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	<title>Mondobimbiblog.com &#187; Malattie dei bambini</title>
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
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		<title>Bimbi autistici: come evitare le convulsioni con la dieta chetogenica</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bimbi autistici: quanti sono i problemi quotidiani che i genitori devono affrontare? Tra questi ci sono spesso le convulsioni, che per la maggior parte dei casi vengono trattate con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">
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</script><p>Bimbi autistici: quanti sono i problemi quotidiani che i genitori devono affrontare? Tra questi ci sono spesso le convulsioni, che per la maggior parte dei casi vengono trattate con i farmaci. Eppure la <strong>dieta chetogenica</strong> è un trattamento non farmacologico e funziona, senza indurre nel bambino effetti collaterali che si hanno invece con i farmaci.</p>
<p>I risultati della <strong>dieta chetogenica</strong> sono stati accertati e diffusi recentemente sulla rivista BMC Pediatrics. <span id="more-9734"></span><strong>Lo studio</strong></p>
<p>Lo studio è stato condotto su un campione di 733 genitori i cui figli sono autistici e soffrono di convulsioni. Lo studio ha confrontato 25 metodi di trattamento convenzionale con i farmaci e 20 metodi non tradizionali, studiando poi la gravità delle convulsioni e gli effetti sui sintomi dell&#8217;autismo. I farmaci antiepilettici riducono le convulsioni ma causano (o peggiorano) alcuni problemi legati alla malattia, come comunicazione e sonno (ad eccezione di acido valproico, lamotrigine, levetiracetam ed etosuximide, che invece hanno effetti collaterali minori). Altri farmaci non antiepilettici hanno effetti collaterali minori ma non agiscono con efficacia sulla frequenza e sulla gravità degli attacchi. La dieta chetogenica, invece, da buoni risultati.</p>
<p><strong>La dieta chetogenica</strong></p>
<p>Dai risultati dello studio, la dieta chetogenica riduce la severità degli attacchi, senza però peggiorare gli altri sintomi. Altri studi ora saranno effettuati dall&#8217;équipe di ricerca, ma gli studiosi sono giù positivi sul fatto di poter utilizzare la dieta chetogenica come valido supporto alle terapie.</p>
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		<title>Malattie infettive: più rimedi naturali e meno farmaci</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 23:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Malattie infettive, l&#8217;incubo di ogni genitore. E la tentazione a imbottire il piccolo di farmaci sta dietro l&#8217;angolo. Sbagliato e per di più dannoso: il pediatra su questo è chiaro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Malattie infettive, l&#8217;incubo di ogni genitore. E la tentazione a imbottire il piccolo di farmaci sta dietro l&#8217;angolo.<br />
Sbagliato e per di più dannoso: il pediatra su questo è chiaro. Meno farmaci al bambino e più rimedi naturali, per lasciare all&#8217;organismo del piccolo più tempo per il decorso naturale della malattia e sviluppare quegli anticorpi che gli serviranno poi per affrontare le successive battaglie contro gli agenti patogeni. Naturalmente, anche la natura va aiutata&#8230; ma con la natura. E allora, per il vostro bimbo, fate il pieno di frutta, verdura, un&#8217;alimentazione sana ed equilibrata e, più che potete, uno stile di vita all&#8217;aria aperta e non al chiuso. </p>
<p><strong>Quando il bimbo si ammala di frequente</strong><br />
Se il bimbo si ammala di frequente nei suoi primi anni di vita, non c&#8217;è di che preoccuparsi: è in questo modo che i bambini costituiscono una risposta immunitaria forte, che permetterà loro di affrontare i successivi attacchi durante le stagioni a rischio, ed in particolare autunno ed inverno. Insomma, le malattie infantili guariscono da sole e non c&#8217;è alcun bisogno del ricorso eccessivo ai farmaci: i bimbi devono essere curati, ma solo quando ve n&#8217;è effettivamente il bisogno. </p>
