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	<title>Mondobimbiblog.com &#187; Malattie Neonati</title>
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
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		<title>Arriva Carpediem, la macchina che assiste i neonati con gravi disfunzioni a cuore e reni</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 23:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama &#8216;Carpediem&#8216; (Cardio-Renal Pediatric Dialisis Emergency Machine) la prima macchina al mondo per assistere neonati con gravi disfunzioni cardiache e renali, che necessitano di una terapia con rene artificiale [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/10/Arriva-Carpediem-la-macchina-che-assiste-i-neonati-con-gravi-disfunzioni-a-cuore-e-reni.jpg?9d7bd4" alt="Arriva-Carpediem-la-macchina-che-assiste-i-neonati-con-gravi-disfunzioni-a-cuore-e-reni" class="left"/>Si chiama &#8216;<strong>Carpediem</strong>&#8216; (Cardio-Renal Pediatric Dialisis Emergency Machine) la prima macchina al mondo per assistere neonati con gravi disfunzioni cardiache e renali, che necessitano di una terapia con rene artificiale per sopravvivere. L&#8217;eccezionale strumento è stato realizzato all&#8217;Ulss 6 di Vicenza, grazie agli studi diretti dal direttore del dipartimento di nefrologia, dialisi e trapianto dell’ospedale San Bortolo Claudio Ronco, coadiuvato da Sandro Frigiola del dipartimento di cardiochirurgia del Policlinico San Donato di Milano e da Zaccaria Ricci del dipartimento di cardioanestesia e terapia intensiva pediatrica del Bambino Gesù di Roma.<br />
<span id="more-4516"></span><br />
<strong>I vantaggi di Carpediem per i neonati</strong><br />
Finora i neonati di peso inferiore ai 3 chili, in caso di insufficienza renale grave (dal 5% al 20% dei casi nelle terapie intensive neonatali) venivano trattati con le macchine per dialisi tarate sugli adulti, con gravi rischi di scompenso o di fallimento della terapia. Il primo modello di &#8216;<strong>Carpediem</strong>&#8216; è stato presentato settimana scorsa al San Bortolo di Vicenza, alla presenza fra gli altri dell&#8217;assessore regionale alla sanità Luca Coletto. La macchina, del costo di circa 250 mila euro, è stata realizzata da due ditte italiane, è grande come una macchinetta domestica per il caffè espresso, e ogni suo componente è &#8216;originale&#8217;: studiato e realizzato specificamente per la prima volta al mondo. Permette, spiegano gli esperti, di trattare il neonato con insufficienza renale acuta con procedure perfettamente tarate sulle sue caratteristiche, a cominciare dal peso e dalla quantità di sangue circolante nel piccolo organismo: una dialisi miniaturizzata che, secondo i suoi ideatori, potrà salvare molte piccole vite. </p>
<p><strong>Quando entrerà in funzione Carpediem</strong><br />
Carpediem dovrebbe ottenere la certificazione europea Ce entro la fine dell’anno, mentre entro dicembre 2011 è previsto il primo trial mondiale per l’avvio del suo utilizzo in totale sicurezza. &#8220;<em>Questa</em> &#8211; sottolinea l&#8217;assessore Coletto &#8211; <em>è una &#8216;patologia orfana&#8217;, perché i numeri relativamente bassi a cui si fa riferimento non la rendono appetibile per la ricerca delle grandi aziende orientate verso il business. Un fatto che, se possibile, ingrandisce il merito di chi ha lavorato all’ideazione ed alla realizzazione. La sanità veneta</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>mette così a disposizione della comunità scientifica internazionale uno strumento per aiutare i più piccoli in un momento per loro così difficile. Quando si riesce, per di più senza alcun fine di lucro per nessuno, a donare una speranza di vita ad un bambino ed ai suoi genitori, la soddisfazione e l’orgoglio si moltiplicano</em>&#8220;. </p>
<p><strong>La raccolta fondi</strong><br />
