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	<title>Mondobimbiblog.com &#187; Malattie Bimbi</title>
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
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		<title>Cellulari, ai bambini solo con auricolare</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari ai bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che parliamo dei telefoni cellulari in relazione ai bambini. L&#8217;esposizione ai campi magnetici creerebbe dei disturbi gravi e condurrebbe persino al cancro. Altri studi stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">
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</script><p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-10919 aligncenter" src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/09/telefoni-cellulari-e1317227757794.jpg?9d7bd4" alt="no cellulari ai bambini" width="500" height="375" /></p>
<p>Non è la prima volta che parliamo dei telefoni cellulari in relazione ai bambini. L&#8217;esposizione ai campi magnetici creerebbe dei <strong>disturbi gravi</strong> e condurrebbe persino al cancro.</p>
<p>Altri studi stanno venendo fatti per scoprire quali rischi per la salute umana rappresentano. I bambini, che utilizzano questi sistemi sempre prima, vengono sottoposti a forti campi.</p>
<p><span id="more-10918"></span></p>
<p>I<strong> pediatri italiani</strong> raccomandano di rimanderne l&#8217;uso o comunque di ridurlo al minimo indispensabile e di utilizzare il più possibile gli auricolari in modo che il campo magnetico generato dal cellulare sia lontano dalla testa.</p>
<p>Ai bambini piace molto sperimentare e utilizzare i dispositivi dei grandi, ma in attesa che gli studi su questi strumenti sia terminati e si abbia un responso finale è decisamente meglio cercare di farne limitare l&#8217;uso.</p>
<p>Le precauzioni con i bambini non sono mai troppe e in questo caso assolutamente necessarie per non andare incontro a problemi più grossi che si possono evitare con semplici accorgimenti.</p>
<p>L&#8217;Associazione Italiana pediatri è già intervenuta in merito e lo stesso ha fatto l&#8217;Agenzia <strong>Internazionale per la Ricerca sul Cancro</strong> (AIRC). Come in tante altre cose i pareri sono discordanti, ma in attesa come dicevo di un verdetto finale è meglio evitare eccessive esposizioni. Uno studio effettuato già in passato sosteneva che possono procurare il cancro al cervello.</p>
<p>Le fasce d&#8217;età più a rischio sono proprio quelle dei bambini più piccoli cui spesso viene dato il cellulare per gioco o per parlare con genitori o nonnni lontani. Con questo non vuol dire che non si devono farli parlare, ma è necessario o utilizzare l&#8217;auricolare oppure fare chiamate brevi.</p>
<p>I pediatri italiani vorrebbero vietarne assolutamente l&#8217;utilizzo. In mancanza di questa possibilità sconsigliano assolutamente l&#8217;utilizzo in luoghi affollati o molto stretti. Adottate le precauzioni necessarie ad evitare inutili rischi. è in gioco la <strong>salute dei bambini</strong>. Ad ogni modo in linea di massima anche gli adulti farebbero meglio a utilizzare gli auricolari.</p>
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		<title>Pnemrc: stop a morbillo e rosolia congenita</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[salute bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Pnemrc-stop-a-morbillo-e-rosolia-congenita.jpg?9d7bd4" alt="Pnemrc-stop-a-morbillo-e-rosolia-congenita" class="left"/>Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E&#8217; l&#8217;obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, nome in codice &#8216;<strong>Pnemorc</strong>&#8216;, approvato con l&#8217;intesa Stato-Regioni del 23 marzo scorso, e di cui dà notizia il sito del ministero della Salute.</p>
<p><strong>Pnemrc</strong><br />
Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per il 2015 (eliminazione dei casi di morbillo endemico; eliminazione dei casi di rosolia endemica; prevenzione dei casi di rosolia congenita), illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento.<br />
1. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la prima dose di Mpr (morbillo, parotite e rosolia) entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore al 90% in tutti i distretti;<br />
2. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la seconda dose di Mpr entro il compimento del 12esimo anno a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore 90% in tutti i distretti; <span id="more-9037"></span><br />
3. Mettere in atto iniziative vaccinali supplementari rivolte alle popolazioni suscettibili sopra i 2 anni inclusi gli adolescenti, i giovani adulti e i soggetti a rischio (operatori sanitari e scolastici, militari, gruppi difficili da raggiungere quali i nomadi);<br />
E ancora: 4. Ridurre la percentuale di donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5%;<br />
5. Migliorare la sorveglianza epidemiologica del morbillo, della rosolia, della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita e degli eventi avversi a vaccino;<br />
6. Migliorare l’indagine epidemiologica dei casi di morbillo, inclusa la gestione dei focolai epidemici;<br />
7. Garantire la diffusione del nuovo Piano e migliorare la disponibilità di informazioni scientifiche relative a morbillo e rosolia da diffondere tra gli operatori sanitari e tra la popolazione generale. </p>
<p><strong>La realizzazione del progetto</strong><br />
Le Regioni e Province autonome hanno la responsabilità di garantire che tutte le Asl partecipino al programma verificando la disponibilità delle risorse operative necessarie. Dovranno, inoltre, individuare un coordinatore regionale con il compito di supervisionare le attività svolte sul territorio e di procedere alla valutazione semestrale degli indicatori di processo e annuale degli indicatori di risultato. I risultati delle valutazioni regionali dovranno essere trasmessi al ministero della Salute ed all’Istituto superiore di sanità, ai fini del monitoraggio dell’andamento del Piano a livello nazionale.</p>
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		<title>Bimbi con malattie degli adulti: un allarme per medici e pediatri</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 23:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie bambini]]></category>
		<category><![CDATA[salute bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Di fronte a una mano ad artiglio o alla sindrome del tunnel carpale che si presentano in un bambino, quando normalmente si tratta di una patologie dell&#8217;adulto, il medico dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/11/Bimbi-con-malattie-degli-adulti-un-allarme-per-medici-e-pediatri.jpg?9d7bd4" alt="Bimbi-con-malattie-degli-adulti-un-allarme-per-medici-e-pediatri" class="left"/>&#8220;<em>Di fronte a una mano ad artiglio o alla sindrome del tunnel carpale che si presentano in un bambino, quando normalmente si tratta di una patologie dell&#8217;adulto, il medico dovrebbe farsi venire il dubbio di essere in presenza di una malattia rara da accumulo come la mucopolisaccaridosi, la malattia di Gaucher o la malattia di Fabry. Ma arrivare a questa ipotesi non e&#8217; scontato</em>&#8220;. Cosi&#8217; Francesco Zulian, responsabile del Centro di Reumatolgia Pediatrica dell&#8217;Universita&#8217; di Padova e uno dei maggiori esperti in Italia, ha spiegato al sito <a href="http://www.osservatoriomalattierare.it">www.osservatoriomalattierare.it</a> perche&#8217; da due anni &#8211; grazie al sostegno delle aziende farmaceutiche Biomarin e Genzyme &#8211; sta portando in giro per l&#8217;Italia Corsi di Formazione per pediatri, medici di base e ospedalieri.<br />
<span id="more-4754"></span><br />
<strong>Una diagnosi in tempi brevi</strong><br />