<p>E, come sempre, la miglior cura è la prevenzione, cercando di abituare il bimbo a uno stile di vita sano e attivo. </p>
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		<title>Incontinenza infantile, al Bambin Gesù una nuova terapia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Un intervento che risolve i problemi di incontinenza nei bambini: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma raggiunge un nuovo traguardo nella chirurgia infantile. Sono le patologie neurologiche della vescica, ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un intervento che risolve i problemi di incontinenza nei bambini: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma raggiunge un nuovo traguardo nella chirurgia infantile. Sono le patologie neurologiche della vescica, ovvero ritenzione e incontinenza, a essere oggetto di una nuova tecnica all’avanguardia. Circa 4-5mila bambini sono interessati da tali affezioni, che nel corso del tempo possono compromettere lo sviluppo della personalità del piccolo paziente.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento</strong><br />
La terapia, che si realizza attraverso un intervento all’incirca di 40 minuti, è la neuromodulazione sacrale: i bambini al di sopra dei 12 anni non necessitano neanche dell’anestesia generale, ma per questi è sufficiente una locale. Viene inserito in una tasca sottocutanea un neurostimolatore (simile a un pacemaker) nella regione lombare, che consente di attivare il controllo nervoso che ha il compito di regolare il riempimento o lo svuotamento della vescica.<br />
<span id="more-9205"></span><br />
<strong>Il riconoscimento del trattamento</strong><br />
In questo modo, per i bambini sarà possibile risolvere i problemi di ritenzione e incontinenza e, in alcuni casi, sospendere la terapia farmacologica a cui sono solitamente sottoposti. La terapia sperimentata e messa in atto dall’équipe dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù è una novità nell’ambito della chirurgia infantile per le patologie della vescica, alle volte trascurate.<br />
Infatti, proprio per il riconoscimento a livello internazionale che tale trattamento è riuscito a ottenere, la neuromodulazione sacrale verrà presentata al Congresso europeo di urologia pediatrica, che si terrà a Copenaghen a partire da domani 28 aprile fino al 30 aprile, di fronte a 400 specialisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilquotidianoitaliano.it">www.ilquotidianoitaliano.it</a></p>
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		<title>Tutti al mare: adolescenti preparati sui rischi del sole ma non si proteggono</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sotto il sole studenti italiani bravi solo in teoria. Conoscono i rischi legati alla tintarella selvaggia, i nomi dei tumori e le loro cause, ma poco più di uno su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Tutti-al-mare-adolescenti-preparati-sui-rischi-del-sole-ma-non-si-proteggono.jpg?9d7bd4" alt="Tutti-al-mare-adolescenti-preparati-sui-rischi-del-sole-ma-non-si-proteggono" class="left"/>Sotto il sole studenti italiani bravi solo in teoria. Conoscono i rischi legati alla tintarella selvaggia, i nomi dei tumori e le loro cause, ma poco più di uno su dieci dice di proteggersi mentre il 40% non lo fa mai. Se le ragazze sono più informate dei maschi, anche loro non resistono alla tentazione di qualche lampada si troppo. A &#8216;fotografare&#8217; gli adolescenti italiani è un&#8217;indagine della Clinica dermatologica dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila, condotto attraverso dei questionari su 1.204 alunni di licei e istituti tecnici in Abruzzo.</p>
<p><strong>Il Congresso nazionale Sidemast</strong><br />
