimoniali, all&#8217;inizio dell&#8217;adunata finale. Tutta la gente che si andava risvegliando seguì con lo sguardo la fila delle donne che rientrava nella Grande Casa silenziosamente, con la mente ancora rivolta ai pensieri della notte.<span id="more-9633"></span> Andarono a riposarsi in una sala di cui vennero chiuse le porte dopo che il cibo e bevande erano state portate da fanciulle. Alcune di loro uscirono immediatamente, altre si fermarono più a lungo. Kulìa era tra loro. Sua madre l&#8217;aveva chiamata con un cenno e lei si avvicinò accucciandosi sui calcagni a fianco della stuoia su cui era distesa Irani. Poco lontano riposava la nonna, col volto segnato dalla stanchezza. Anche sua madre aveva occhiaie profonde ma la rassicurò subito con un sorriso. “Abbiamo solo bisogno di dormire, tesoro, va tutto bene. Voglio affidarti un compito, Kulìa, ed è importante: voglio che tu chieda alle migliori artigiane e ai migliori artigiani che sono presenti, quelli che hanno maggiore facilità a disegnare, decorare e usare i colori, di recarsi dopo il pranzo nella sala grande, e che portino con sé i colori e la polvere fine usata per lisciare i muri, i loro attrezzi, acqua in quantità e torce. Che si facciano sostituire nei loro altri compiti per tutto il pomeriggio. Ci vedremo allora. Avvisali uno per uno, con discrezione, va bene?”<br />
“Sì, Madre, lo farò. Posso fare altro per te? Sembri stanca.”<br />
“Grazie non mi occorre nulla. Solo dormire. E&#8217; stata una lunga notte.”<br />
Fonte: Sara Morace, I Racconti di Domani</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -12-</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 20:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tommy era entusiasta dell&#8217;idea, e anche ad Annika sarebbe piaciuto prendere una pistola, a patto però che fosse scarica. “Adesso possiamo formare una banda di briganti” disse Pippi, portando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi101.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi101.jpg" class="left"/>Tommy era entusiasta dell&#8217;idea, e anche ad Annika sarebbe piaciuto prendere una pistola, a patto però che fosse scarica. “Adesso possiamo formare una banda di briganti” disse Pippi, portando il binocolo agli occhi. “Con questo arrivo quasi a vedere le pulci del Sud America” proseguì. “Ci sarà utile, per la nostra banda”. In quel momento fu picchiato alla porta: era il padre di Tommy e annika che veniva a prendere i bambini per riportarli a casa. Disse che l&#8217;ora di andare a dormire era già trascorsa da un pezzo.<span id="more-9628"></span><br />
Tommy e Annija ringraziarono e dissero in fretta addio a Pippi, non senza aver riunito prima gli oggetti ricevuti in dono: il flauto, la spilla e le pistole.<br />
Pippi accompagnò i suoi ospiti fin sulla veranda, e li vide sparire tra gli alberi del giardino. Ma prima essi si voltarono e le fecero un cenno di saluto. La luce della cucina la illuminava: se ne stava lì con le sue rigide treccine rosse, con ancora addosso la camicia da notte di suo padre che le fluttuava tra le gambe. In una mano teneva la pistola e nell&#8217;altra la sciabola: si stava esercitando.<br />
“Da grande farò il pirata” strillava. “E voi?”FINE<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -11-</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 18:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E Pippi si avvicinò, con la camicia che le fluttuava tra le gambe. “Oh, Pippi, stavo per morire dal terrore!” disse Annika. “Ma va&#8217;! Le camicie da notte non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Pippi041.