Coletto ha anche voluto sottolineare la grande gara di solidarietà che ha accompagnato quest’impresa medico-scientifica. Per raccogliere i fondi necessari si sono infatti mobilitati i Carabinieri, la cui banda Nazionale tenne un concerto per la raccolta fondi in aprile a Vicenza, le associazioni di volontariato Amici del rene di Vicenza, Bambini cardiopatici nel mondo, &#8216;Il sogno di Stefano&#8217;, ma anche banche come la Popolare di Vicenza, e mass media, come Il Giornale di Vicenza. Le aziende Bellco di Mirandola e Medica di Medolla &#8220;<em>hanno messo a disposizione le loro migliori professionalità</em>&#8220;, conclude la nota, per la costruzione di <strong>Carpediem</strong>.</p>
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		<title>Malattie esantematiche: la parotite, ovvero gli orecchioni</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 23:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La parotite è un&#8217;infezione di natura virale che colpisce le ghiandole parotidi (ghiandole posizionate vicino all&#8217;orecchio) e può essere mono o bilaterale a seconda che colpisca una sola ghiandola o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>parotite</strong> è un&#8217;infezione di natura  virale che colpisce le ghiandole parotidi (ghiandole posizionate vicino all&#8217;orecchio) e può essere mono o bilaterale a seconda che colpisca una sola ghiandola o tutte e due. La malattia viene trasmessa per contatto diretto attraverso la saliva emessa con tosse, starnuti o anche solo con il respiro.<br />
L&#8217;incubazione della malattia è di 2-3 settimane e può iniziare con malessere, mal di testa, nausea e febbre medio-alta che dura mediamente da due a quattro giorni.  Contemporaneamente si ha l&#8217;ingrossamento delle ghiandole parotidee.  Essendo le ghiandole parotidee posizionate tra la mandibola e l&#8217;orecchio, il loro gonfiore provoca uno spostamento in avanti dei padiglioni auricolari che appaiono così più grandi del solito; da qui il nome popolare di &#8220;orecchioni&#8221; dato alla malattia.<br />
<span id="more-3972"></span><br />
<strong>I SINTOMI DELLA PAROTITE</strong><br />
La zona parotidea risulta dolorante, soprattutto alla palpazione, e il dolore si accentua con la masticazione, soprattutto se si assumono cibi che stimolano la salivazione (essendo le parotidi delle ghiandole salivari).<br />
Il gonfiore, dopo aver raggiunto il massimo livello in 2-3 giorni, inizia  poi ad attenuarsi lentamente  dopo circa 5-6 giorni.  La malattia, nel suo insieme, se non si presentano complicanze, dura solitamente sui 9-10 giorni.<br />
La contagiosità è di durata piuttosto lunga e inizia già prima della comparsa dei sintomi, per terminare alcuni giorni dopo la scomparsa del gonfiore.</p>
<p><strong>LE COMPLICAZIONI DELLA PAROTITE</strong><br />
Complicanze della parotite, che si verificano comunque raramente, possono essere l&#8217;Orchite (rigonfiamento dei testicoli  con febbre e dolore) negli adolescenti e negli adulti,  la Meningocefalite (infiammazione delle membrane dette meningi che rivestono il cervello che si manifesta con febbre, vomito e rigidità della nuca) e la Pancreatite (infiammazione del pancreas).</p>
<p><strong>LA PREVENZIONE</strong><br />
La prevenzione può essere attuata mediante la vaccinazione (generalmente associata a quelle per morbillo e rosolia) somministrata  verso i  15-18 mesi con una dose di richiamo attorno agli 11-12 anni di età.<br />
La gestione della malattia, di competenza esclusivamente medica per quanto riguarda le eventuali terapie, può consistere comunque nel controllo della dieta e nell&#8217;applicazione di impacchi decongestionanti sulla parte interessata.</p>
<p>Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgetevi sempre al medico.</p>