Il lavoro verrà presentato in occasione dell&#8217;86° Congresso nazionale Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), che vedrà oltre mille dermatologi a Verona dal 18 al 21 maggio. L&#8217;appuntamento cade a pochi giorni dall&#8217;Euromelanoma Day, che si tiene lunedì 16, campagna pan-Europea di informazione e screening, condotta da dermatologi di strutture universitarie, ospedaliere o che svolgono attività privata, con l&#8217;obiettivo di informare i cittadini sui tumori della pelle, promuovendone la prevenzione (info <a href="http://www.sidemast.org">www.sidemast.org</a>). &#8220;<em>L&#8217;indagine è stata condotta alcuni mesi fa, tramite un questionario di dieci domande, riguardanti la conoscenza dei tumori cutanei e il comportamento nei confronti dell’esposizione solare</em>&#8220;, spiega la professoressa Ketty Peris, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università dell&#8217;Aquila.<br />
<span id="more-9115"></span><br />
<strong>Conoscenza e comportamento degli adolescenti</strong><br />
&#8220;<em>La consapevolezza globale è stata valutata mediante un&#8217;analisi caso-controllo, che ha preso in considerazione le risposte a una combinazione di domande riguardanti conoscenza e comportamento</em>&#8220;, aggiunge. La ricerca, che verrà pubblicata subito dopo il congresso, evidenzia che la maggior parte degli studenti (97%) ha sentito parlare dei tumori cutanei e ha correttamente identificato le cause (58.6%) e i nomi (64.2%) dei tumori della pelle; inoltre ha giudicato in maniera appropriata il livello di pericolosità dei raggi solari (70.2%) e delle neoplasie cutanee (80.6%). Ma nonostante ciò solo il 13.5% degli intervistati dichiara di proteggersi sempre dai raggi solari, mentre il 39.1% riferisce di non farlo mai.</p>
<p><strong>Comportamenti di maschi e femmine</strong><br />
&#8220;<em>Nel rapporto con il sole abbiamo notato anche alcuni aspetti di comportamento diverso nei due sessi </em>- aggiunge Peris &#8211; <em>Ad esempio le ragazze sono sicuramente più informate sui rischi, eppure non rinunciano ai lettini solari. Inoltre, se devono proteggersi dal sole, preferiscono mettersi sotto l&#8217;ombrellone o andare in posti all&#8217;ombra, mentre i ragazzi restano comunque sotto il sole, indossando però una maglietta e il cappellino</em>&#8220;. Altro dato emerso dall&#8217;indagine è l&#8217;influenza notevole del dermatologo nel veicolare le informazioni di prevenzione. Il 90% degli intervistati afferma infatti di conoscere le nozioni di base proprio grazie alle spiegazioni dello specialista.</p>
<p><strong>L&#8217;educazione degli adolescenti</strong><br />
&#8220;<em>Questo studio suggerisce che figure chiave come i dermatologi e poi anche i medici di medicina generale e i componenti della famiglia potrebbero giocare un ruolo importante</em> – commenta Giampiero Girolomoni, presidente del Congresso e direttore della Clinica Dermatologica dell&#8217;Università di Verona &#8211; <em>In particolare, il dermatologo dovrebbe rivestire un ruolo primario nell&#8217;educazione della popolazione giovanile nell&#8217;esposizione solare e sui tumori della cute. Infatti nonostante un buon livello di conoscenza, è evidente un comportamento altamente insoddisfacente tra gli studenti intervistati. Non dobbiamo dimenticare che rafforzare le convinzioni sulla giusta esposizione da giovani, significa evitare l’insorgere di gravi patologie da adulti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217;importanza della prevenzione</strong><br />
A Verona si affronteranno diverse tematiche legate al sole e al melanoma, attraverso contributi sul fronte della prevenzione, epidemiologia e diagnosi precoce, incontri sui fattori di rischio e sulle linee operative nelle visite di follow-up. Sono previste anche sessioni sulla clinica del melanoma, sugli aspetti genetici e sulla demoscopia, una tecnologia che permette una maggiore accuratezza diagnostica attualmente molto diffusa tra i dermatologi italiani. Inoltre si parlerà di nuove tecniche di valutazione del linfonodo sentinella, una procedura indicata per la stadiazione del melanoma.</p>