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Pippi041.jpg" class="left"/>E Pippi si avvicinò, con la camicia che le fluttuava tra le gambe. “Oh, Pippi, stavo per morire dal terrore!” disse Annika. “Ma va&#8217;! Le camicie da notte non sono mica pericolose” la tranquillizzò Pippi. “Mordono solo per legittima difesa”. Pippi decise di fare l&#8217;inventario del contenuto della cassa da marinaio. La sollevò sul davanzale della finestra e ne alzò il coperchio, così che l&#8217;interno venisse illuminato dalla scarsa luce della luna. Prima apparve uno strato di vecchi abiti, che Pippi sparse sul pavimento; poi un binocolo, due o tre libri gualciti, tre pistole, una sciabola e un sacco di monete d&#8217;oro. “Tiddelipum e tiddelidei!” esclamò Pippi soddisfatta della scoperta.<span id="more-9623"></span> “Che bellezza!” disse Tommy.<br />
Pippi raccolse il tutto nella sua nuova camicia da notte, e così i tre bambini ritornarono in cucina. “Non lasciate mai le armi in mano ai bambini!” disse pippi brandendo una pistola in ogni pugno. “Potrebbe anche succedere una disgrazia” aggiunse, premendo contemporaneamente i due grilletti. “Come fracasso, non c&#8217;è male” constatò, e guardò il soffitto, dove erano visibili i fori prodotti dai proiettili. “Chissà” disse in tono speranzoso, “forse i proiettili hanno attraversato il soffitto e colpito un fantasma alle gambe. Così impareranno a pensarci, prima di spaventare i poveri bambini innocenti; perché, anche se non esiste, questa non è davvero una buona ragione per spaventare a morte la gente, mi sembra. A proposito, vi farebbe piacere avere una pistola per ciascuno?” chiese.<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -10-</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 16:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Cvitt!” faceva, e un attimo dopo, nella penombra, qualcosa sbatté contro Tommy frusciando. Lui sentì come un ventata sulla fronte, e poi vide una sagoma nera sparire attraverso una finestrella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Pippi021.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Pippi021.jpg" class="left"/>“Cvitt!” faceva, e un attimo dopo, nella penombra, qualcosa sbatté contro Tommy frusciando. Lui sentì come un ventata sulla fronte, e poi vide una sagoma nera sparire attraverso una finestrella spalancata. “Un fantasma! Un fantasma!” gridò a perdifiato. E Annika gli fece eco.<br />
“Poveretto, questo arriva in ritardo alla riunione!” disse Pippi. “Se poi si trattava davvero di un fantasma, e non piuttosto di una civetta. Del resto, dato che i fantasmi non esistono” continuò un attimo dopo, “sono sempre più convinta che si trattasse di una civetta. E a chi osa dire che i fantasmi esistono, io darò una bella tirata di orecchie”.<span id="more-9617"></span><br />
“Ma l&#8217;hai detto tu stessa” osservò Annika.<br />
“E&#8217; vero, sono stata proprio io!” disse Pippi. “Allora mi darò appunto una buona tirata di orecchie”. E se le tirò energicamente. Questo tranquillizzò alquanto Tommy e annika; presero anzi tanto coraggio, da osare avvicinarsi alla finestrella per ammirare il giardino dall&#8217;alto. Grandi nuvole nere vagavano per il cielo, facendo del loro meglio per oscurare la luna. Gli alberi stormivano. Tommy e Annika si voltarono, e proprio allora, che spavento!, videro una bianca forma umana che veniva loro incontro.<br />
“Uno spettro!” gridò Tommy selvaggiamente. Annika aveva tanta paura da non riuscire nemmeno a gridare. La figura si avvicinava sempre più, e Tommy e Annika allora si abbracciarono e chiusero gli occhi. Fu a questo punto che udirono lo spettro dire: “Guardate cos&#8217;Ho trovato: la camicia da notte di papà in un vecchio baule da marinaio. Se l&#8217;accorcio un po&#8217; posso anche portarla”.<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -9-</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 14:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La povera Annika, invece, non voleva saperne a nessun costo, ma poi pensò che poteva anche darsi che un piccolissimo fantasma scendesse da lei, mentre rimaneva sola a sedere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Pippi12.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Pippi12.jpg" class="left"/>La povera Annika, invece, non voleva saperne a nessun costo, ma poi pensò che poteva anche darsi che un piccolissimo fantasma scendesse da lei, mentre rimaneva sola a sedere in cucina. E questo bastò a convincerla, perché preferiva essere in mezzo a migliaia di  fantasmi in compagnia di Pippi e Tommy, piuttosto che sola in cucina con il più piccolo bambino-fantasma.<br />