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		<title>Morte in culla (SIDS): genitori italiani bocciati, troppi errori nella crescita dei bimbi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 23:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più di 8 genitori italiani su 10 hanno sentito parlare della morte in culla, ma la strada che separa la teoria dalla pratica è lastricata di errori. Ancora troppe mamme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/04/Morte-in-culla-SIDS-genitori-italiani-bocciati-troppi-errori-nella-crescita-dei-bimbi.jpg?9d7bd4" alt="Morte-in-culla-SIDS-genitori-italiani-bocciati-troppi-errori-nella-crescita-dei-bimbi" class="left"/>Più di 8 genitori italiani su 10 hanno sentito parlare della <strong>morte in culla</strong>, ma la strada che separa la teoria dalla pratica è lastricata di errori. Ancora troppe mamme non smettono di fumare durante la gravidanza e l&#8217;allattamento, benché la sigaretta sia fra gli imputati più noti del rischio <strong>Sids</strong> (sindrome della morte improvvisa del lattante).<br />
Non solo. Nonostante sia ormai dimostrato che la posizione più sicura in cui far dormire il bebè sia quella supina, a Roma il 53% delle mamme e dei papà mette a nanna il bimbo steso sul lato: un dato in linea a quello rilevato a Bari, ma quasi doppio rispetto alla percentuale registrata a Milano. A bocciare le famiglie della Penisola sono i risultati delle interviste condotte su un totale di 5.300 genitori nelle tre città italiane in occasione di &#8216;Bimbinfiera&#8217;, kermesse dedicata al mondo dell&#8217;infanzia. Una campagna organizzata da MAM Association, nata con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare i genitori sulla <strong>Sids</strong>.<br />
<span id="more-3190"></span><br />
<strong>COS&#8217;E&#8217; LA MORTE IN CULLA (SIDS)</strong><br />
La<strong> SIDS</strong> (sindrome della morte improvvisa del lattante) nota anche come sindrome della morte improvvisa infantile o morte inaspettata del lattante oppure, in terminologia comune, &#8220;<strong>morte in culla</strong>&#8221; (in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS) è un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione presso la comunità scientifica. Si manifesta provocando la morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano. La morte resta inspiegata anche dopo l&#8217;effettuazione di esami post-mortem. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt&#8217;oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani. Ha un&#8217;incidenza stimata, per similitudine con altri stati, che oscilla tra 0,7 e 1 per mille, ma non esistono attualmente dati statistici precisi in Italia.</p>
<p><strong>GENITORI ITALIANI IGNORANTI IN MATERIA</strong><br />
In generale &#8211; spiegano i promotori del progetto in una nota &#8211; passando da Milano a Bari e a Roma, i risultati delle interviste non si discostano di molto. In particolare, però, dai dati romani emerge che solo una piccola percentuale di genitori ha sentito parlare in modo esaustivo di <strong>Sids</strong>. Inoltre, ancora molte famiglie dicono di non sapere che la sindrome è la prima causa di morte dal ventottesimo giorno al primo anno di vita. Insomma, per abbattere i numeri della <strong>Sids</strong> c&#8217;è ancora molto da fare, conclude MAM. Ma una corretta e accurata informazione su questo tema, resta convinta l&#8217;associazione, è fondamentale per aiutare mamme e papà a far dormire sonni tranquilli ai loro piccoli. La prova è il dato sull&#8217;uso del ciuccio: la metà dei genitori conosce la sua utilità ed efficacia preventiva, nonostante l&#8217;impiego del succhietto sia stato fra le ultime raccomandazioni incluse nei comportamenti anti-Sids.</p>
<p><strong>PREVENZIONE DELLA MORTE IN CULLA</strong><br />
A fronte dei fattori di rischio vi sono alcune raccomandazioni per prevenire la SIDS:<br />
* Il bambino deve dormire a pancia in su (supino);<br />