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		<title>I pericoli del sole: nuove norme per i minori in tema di abbronzatura artificiale</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Toglietemi tutto, ma non il lettino solare: a pensarla così è oltre il 15% degli italiani, habituè di solarium e centri estetici. Circa 10 milioni di persone, 7 su 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/I-pericoli-del-sole-nuove-norme-per-i-minori-in-tema-di-abbronzatura-artificiale.jpg?9d7bd4" alt="I-pericoli-del-sole-nuove-norme-per-i-minori-in-tema-di-abbronzatura-artificiale" class="left"/>Toglietemi tutto, ma non il lettino solare: a pensarla così è oltre il 15% degli italiani, habituè di solarium e centri estetici. Circa 10 milioni di persone, 7 su 10 giovani tra cui molti minorenni, sono infatti fan accaniti dell&#8217;abbronzatura tutto l&#8217;anno. Uno scenario che molto presto potrebbe subire un&#8217;autentica rivoluzione: a giorni dovrebbero infatti entrare in vigore tutta una serie di paletti e divieti &#8211; per esercenti e clienti &#8211; che potrebbero arrivare addirittura a dimezzare il mercato legato al sole artificiale.</p>
<p><strong>La dipendenza dalle lampade abbronzanti</strong><br />
A fornire i numeri e a scattare la fotografia sul fenomeno delle lampade abbronzanti è Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, associazione che raccoglie circa 4.600 tra centri estetici e solarium sparsi in tutta Italia. &#8220;<em>Molto presto</em> &#8211; spiega Papa all&#8217;Adnkronos Salute &#8211; <em>il mercato dell&#8217;abbronzatura artificiale potrebbe subire una flessione considerevole, difficile ancora da stimare in modo preciso, ma quantificabile in qualche milione di clienti: i minorenni</em>&#8220;.<br />
<span id="more-9112"></span><br />
<strong>Le apparecchiature idonee ai centri estetici</strong><br />
Dopo vent&#8217;anni dall&#8217;approvazione della legge 1/90 sono infatti state definite le schede tecniche relative alle apparecchiature per l&#8217;utilizzo estetico, tra cui le lampade abbronzanti. &#8220;<em>Con questo provvedimento</em> &#8211; che dovrebbe essere pubblicato a giorni sulla Gazzetta Ufficiale &#8211; <em>viene stabilito con certezza quali apparecchiature sono idonee e quali sono vietate nei centri estetici. I lettini solari, ad esempio, dovranno avere un&#8217;irradianza a norma da 0,3 W/m2. In buona sostanza</em> &#8211; spiega Papa &#8211; <em>se le vecchie lampade assicuravano un&#8217;esposizione 6-7 volte maggiore rispetto a quella del sole, ora, con le nuove macchine, quest&#8217;esposizione è equiparata: 15 minuti di lampada devono corrispondere a 15 minuti al sole</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Le regole e i divieti</strong><br />
La scheda tecnico-informativa del decreto fissa tutta una serie di regole e divieti. Ad esempio, è proibito l&#8217;utilizzo delle apparecchiature abbronzanti a minori di 18 anni; donne incinte; persone che soffrono o hanno sofferto di neoplasie della cute; soggetti che non si abbronzano o che si scottano facilmente all&#8217;esposizione al sole.<br />
E ancora. L&#8217;utilizzo delle apparecchiature &#8211; recita la scheda &#8211; è esclusivo per fini estetici e non terapeutici. Non devono essere pertanto vantati effetti benefici. Dopo la prima applicazione occorre attendere 48 ore prima di effettuare la successiva, dopo di che le applicazioni dovranno essere effettuate a non meno di 24 ore di distanza l&#8217;una dall’altra.<br />
Il nuovo regolamento prevede anche alcune avvertenze. Tra queste si ricorda che l&#8217;esposizione al sole successiva al trattamento abbronzante nello stesso giorno è pericolosa; l&#8217;uso di apparecchiature abbronzanti (Uv) deve essere riservato a personale adeguatamente addestrato e con specifica preparazione teorico-pratica, quindi in grado non solo di condurre un corretto utilizzo delle apparecchiature stesse, ma anche di valutare le condizioni della cute del soggetto.</p>