Pippi si mosse per prima e aprì la porta delle scale che conducevano in soffitta. Era buio pesto. Tommy si aggrappava a Pippi e Annika si agrappava ancor più forte a Tommy, mentre i gradini scricchiolavano e cigolavano ad ogni passo.<span id="more-9612"></span><br />
Tommy cominciò a pensare che sarebbe stato meglio lasciar perdere; quanto ad Annika, non aveva alcun dubbio sull&#8217;argomento.<br />
Poco dopo la scala terminò e si trovarono in soffitta. Anche qui l&#8217;oscurità era completa, ad eccezione di un sottile raggio di luna che tagliava obliquamente il pavimento; il vento sibilava e fischiava attraverso tutte le fessure.<br />
“Ehi! Tutti voi fantasmi!” gridò Pippi.<br />
Ma, se anche ce n&#8217;era qualcuno, nessuno rispose. “E&#8217; esattamente come pensavo” disse Pippi: “sono andati alla riunione del Comitato Direttivo dell&#8217;Associazione Spettri e Fantasmi”.<br />
Annika si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo, e in cuor suo pregò che la riunione si protraesse a lungo. Ma proprio in quell&#8217;istante si udì uno spaventoso versaccio in un angolo lontano della soffitta.<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -8-</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 20:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Se andassimo in soffitta a dare un salutino ai fantasmi?” propose Pippi. “Ci&#8230; ci&#8230; sono davvero fantasmi in soffitta?” balbettò Annika. “Se ci sono! Un reggimento” disse Pippi. “E&#8217; tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi8.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi8.jpg" class="left"/>“Se andassimo in soffitta a dare un salutino ai fantasmi?” propose Pippi.<br />
“Ci&#8230; ci&#8230; sono davvero fantasmi in soffitta?” balbettò Annika.<br />
“Se ci sono! Un reggimento” disse Pippi. “E&#8217; tutto un formicolare di fantasmi e spettri di diverse qualità, lassù: Ci si sbatte contro ad ogni passo: vogliamo andarci?”<br />
“Oh!”, ansimò Annika guardando Pippi con aria di rimprovero. “La mamma dice che non esistono né spettri né fantasmi” disse Tommy spavaldo.<br />
“Credo bene” disse Pippi.<span id="more-9606"></span><br />
“Non ce ne sono da nessuna parte, perché tutti quelli che esistono abitano nella mia soffitta. E non conviene pregarli di traslocare; tanto, non sono pericolosi: danno soltanto dei pizzicotti sulle braccia, così forti da lasciare un bel segno blu. E poi ululano, e giocano a birilli con le proprie teste”.<br />
“Gio&#8230; gio&#8230; giocano a birilli con le proprie teste?” mormorò Annika.<br />
“Sì, proprio così” confermò Pippi. “Venite che andiamo su a chiaccherare un po&#8217; con loro; io sono maestra a giocare con i birilli”.<br />
Tommy non voleva mostrare d&#8217;aver paura, e d&#8217;altra parte aveva una gran voglia di vedere un fantasma. Così avrebbe avuto qualcosa di eccezionale da raccontare ai suoi compagni di scuola. Inoltre gli faceva coraggio il pensiero che i fantasmi non avrebbero osato attaccare Pippi. Decise così di andare.<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -7-</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 18:19:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tommy e Annika leccarono alla perfezione le loro tazze, prima di mettersele in testa. Quando tutti furono sazi e soddisfatti, e il cavallo ebbe ciò che gli spettava, Pippi afferrò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi141.