* Non bisogna fumare nell&#8217;ambiente in cui soggiorna o dorme e nell&#8217;abitazione;<br />
* L&#8217;ambiente dove dorme non deve essere troppo caldo, (il microclima della stanza è ottimale quando la temperatura è compresa tra i 18 °C e i 20 °C e quando un buon ricambio d&#8217;aria permette che l&#8217;umidità sia intorno al 50%) non deve essere coperto eccessivamente e deve dormire lontano da fonti di calore;<br />
* In caso di febbre il bambino deve essere coperto di meno;<br />
* Si consiglia di far dormire il bambino nella stanza dei genitori nella sua culla e non nel letto dei genitori;<br />
* L&#8217;uso del succhiotto è considerato oggi un fattore di attenuazione del rischio. </p>
<p><strong>LA CULLA</strong><br />
La culla gioca un ruolo importante e l&#8217;uso di materassi rigidi è sicuramente rilevante. Non devono essere presenti nella culla oggetti che possano limitare la respirazione del bambino (ad esempio pupazzi, peluches, cuscini, lenzuola stropicciate). Il lenzuolo non deve essere posto sulla testa del bambino ma deve coprire solo fino al petto e le braccia devono esser scoperte in modo da evitare che il loro movimento possa portare il lenzuolo a coprire la testa e le vie respiratorie.</p>
<p><strong>IL SUCCHIOTTO</strong><br />
Uno studio del 2005 dimostrò che l&#8217;uso del succhiotto riduceva del 90% il rischio della sindrome. Ciò sembra essere dovuto al fatto che la superficie esterna del succhiotto consenta al bambino di tenere il viso lontano dalla superficie del materasso riducendo il rischio di soffocamento.</p>
<p><strong>SIDS E ABUSO DI MINORI</strong><br />
Spesso è stato scoperto che la vera causa di morte del neonato era infanticidio laddove era stato diagnosticato in prima istanza la sindrome da morte in culla. Alcuni ricercatori hanno stimato che tra il 5% e il 20% dei casi la SIDS è in realtà infanticidio.</p>
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		<title>Disturbi dovuti all&#8217;alimentazione del bambino: dermatite da pannolino, meteorismo e alito pesante</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 23:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i disturbi dovuti all&#8217;alimentazione del bambino vi sono quelli più comuni dell&#8217;infanzia. Tra di essi vi sono dermatite da pannolino, meteorismo, gonfiori e coliche gassose, alito pesante, singhiozzo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/04/Disturbi-dovuti-allalimentazione-del-bambino-dermatite-da-pannolino-meteorismo-e-alito-pesante.jpeg?9d7bd4" alt="Disturbi-dovuti-allalimentazione-del-bambino-dermatite-da-pannolino-meteorismo-e-alito-pesante" class="left"/>Tra i disturbi dovuti all&#8217;alimentazione del bambino vi sono quelli più comuni dell&#8217;infanzia. Tra di essi vi sono <strong>dermatite da pannolino</strong>, <strong>meteorismo</strong>, <strong>gonfiori e coliche gassose</strong>, <strong>alito pesante</strong>, <strong>singhiozzo</strong> e <strong>crosta lattea</strong>. Vediamone alcuni&#8230; </p>
<p><strong>DERMATITE DA PANNOLINO</strong><br />
La <strong>dermatite da pannolino</strong> è un&#8217;infiammazione cutanea provocata dal contatto delle sostanze chimiche e da un eccesso di zuccheri nell&#8217;alimentazione materna. L&#8217;arrossamento e l&#8217;irritazione della pelle possono favorire infezioni batteriche. In questi casi è consigliabile somministrare più acqua sia al bambino che alla madre; quest&#8217;ultima dovrebbe anche evitare l&#8217;eccesso di grassi fritti, zuccheri e derivati del latte.<br />
<span id="more-3172"></span><br />
<strong>METEORISMO, GONFIORI E COLICHE GASSOSE</strong><br />
Questi disturbi possono essere creati da fermentazione intestinale, quindi l&#8217;alimentazione della madre dovrà essere priva degli alimenti sconsigliati in precedenza, soprattutto i formaggi fermentati e la frutta dopo le sei del pomeriggio; dovrà, invece, alimentarsi con pane preparato con cumino e semi di finocchio. Se il bambino piange e si lamenta è consigliato un leggero massaggio circolare con le mani calde e qualche cucchiaino di camomilla calda. </p>