<p><strong>La situazione in Italia</strong><br />
Al momento la maggioranza dei centri estetici e dei solarium non dispone delle nuove lampade. Quindi, oltre all&#8217;osservanza delle nuove regole, per non passare da &#8216;fuorilegge&#8217; gli esercenti dovranno adeguare le loro apparecchiature in fretta.<br />
&#8220;<em>Sarà un passaggio obbligato ma costoso</em>&#8220;, sottolinea il segretario nazionale di Confestetica. &#8220;<em>Per questo motivo abbiamo proposto al Governo di applicare una sorta di &#8216;rottamazione&#8217; per le vecchie lampade abbronzanti, così da permettere agli esercenti di mettersi in regola</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I corsi di formazione per estetisti</strong><br />
Un&#8217;altra proposta lanciata da Confestetica è quella dell&#8217;istituzione immediata di corso di formazione abilitanti per estetisti. &#8220;<em>Questo</em> &#8211; spiega Papa &#8211; <em>comporterà il rilascio del patentino solo per quegli estetisti idonei all&#8217;utilizzo di apparecchiature importanti come ad esempio il laser per l&#8217;epilazione</em>&#8220;. Secondo Papa, infatti, &#8220;<em>la vera garanzia per la salute dei cittadini è la formazione dell&#8217;estetista</em>&#8220;.</p>
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		<title>Tracce di pesticidi ed erbicidi da Ogm nei feti di donne incinte nel Canada</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alimentazione in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione mamma]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie in gravidanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Tracce di pesticidi ed erbicidi associati alla coltivazione di Ogm sono state riscontrate in un campione di donne incinte e nei loro feti, oggetto di uno studio dell&#8217;Università di Sherbrooke, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/05/Tracce-di-pesticidi-ed-erbicidi-da-Ogm-nei-feti-di-donne-incinte-nel-Canada.jpg?9d7bd4" alt="Tracce-di-pesticidi-ed-erbicidi-da-Ogm-nei-feti-di-donne-incinte-nel-Canada" class="left"/>Tracce di pesticidi ed erbicidi associati alla coltivazione di Ogm sono state riscontrate in un campione di donne incinte e nei loro feti, oggetto di uno studio dell&#8217;Università di Sherbrooke, in Canada. La ricerca &#8211; pubblicata sulla rivista &#8216;Reproductive Toxicology&#8217; e segnalata dalla Fondazione diritti Genetici &#8211; è stata condotta su 69 donne, di cui 30 incinte, di cui sono stati misurati i livelli ematici degli erbicidi a base di glifosato e glufosinato, e della proteina insetticida Cry1Ab prodotta dai geni del batterio del suolo Bacillus thuringiensis (Bt). Dalle analisi del sangue è emersa la presenza di metaboliti di glufosinato nel 100% delle donne incinte e dei campioni di cordone ombelicale, mentre la tossina Cry1Ab è stata riscontrata nel 93% delle donne incinte e nell&#8217;80% del cordone ombelicale esaminato.<br />
<span id="more-9108"></span><br />
<strong>I rischi degli Ogm nella dieta quotidiana</strong><br />
L&#8217;obiettivo dei ricercatori era verificare se la dieta quotidiana potesse rappresentare un fattore di esposizione a questi composti chimici e acquisire i dati utili a una successiva e più approfondita analisi sui possibili risvolti sanitari, in particolare per la riproduzione femminile e il corretto sviluppo del feto. Poiché gli individui selezionati non sono mai entrati in contatto diretto con gli erbicidi, la loro presenza nel corpo umano è stata attribuita all&#8217;alimentazione, lasciando ipotizzare un identico rischio di esposizione per la maggioranza della popolazione a causa della forte presenza nella dieta canadese di cibo Ogm.</p>
<p><strong>I rischi sanitari</strong><br />