L&#8217;ultimo si e&#8217; svolto lo scorso 8 ottobre all&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesu&#8217; di Roma e ha riguardato in maniera particolare le artropatie non infiammatorie dell&#8217;eta&#8217; pediatrica. Lo scopo di questi corsi potrebbe riassumersi nel motto &#8216;vedere per diagnosticare&#8217;, e farlo possibilmente in tempi piu&#8217; brevi di quelli usuali. Secondo i dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanita&#8217; (Iss), infatti, solo il 58 per cento di coloro che hanno una malattia rara arriva alla diagnosi entro un anno dall&#8217;inizio dei sintomi, nel 18,4 per cento servono da 1 e 5 anni mentre nel 22,8 per cento anche di piu&#8217;, senza poi contare tutti coloro che alla diagnosi non arrivano mai. La difficolta&#8217; e il ritardo nella diagnosi deriva spesso dal fatto che molti medici, pur avendo una conoscenza teorica delle varie patologie, tardano ad avere il sospetto di trovarsi davanti a una malattia rara semplicemente perche&#8217; non ne hanno mai incontrato un caso prima. </p>
<p><strong>L&#8217;importanza dei corsi</strong><br />
Per questo i Corsi puntano soprattutto su dimostrazioni pratiche con presentazione di casi clinici reali. &#8220;<em>Durante i Corsi</em> &#8211; ha spiegato Zulian &#8211; <em>facciamo vedere immagini e video per mostrare quadri clinici come la mano ad artiglio o il dito a scatto, poi, per piccoli gruppi, facciamo esercitazioni con pazienti reali su come andrebbe visitato un bambino che presenta una artropatia non infiammatoria</em>&#8220;. &#8220;<em>Sono convinto</em> &#8211; ha aggiunto Zulian &#8211; c<em>he la medicina sia un&#8217;arte, ci vuole una adeguata preparazione di base e un certo &#8216;occhio clinico&#8217; per individuare precocemente segni e sintomi anche sfumati che possono accelerare una diagnosi. E&#8217; un discorso che vale in maniera particolare per la reumatologia pediatrica, una disciplina medica in cui le moderne tecnologie diagnostiche possono sicuramente aiutare ma in cui una approfondita storia clinica e il saper leggere i segni precoci di malattia rappresentano elementi fondamentali. Ma l&#8217;occhio clinico va allenato e questo si puo&#8217; fare solo incontrando casi clinici concreti, cosa questa difficile per le malattie rare. Offrire al discente di questi Corsi l&#8217;opportunita&#8217; di vedere malattie rare con interessamento articolare consente la possibilita&#8217; di una diagnosi precoce e di una adeguata terapia che, penso ad esempio alle terapie enzimatiche nelle malattie da accumulo lisosomiale, e&#8217; fondamentale per rallentarne e a volte anche per far regredire alcuni sintomi</em>&#8220;. </p>
<p><strong>Le malattie reumatiche nel bambino</strong><br />
Il Dipartimento Assistenziale Integrato di Pediatria di Padova e&#8217; in Italia uno dei piu&#8217; qualificati Centri per la Diagnosi e Cura delle malattie reumatiche del bambino, tanto da aver attivato ormai da 3 anni un Master di Specializzazione in Reumatologia Pediatrica, di durata annuale. Questo permette ai medici, gia&#8217; specialisti in Pediatria o Reumatologia, di seguire e trattare svariate condizioni tra cui rare connettiviti, come la sclerodermia e la dermatomiosite, o artropatie su base metabolica o di tipo genetico ed affinare, cosi&#8217; l&#8217;occhio clinico per poterle riconoscere e trattare. Il Centro Regionale Specializzato di Reumatologia Pediatrica di Padova, non copre solo il bacino d&#8217;utenza del Veneto ma anche il Trentino-Alto Adige, parte del Friuli e dell&#8217;Emilia Romagna. Sono attualmente in cura circa 2 mila pazienti la maggior parte dei quali presenta l&#8217;Artrite Idiopatica Giovanile nelle sue varie forme, febbri periodiche e ricorrenti, connettiviti quali il Lupus Eritematoso Sistemico o la Dermatomiosite o vasculiti quali la malattia di Kawasaki. &#8220;<em>I medici che prepariamo</em> &#8211; ha concluso Zulian &#8211; <em>si formano vedendo anche questi casi e vanno poi a operare nei presidi ospedalieri di tutta Italia, anche nei piu&#8217; piccoli centri, portando il loro bagaglio d&#8217;esperienza: contiamo cosi&#8217; nel tempo di migliorare l&#8217;approccio alla diagnosi e alla terapia di queste malattie spesso debilitanti</em>&#8220;.</p>