<p><strong>ALITO PESANTE</strong><br />
Solitamente l&#8217;alito dei bambini piccoli non è psante ma dolce, la lingua rosa come le labbra e le gengive chiare. Se l&#8217;alito risultasse pesante guardiamo attentamente in bocca al bambino se ci sono formazioni chiare o vescicolette. Potrebbe essere il <strong>mughetto</strong>, causato dalla Candida albicans; in tal caso il latte materno, essendo ricco di lattobacilli e immunoglobuline naturali, potrebbe essere efficace e sufficiente; altrimenti è il caso di informare il pediatra. Nei bambini allattati col biberon questo disturbo può essere ben più frequente, ma dipende dal latte utilizzato che può essere troppo ricco di zuccheri raffinati che creano un ambiente idoneo alla formazione del <strong>mughetto</strong>. </p>
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		<title>Disturbi dovuti all&#8217;alimentazione del bambino: feci, stipsi e diarrea</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 23:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle cose più importanti da controllare nel bambino sono le feci: nel bimbo sano si presentano senza alcuna consistenza e giallognole nelle prime settimane di vita, per diventare più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/04/Disturbi-dovuti-allalimentazione-del-bambino-feci-stipsi-e-diarrea.jpg?9d7bd4" alt="Disturbi-dovuti-allalimentazione-del-bambino-feci-stipsi-e-diarrea" class="left"/>Una delle cose più importanti da controllare nel bambino sono le feci: nel bimbo sano si presentano senza alcuna consistenza e giallognole nelle prime settimane di vita, per diventare più consistenti e di colore più dorato nei mesi successivi, senza avere odore sgradevole ma solo leggermente acido. Il numero di scariche è variabile da neonato a neonato, ma deve avere un sua regolarità. Tuttavia, alcuni disturbi possono facilmente manifestarsi a causa dell&#8217;alimentazione del bambino. Ecco come riconoscerli&#8230; ed evitarli.<br />
<span id="more-3153"></span><br />
<strong>STITICHEZZA E COSTIPAZIONE</strong><br />
In caso di stitichezza e costipazione con irritabilità e agitazione del bambino, la causa va ricercata nell&#8217;alimentazione della madre in allattamento. Altre cause possono essere un basso incremento di liquidi, troppo sale nella dieta, eccessivo lavoro e/o stanchezza della madre in allattamento (questo fattore può modificare considerevolmente la composizione del latte materno), limitato consumo di frutta e verdura. In questo caso, sia la mamma che il bimbo devono modificare la propria alimentazione e seguire una corretta dieta. </p>
<p><strong>DIARREA</strong><br />
In caso di diarrea le feci si presentano schiumose, verdastre e con muco. Il neonato piange ed è irritabile e rischia la disidratazione. La causa è da ricercare sempre nell&#8217;alimentazione della madre. E&#8217; molto importante re-idratare il bambino con qualche cucchiaio di tisana di camomilla o succo di carota, o, ancora, acqua di riso o succo di mela fresco e biologico. </p>
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		<title>Malattie dei bambini: la pertosse o tosse asinina</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 07:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DI COSA SI TRATTA? La pertosse o tosse asinina è un&#8217;infezione batterica che ostruisce le vie aeree con il muco. PERIODO DI INCUBAZIONE: dai 7 ai 14 giorni. PERIODO INFETTIVO: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/03/pertosse.gif?9d7bd4" alt="pertosse" title="pertosse" width="259" height="210" class="left" /><strong>DI COSA SI TRATTA? </strong>La pertosse o tosse asinina è un&#8217;infezione batterica che ostruisce le vie aeree con il muco.</p>