&#8220;<em>La valutazione dei rischi sanitari connessi agli erbicidi e agli insetticidi è da tempo al centro del dibattito nel mondo scientifico</em> &#8211; commenta Fabrizio Fabbri, direttore scientifico della Fondazione diritti genetici &#8211; <em>e gli autori dello studio canadese hanno fatto appello a tossicologi, nutrizionisti ed esperti della riproduzione affinché, utilizzando i loro dati, approfondiscano ulteriormente il fattore di rischio sanitario eventualmente attribuibile all’esposizione a queste molecole, soprattutto nella fase prenatale. Questo dato</em> &#8211; continua Fabbri &#8211; <em>è di estrema importanza, visto che la maggior parte delle colture Gm commercializzate in Nord America presenta caratteristiche di resistenza agli erbicidi e/o la produzione di una proteina insetticida</em>&#8220;.</p>
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		<title>Pnemrc: stop a morbillo e rosolia congenita</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Pnemrc-stop-a-morbillo-e-rosolia-congenita.jpg?9d7bd4" alt="Pnemrc-stop-a-morbillo-e-rosolia-congenita" class="left"/>Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, nome in codice &#8216;<strong>Pnemorc</strong>&#8216;, approvato con l&#8217;intesa Stato-Regioni del 23 marzo scorso, e di cui dà notizia il sito del ministero della Salute.</p>
<p><strong>Pnemrc</strong><br />
Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per il 2015 (eliminazione dei casi di morbillo endemico; eliminazione dei casi di rosolia endemica; prevenzione dei casi di rosolia congenita), illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento.<br />
1. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la prima dose di Mpr (morbillo, parotite e rosolia) entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore al 90% in tutti i distretti;<br />
2. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la seconda dose di Mpr entro il compimento del 12esimo anno a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore 90% in tutti i distretti; <span id="more-9037"></span><br />
3. Mettere in atto iniziative vaccinali supplementari rivolte alle popolazioni suscettibili sopra i 2 anni inclusi gli adolescenti, i giovani adulti e i soggetti a rischio (operatori sanitari e scolastici, militari, gruppi difficili da raggiungere quali i nomadi);<br />
E ancora: 4. Ridurre la percentuale di donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5%;<br />
5. Migliorare la sorveglianza epidemiologica del morbillo, della rosolia, della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita e degli eventi avversi a vaccino;<br />
6. Migliorare l’indagine epidemiologica dei casi di morbillo, inclusa la gestione dei focolai epidemici;<br />
7. Garantire la diffusione del nuovo Piano e migliorare la disponibilità di informazioni scientifiche relative a morbillo e rosolia da diffondere tra gli operatori sanitari e tra la popolazione generale. </p>
<p><strong>La realizzazione del progetto</strong><br />
Le Regioni e Province autonome hanno la responsabilità di garantire che tutte le Asl partecipino al programma verificando la disponibilità delle risorse operative necessarie. Dovranno, inoltre, individuare un coordinatore regionale con il compito di supervisionare le attività svolte sul territorio e di procedere alla valutazione semestrale degli indicatori di processo e annuale degli indicatori di risultato. I risultati delle valutazioni regionali dovranno essere trasmessi al ministero della Salute ed all’Istituto superiore di sanità, ai fini del monitoraggio dell’andamento del Piano a livello nazionale.</p>