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		<title>Indennità di accompagnamento per down a rischio: troppe visite sommarie</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 23:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;A rischio il diritto all’indennità di accompagnamento per le persone con sindrome di Down a causa di controlli sommari da parte dell&#8217;Inps&#8220;. La denuncia arriva da CoorDown, che in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>A rischio il diritto all’indennità di accompagnamento per le persone con sindrome di Down a causa di controlli sommari da parte dell&#8217;Inps</em>&#8220;. La denuncia arriva da <strong>CoorDown</strong>, che in una nota sostiene come, &#8220;<em>nonostante la collaborazione da parte delle Associazioni, si moltiplicano in questi giorni visite sommarie e sbrigative, senza gli idonei test di valutazione, che sembrano mirate unicamente alla revoca dell’indennità di accompagnamento</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>Lo scorso agosto, a seguito di una corrispondenza con l&#8217;Inps, il CoorDown aveva avviato la piena collaborazione delle associazioni</em> &#8211; si spiega nella nota &#8211; <em>nell’ambito di una giusta operazione tesa a smascherare i falsi invalidi, affinché le famiglie delle persone con sindrome di Down fornissero la documentazione necessaria a evitare di essere sottoposte a visita</em>&#8220;, come indicato in un decreto ministeriale ad hoc. &#8220;<em>Il CoorDown</em> &#8211; incalza l&#8217;associazione &#8211; <em>ha sempre sostenuto con forza la necessità di smascherare i falsi invalidi. La collaborazione, tuttavia, non è stata evidentemente sufficiente alle Commissioni dell’Inps, tanto che le persone con sindrome di Down, in diverse sedi sul territorio nazionale, sono chiamate a visita e, subito dopo, si vedono revocato il diritto all&#8217;indennità di accompagnamento. Le visite, come da testimonianza di sempre più numerose famiglie, avvengono senza gli idonei test di valutazione, in modo sbrigativo, sommario e lesivo dei diritti delle persone con sindrome di Down</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La necessità di controlli accurati</strong><br />
&#8220;<em>E’ evidente che la disabilità intellettiva e il grado di autonomia delle persone con sindrome di Down devono essere valutati in modo approfondito</em> &#8211; ricorda l&#8217;associazione &#8211; <em>in base alle scale IADL</em>&#8220;, acronimo di Instrumental Activities of Daily Living. &#8220;<em>L&#8217;Inps, lo scorso luglio, ha pubblicato delle linee guida interne con lo scopo di chiarire la natura e i metodi dei controlli. Alla luce dei fatti</em> &#8211; denuncia Coordown &#8211; <em>queste linee guida più che a individuare i falsi invalidi sembrano tese a restringere il campo delle persone a cui viene concessa l’indennità tra le quali, in particolar modo, le persone con sindrome di Down, soprattutto adulti che da tanti anni hanno riconosciuto, legittimamente, questo diritto</em>&#8220;. Il CoorDown chiede che le &#8220;<em>linee guida siano rispettate e che i controlli vengano eseguiti sulla base delle suddette scale di valutazione. Chiede altresì che il Governo metta le famiglie nelle condizioni migliori per poter effettuare i test gratuitamente, poiché molti genitori non riescono nemmeno a individuare le strutture sul territorio a cui rivolgersi</em>&#8220;. </p>
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		<title>Malattie croniche infantili: 3 milioni di bimbi italiani ne soffrono</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 23:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progresso della medicina ha una doppia faccia: il primo è che oggi si riesce a far sopravvivere, crescere e diventare adulti bambini che pesano meno di 1 chilogrammo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/10/Malattie-croniche-infantili-3-milioni-di-bimbi-italiani-ne-soffrono.jpg?9d7bd4" alt="Malattie-croniche-infantili-3-milioni-di-bimbi-italiani-ne-soffrono" class="left"/>Il progresso della medicina ha una doppia faccia: il primo è che oggi si riesce a far sopravvivere, crescere e diventare adulti bambini che pesano meno di 1 chilogrammo alla nascita o a correggere cardiopatie congenite che fino a pochi anni fa erano incompatibili con la vita. Il secondo è che, proprio a seguito di questi avanzamenti scientifici, in Italia ci sono oggi tre milioni di bambini con malattie croniche.<br />