<p><strong>PERIODO DI INCUBAZIONE</strong>: dai 7 ai 14 giorni.</p>
<p><strong>PERIODO INFETTIVO: </strong>dai primi sintomi fino a quattro settimane dall&#8217;inizio della tosse.</p>
<p><strong>COME SI RICONOSCE?</strong> Inizia come un normale raffreddore e dopo circa due settimane compaiono gli attacchi di tosse. Questi attacchi sono estremamente insistenti e rendono difficile la respirazione del bambino. Il bambino potrebbe avere difficoltà respiratorie e vomitare. A volte, l&#8217;inspirazione dopo il colpo di tosse assomiglia ad un vero e proprio rantolo.<br />
<span id="more-3124"></span><br />
<strong>QUAL E&#8217; IL TRATTAMENTO?</strong> Se il bambino ha attacchi violenti di tosse e convulsioni che tendono a peggiorare il medico potrebbe prescrivere degli antibiotici. Il bambino dovrebbe mangiare dei cibi morbidi, facili da inghiottire e bere tanto. Bisognerebbe anche incoraggiarlo ad espellere il muco facendolo sedere in braccio e colpendolo leggermente dietro la schiena quando tossisce.</p>
<p><strong>LA MALATTIA HA QUALCHE COMPLICAZIONE?</strong> In casi gravi il bambino potrebbe avere bisogno di andare in ospedale per una terapia di ossigeno e un trattamento di reidratazione. A volte, però un forte attacco di pertosse può danneggiare i polmoni e renderle vulnerabili alle infezioni dei bronchi. Tra le infezioni secondarie troviamo la polmonite e la bronchite.   </p>
<p><strong>PREVENZIONE: </strong>l&#8217;unica misura preventiva primaria è la vaccinazione.</p>
<p><strong>COSA NON FARE:</strong> non serve recarsi in alta montagna, su cabinovie o aerei, secondo una credenza che l&#8217;aria povera di ossigeno possa ridurre la proliferazione della malattia.</p>
<p><strong>RIAMMISSIONE A SCUOLA:</strong> il bambino può tornare all&#8217;asilo o a scuola dopo 5 giorni dall&#8217;inizio della terapia antibiotica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ospedale griffato HELLO KITTY a Taiwan</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 07:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Taiwan, all&#8217;ospedale del Changua County, tutto il reparto di maternità è stato griffato Hello Kitty, la gattina rosa per bambini famosa in tutto il mondo. Non solo l’ arredamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/01/hello-kitty-nursery-223x300.jpg?9d7bd4" alt="hello-kitty-nursery" title="hello-kitty-nursery" width="223" height="300" class="left" />In Taiwan, all&#8217;<strong>ospedale del Changua County</strong>, tutto il reparto di maternità è stato griffato<strong> Hello Kitty</strong>, la gattina rosa per bambini famosa in tutto il mondo.</p>
<p>Non solo l’ arredamento è tutto griffato <strong>Hello Kitty</strong>, ma anche tutti  gli accessori, dai bavaglini alle coperte, dai pannolini ai ciucci, dall&#8217;ascensore al bancone dell&#8217;accettazione, persino  le infermiere indossano la divisa su cui fa bella mostra di sè il volto sorridente della gattina. Addirittura i certificati di nascita dei bambini sono rosa con la gattina in un angolo&#8230;<br />
<span id="more-1692"></span><br />
Ma vediamo cosa ha detto il direttore dell&#8217;ospedale:&#8221; <strong>Vorrei che le madri che soffrono nel dare alla luce i loro bambini e tutti i bambini che a loro volta sono malati e sono ricoverati qui, possano si ottenere cure mediche a loro necessarie, ma che nel vedere questi gattini  dimentichino il disagio che stanno vivendo  e guariscano più in fretta portandogli un sorriso sul loro volto&#8221;.<br />
</strong><br />
Certamente l’ iniziativa ha riscosso il consenso delle mamme, le quali si sentono più rilassate in questa atmosfera gioiosa e il divertimento dei piccoli è assicurato perchè incuriosi più di tutti di fronte a questa novità.<br />
Per non parlare poi delle <strong>fans,</strong> letteralmente impazzite per un ospedale di questo tipo.<br />