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		<title>Bimbi e dipendenza dal telefonino: la sindrome dell&#8217;arto fantasma</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 11:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[salute bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Nativi digitali &#8216;drogati di telefonino&#8217;. Tanto da sentirsi come &#8216;amputati&#8217; se non hanno l&#8217;amato gadget in tasca o nello zaino. Secondo una recente indagine internazionale, condotta su oltre mille studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Bimbi-e-dipendenza-dal-telefonino-la-sindrome-dellarto-fantasma.jpg?9d7bd4" alt="Bimbi-e-dipendenza-dal-telefonino-la-sindrome-dellarto-fantasma" class="left"/>Nativi digitali &#8216;drogati di telefonino&#8217;. Tanto da sentirsi come &#8216;amputati&#8217; se non hanno l&#8217;amato gadget in tasca o nello zaino. Secondo una recente indagine internazionale, condotta su oltre mille studenti di 10 Paesi, la mancanza del telefonino per 24 ore rischia di scatenare in oltre il 50% dei ragazzi frustrazione, sindrome dell&#8217;arto fantasma, irritabilita&#8217;, nervosismo, panico e ansia. Insomma, sintomi sorprendentemente simili all&#8217;astinenza da sostanze.</p>
<p><strong>The world unplugged project</strong><br />
Lo hanno scoperto i ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; del Maryland (Usa), autori di una ricerca dal titolo &#8216;<strong>The World Unplugged project&#8217;</strong>, pubblicata dall&#8217;International Center for Media &#038; the Public Agenda. Insomma, per i giovanissimi la tecnologia ormai ha un ruolo centrale nella vita di tutti i giorni, e se il telefonino si è classificato come lo strumento più essenziale, anche pc, Mp3 e televisione si sono rivelati molto importanti per i ragazzi.<br />
<span id="more-9031"></span><br />
<strong>Gli effetti psicologici dell&#8217;astinenza</strong><br />
Invitati a stare senza cellulare per un giorno, oltre il 50% ha utilizzato &#8220;<em>parole appartenenti alla retorica della dipendenza e della depressione</em>&#8220;, descrivendo la propria esperienza, spiega Susan Moeller, che ha guidato il progetto. &#8220;<em>Gli studenti hanno raccontato di come sia stato spaventoso separarsene, di come ne fossero dipendenti</em>&#8220;. Tanto che dopo qualche ora senza l&#8217;amato gadget hanno sperimentato &#8220;<em>effetti psicologici come frustrazione, solitudine, panico, palpitazioni. E non se lo sarebbero aspettato</em>&#8220;. Addirittura, secondo qualcuno la privazione di strumenti tecnologici è confrontabile all&#8217;esperienza di perdere un braccio. E, proprio come nella sindrome dell&#8217;arto fantasma, c&#8217;era chi sentiva vibrare o suonare il telefonino, pur non avendolo con sè.</p>
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		<title>Vodka negli occhi: la bufala dello sballo che impazza tra i ragazzini</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 09:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[stile di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Vodka negli occhi per sballarsi? &#8220;Un falso mito: non è affatto vero che versando il superalcolico nel bulbo oculare ci si sballa molto più rapidamente&#8221;. Il nuovo trend in voga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Vodka-negli-occhi-la-bufala-dello-sballo-che-impazza-tra-i-ragazzini.jpg?9d7bd4" alt="Vodka-negli-occhi-la-bufala-dello-sballo-che-impazza-tra-i-ragazzini" class="left"/>Vodka negli occhi per sballarsi? &#8220;Un falso mito: non è affatto vero che versando il superalcolico nel bulbo oculare ci si sballa molto più rapidamente&#8221;. Il nuovo trend in voga tra i ragazzini, importato dai campus inglesi e francesi, è insomma una vera e propria &#8216;bufala&#8217;. Per di più potenzialmente pericolosissima per la salute degli occhi. Parola d&#8217;esperto, ovvero di Emanuele Scafato, direttore dell&#8217;Osservatorio nazionale alcol &#8211; Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcol-correlati. &#8220;<em>C&#8217;è l&#8217;errata convinzione</em> &#8211; spiega all&#8217;Adnkronos Salute &#8211; <em>che l&#8217;assorbimento dell&#8217;alcol sia più rapido se si fa strada attraverso la mucosa oculare. E la vicinanza del bulbo al cervello</em>&#8221; fa credere a molti, soprattutto ai ragazzi, che &#8216;bevendo l&#8217;alcol con gli occhi&#8217; &#8220;<em>l&#8217;effetto sballo arrivi in un lampo. In realtà</em> &#8211; assicura &#8211; <em>non ci sono evidenze chimiche nè tantomeno fisiologiche che ci lascino credere che, attraverso questa pratica, si raggiungano livelli alcolemici più elevati</em>&#8220;.<br />