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi141.jpg" class="left"/>Tommy e Annika leccarono alla perfezione le loro tazze, prima di mettersele in testa. Quando tutti furono sazi e soddisfatti, e il cavallo ebbe ciò che gli spettava, Pippi afferrò le quattro cocche della tovaglia e la sollevò, di modo che le tazze e i piattini si urtarono, chiusi come in un sacco. Poi Pippi nascose il fagotto nel cassone della legna. “Mi piace fare un po&#8217; d&#8217;ordine appena pranzato” disse. Ora non restava altro che mettersi a giocare. Pippi propose di giocare a “non toccare il pavimento”. Un gioco molto semplice: consisteva nel fare il giro della cucina, senza toccare terra, nemmeno una volta, col piede.<span id="more-9600"></span> Pippi cominciò, facendo tutto il giro in un batter d&#8217;occhio; ma anche Tommy e Annika ci riuscirono.<br />
Si incominciava dall&#8217;acquaio, e da qui, se si stendeva al massimo la gamba, si poteva raggiungere il forno, e dal forno si arrivava al cassone della legna, e dalla cassa all&#8217;attaccapanni, da qui si scendeva sulla tavola e di là, attraverso due sedie, si toccava l&#8217;armadio d&#8217;angolo. Tra l&#8217;armadio d&#8217;angolo e l&#8217;acquaio c&#8217;era una distanza di parecchi metri, ma lì fortunatamente si trovava il cavallo, e se ci si arrampicava per la coda e poi ci si lasciava scivolare dal collo, e lui si scrollava al momento giusto, si andava a cadere proprio sull&#8217;acquaio. Dopo essersi divertiti per un pezzo, e dopo che il vestito di Annika fu sceso al quarto posto dal secondo che aveva occupato dopo quello bello, e Tommy fu diventato nero come uno spazzacamino, decisero di inventare un altro gioco.<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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		<title>Pippi festeggia il suo compleanno -6-</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 16:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole e racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[racconti per ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Bene, ma anche il cavallo deve avere il suo biglietto” disse decisamente Pippi. “Anche se non potrà sedersi a tavola con noi”. E Tommy scrisse sotto dettatura di Pippi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi11.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/pippi11.jpg" class="left"/>“Bene, ma anche il cavallo deve avere il suo biglietto” disse decisamente Pippi. “Anche se non potrà sedersi a tavola con noi”. E Tommy scrisse sotto dettatura di Pippi il seguente biglietto: “Il cavallo ha il piacere di restare nell&#8217;angolo, e riceverà dolci e zuccherini”.<br />
“Leggi, e di&#8217; cosa ne pensi!” E poiché il cavallo mostrò di non avere alcuna osservazione da fare, Tommy offrì il braccio a Pippi e si avviò a tavola; e siccome il Signor Nilsson non accennava a fare lo stesso, Annika lo sollevò di peso e lo posrtò fino alla tavola. Sulla quale lo scimmiotto si sedette, rifiutando di servirsi delle sedie.<span id="more-9594"></span><br />
Rifiutò anche la cioccolata con la panna, ma quando Pippi gli versò dell&#8217;acqua nella tazza, la sollevò con le due mani e bevve.<br />
Annika, Tommy e Pippi  mangiarono a quattro palmenti, e Annika dichiarò che se era vero che in Cina si facevano dolci così buoni, da grande ci si sarebbe trasferita. Quando il Signor Nilsson ebbe vuotata la sua tazza, la capovolse e se la mise in testa. A quella vista, Pippi fece lostesso, ma siccome non aveva terminato tutta la sua cioccolata, un rigagnoletto bruno le scese dalla fronte, andando a raggiungere il naso. Allora Pippi tirò fuori la lingua e lo bloccò lì. “Non bisogna sprecare nulla” disse.<br />
Fonte: Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe</p>
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