<strong>Hello Kitty</strong> sicuramente non ci finirà mai di stupire, e probabilmente la vedremo  presto inserita nella lista delle curiosità.<br />
Non resta che aspettare&#8230; </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Malattie dei bambini: la pronazione dolorosa: attenti al gomito!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 07:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pronazione dolorosa o la lussazione del gomito è l&#8217;uscita all&#8217;altezza del gomito dell&#8217;estremità del radio dal legamento a forma di anello che lo lega all&#8217;ulna (l&#8217;altro osso dell&#8217;avambraccio). E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/03/pronazione-dolorosa-290x300.jpg?9d7bd4" alt="pronazione dolorosa" title="pronazione dolorosa" width="290" height="300" class="left" />La <strong>pronazione dolorosa o la lussazione del gomit</strong>o è l&#8217;uscita all&#8217;altezza del <strong>gomito</strong> dell&#8217;estremità del radio dal legamento a forma di anello che lo lega all&#8217;ulna (l&#8217;altro osso dell&#8217;avambraccio). E&#8217; molto <strong>frequente</strong> nei bambini piccoli perche&#8217; hanno i<strong> legamenti molto elastici</strong> e quindi reagiscono in modo accentuato alle sollecitazioni.</p>
<p>Può essere causata da tutti quei movimenti che <strong>stirano e contemporaneamente ruotano verso l&#8217;interno</strong> l&#8217;avambraccio: <strong>è tipico il caso del bambino tenuto per mano che scivola o che si volta all&#8217;indietro e viene per questo motivo strattonato dal genitore o quello del bambino che viene sollevato per le braccia.</strong><br />
<span id="more-2629"></span><br />
Il problema è facilmente risolvibile portando il bambino al <strong>Pronto Soccorso dove l&#8217;ortopedico con una manovra </strong>al braccio<strong> riporta il gomito</strong> alla sua posizione normale. Molto importante è da sapere che una volta che si è verificata la pronazione tende però a ripetersi in quanto ogni episodio sfianca un pò il legamento, diminuendone la tenuta, infatti il rischio di <strong>recidive è alto almeno fino ai 4 anni del bambino</strong>.</p>
<p>La<strong> pronazione </strong>si manifesta quando <strong>improvvisamente il bambino non muove più il braccio e piange </strong>ogni volta che glielo si tocca, di solito lo tiene lungo il corpo. Come <strong>prevenzione</strong> è opportuno ricordare che quando si conduce il bambino per mano e questo si volta indietro o scivola di non strattonarlo, bensì di accompagnarlo dolcemente cercando di attenuare il suo movimento; cercare di non fargli fare la capriola sostenendolo per le vostre mani; non forzare le braccia mentre lo state vestendo.   </p>
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		<title>La luce del sole fa bene alle ossa del bambino</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Care mamme dovete sapere che portare fuori il vostro bambino ogni giorno per almeno un&#8217;oretta, anche se fa freddo, è molto importante perchè i raggi ultravioletti del sole favoriscono la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/02/vitaminad.jpg?9d7bd4" alt="vitaminad" title="vitaminad" width="128" height="76" class="alignleft size-full wp-image-2031" />Care mamme dovete sapere che <strong>portare fuori </strong>il vostro  bambino  ogni giorno per almeno un&#8217;oretta, anche se fa freddo, è molto importante perchè i <strong>raggi ultravioletti del sole favoriscono la produzione di vitamina D, una sostanza fondamentale per l&#8217;assorbimento di calcio e di conseguenza per un corretto sviluppo delle ossa del vostro bambino.<br />
</strong></p>
<p>Il deficit di vitamina D è responsabile del <strong>rachitismo</strong>, una patologia oggi meno diffusa visto il miglioramento delle condizioni socio-economiche. Ma ancora oggi vengono diagnosticati casi di rachitismo  soprattutto nei paesi dove c&#8217;è poca esposizione ai raggi ultavioletti.</p>