<span id="more-9019"></span><br />
<strong>L&#8217;eyeballing</strong><br />
Eppure l&#8217;eyeballing, l&#8217;ultimo rito che dilaga tra i teenager protagonisti della movida romana, &#8220;<em>può provocare forti irritazioni</em> &#8211; ricorda Scafato &#8211; <em>fino ad arrivare a lesioni della cornea piuttosto gravi. Da un lato, infatti &#8211; precisa &#8211; c&#8217;è un danno meccanico causato dal collo della bottiglia o dal bordo del bicchiere che vanno ad appoggiare sul bulbo, dall&#8217;altro c&#8217;è la componente chimica, perché viene immessa nell&#8217;occhio una sostanza altamente irritante</em>&#8220;. Non è possibile capire, al momento, qual è la dimensione del fenomeno nel nostro Paese. &#8220;<em>Non abbiamo molte segnalazioni dagli ospedali</em> &#8211; spiega Scafato &#8211; <em>Del resto se un ragazzo arriva in pronto soccorso per un&#8217;irritazione agli occhi, è difficile che racconti ai medici quel che ha combinato</em>&#8220;.</p>
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		<title>Fecondazione assistita: in Gran Bretagna bimbi con tre genitori</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mamma]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Papà]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[fecondazione assistita]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[salute bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Bebè con tre genitori sempre più vicini in Gran Bretagna. La controversa tecnica di fecondazione assistita, che permetterà di avere bebè con ben tre genitori biologici, due mamme e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Fecondazione-assistita-in-Gran-Bretagna-bimbi-con-tre-genitori.jpg?9d7bd4" alt="Fecondazione-assistita-in-Gran-Bretagna-bimbi-con-tre-genitori" class="left"/>Bebè con tre genitori sempre più vicini in Gran Bretagna. La controversa tecnica di fecondazione assistita, che permetterà di avere bebè con ben tre genitori biologici, due mamme e un papà, e il Dna privo di alterazioni che possono portare a gravissime malattie genetiche, ha ricevuto infatti un primo via libera dalla Human Fertilisation and Embriology Authority (Hfea). L&#8217;obiettivo dichiarato dai ricercatori è quello di evitare che il piccolo sviluppi malattie mitocondriali, tra cui insufficienza epatica, problemi cardiaci fetali, disturbi cerebrali, cecità, rimuovendo dal Dna della madre le disfunzioni legate ai mitocondri, vere e proprie &#8216;batterie&#8217; delle nostre cellule. La metodica, messa a punto dalla Newcastle University, è attualmente proibita in Inghilterra. Ora l&#8217;Hfea, consultata dal ministro della Sanità Andrew Lansley, ha concluso che la tecnica è &#8220;potenzialmente utile&#8221; e potrebbe aiutare un piccolo numero di pazienti a rischio a non trasmettere malattie genetiche letali ai figli.<br />
<span id="more-9016"></span><br />
<strong>L&#8217;autorizzazione al trattamento</strong><br />
In ogni caso per gli esperti occorrono ulteriori ricerche, atte a dimostrare la sicurezza del trattamento. Il panel, insomma, raccomanda &#8220;<em>un approccio all&#8217;insegna della cautela</em>&#8220;. E dunque occorrono ulteriori studi &#8220;<em>prima che la tecnica possa essere considerata sicura ed efficace</em>&#8220;. Un primo disco verde che ha suscitato numerose polemiche nel Paese, rimbalzate sulla stampa britannica. Mentre già si fanno avanti i primi aspiranti genitori. In ogni caso, dopo gli ulteriori studi richiesti dagli esperti, e prima del via libera al trattamento, si dovrà condurre una revisione etica e legale. Il tema dovrà infine essere analizzato in Parlamento, per una decisione finale.</p>
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