<p>Questa importante vitamina si assorbe in parte attraverso alcuni alimenti, come il latte, il burro, le uova e la carne, in parte viene sintetizzata dall’organismo, ma essa si forma grazie al sole, vale a dire solo <strong>attraverso l’esposizione</strong> ai raggi ultravioletti si compie il processo che trasforma la provitamina D in vitamina attiva.<br />
<span id="more-2028"></span><br />
Per fare questo però <strong>non bisogna esporre il bambino direttamente al sole</strong>. Per questo motivo durante l&#8217;estate bisogna proteggere la pelle del bambino con una crema che contenga un filtro a protezione elevata, anche se state all&#8217;ombra perchè i raggi del sole agiscono se vi riparate sotto un albero o sotto l&#8217;ombrellone. <strong>Bisognerebbe cercare di preferire gli orari in cui il sole è meno forte che sono o prima delle 10 della mattina o dopo le 17 del pomeriggio.<br />
</strong><br />
Di solito poi il pediatra consiglia per tutto il primo anno di vita del bambino <strong>un&#8217;integrazione della vitamina D</strong>, sotto forma di gocce </p>
]]></content:encoded>
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		<title>A 6 mesi di vita del bambino è possibile diagnosticare se soffre di autismo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Terapie autismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un recente studio condotto dell’Università della California-Davis (UCD) MIND Institute di Sacramento è possibile diagnosticare come i primi sintomi dell&#8217;autismo si manifestino dal bambino nei primi 6 mesi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/02/autismo.jpg?9d7bd4" alt="autismo" title="autismo" width="210" height="293" class="left" />Secondo un recente studio condotto dell’<strong>Università della California-Davis (UCD) MIND Institute </strong>di Sacramento è possibile diagnosticare  come i <strong>primi sintomi dell&#8217;autismo si manifestino  dal bambino nei primi 6 mesi di vita</strong> con la<strong> balbuzie, una riluttanza al contatto visivo e al sorriso.</strong> Fino ad oggi non c&#8217;erano delle prove scientifiche per una diagnosi precoce della malattia.</p>
<p>Lo studio ha preso in esame <strong>50 neonati</strong> che sono poi stati seguiti per i primi cinque anni della loro vita, analizzandogli il  comportamento.  Infatti,  sono stati controllate le occasioni in cui <strong>sorridevano, chiacchieravano o cercavano il contatto visivo. </strong><br />
Il gruppo dei 50 neonati era formato da <strong>25 ad alto rischio</strong>, con problemi di autismo in famiglia, gli altri <strong>25, invece, erano bambini a basso rischio</strong> perchè  nati da gravidanze portate correttamente a termine e senza background di autismo in famiglia.<br />
I dati raccolti a distanza di 12, 18, 24 e 36 mesi sono stati valutati utilizzando due sistemi diagnostici: il <strong>Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS) e il Autism Diagnostic Interview-Revised (ADI-R). </strong><br />
<span id="more-2364"></span><br />
Le osservazioni hanno dimostrato  che nell’<strong>86% dei bambini che hanno sviluppato l’autismo mostrava i sintomi a partire dai 6 mesi di vita. La Dottoressa Sally Ozonoff,</strong> professoressa di psichiatria e scienze comportamentali e coordinatrice dello studio, ha così commentato i risultati della ricerca: «<strong>La maggior parte dei bambini (autistici) nasce con una relativamente normale abilità sociale, ma poi attraverso un processo di graduale declino nella capacità di risposta sociale, i sintomi dell&#8217;autismo iniziano a emergere tra i 6 ei 12 mesi di età».</strong></p>
<p>In conclusione possiamo affermare che una <strong>diagnosi precoce potrebbe essere di grande aiuto ai genitori di questi bambini.<br />
</strong><br />
fonte: www.lastampa.it</p>
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