I progressi compiuti sul piano diagnostico e terapeutico sono dunque innumerevoli. Basta pensare ai dati sulla mortalità infantile: se a inizio secolo era pari a 174 casi su mille, negli anni &#8217;50 è passata a 52,7 per recedere a 4,4 nel 2000 fino a 3,6 bambini su mille nel 2008. &#8220;<em>Nonostante ciò</em> &#8211; ha detto il presidente della Sip, Alberto Ugazio &#8211; <em>oggi, forse ancora più di ieri, il bambino deve tornare al centro delle scelte sociali e politiche del Paese. Se infatti, nelle società occidentali, le malattie infettive non sono più una priorità, sono quelle croniche complesse a rappresentare la nuova frontiera della pediatria</em>&#8220;.<br />
<span id="more-4564"></span><br />
<strong>L&#8217;origine delle malattie croniche infantili</strong><br />
&#8220;<em>Molte malattie un tempo fatali, come le cardiopatie congenite, il diabete, le leucemie oggi possono essere curate. Sono diventate, infatti, croniche. Ma l’organizzazione sanitaria deve strutturarsi per garantire adeguate cure e continuità assistenziale</em>&#8220;, aggiunge Ugazio.</p>
<p><strong>Le tre proposte del Sip</strong><br />
Riportare il bambino al centro dell’azione politica e sociale del Paese è dunque la richiesta della Sip, che avanza tre proposte. &#8220;<em>La prima</em> &#8211; ha spiegato Ugazio &#8211; <em>è di adattare il sistema sanitario alle nuove emergenze: farsi carico dei bambini con malattie croniche complesse e gestire adeguatamente i politraumatismi. Un solo specialista come accadeva in passato non può assicurare a questi bambini il futuro, l’aspettativa e la qualità di vita che meritano</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Centri specialistici per le malattie croniche</strong><br />
Ecco perché, secondo la Sip, &#8220;<em>occorrono centri di riferimento multispecialistici di terzo livello, necessariamente in numero limitato, soprattutto quando le malattie croniche complesse sono anche rare. Occorre inoltre garantire una fitta rete funzionale che colleghi questi centri ai reparti pediatrici regionali con competenze multispecialistiche e ai pediatri di famiglia. E’ necessario infine garantire continuità assistenziale: i bambini con malattie croniche hanno il diritto di trascorrere la propria vita a casa, di ricevere le cure più appropriate soprattutto a domicilio. Per far fronte ai politraumatismi, che rappresentano la prima causa di mortalità pediatriche, occorre rafforzare le terapie intensive pediatriche</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Riportare la pediatria nelle scuole</strong><br />
In più, la Sip vuole &#8220;<em>riportare il pediatra nelle scuole</em> &#8211; evidenzia Ugazio &#8211; <em>per investire sulla formazione dei bambini e dei ragazzi verso stili di vita sani e rispetto dell’ambiente, affiancando gli insegnanti in questa missione. Il pediatra infatti può essere vissuto dai ragazzi come una figura di riferimento &#8216;super partes&#8217; con cui si può creare un rapporto di fiducia</em>&#8220;. Infine, &#8220;<em>occorre creare una rete tra tutti coloro che operano a favore della salute e del benessere dei bambini. Pediatri, genitori, associazioni dei bambini, mondo della scuola, giustizia minorile, mondo dello sport devono fare sistema, collegarsi e creare una rete capace di occuparsi a 360 gradi dei bambini. Ancor di più in un contesto che vede il concetto di famiglia sempre più in crisi</em>&#8220;.</p>
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		<title>Traumi e lesioni sono la prima causa di mortalità infantile in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 23:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Le malattie non sono più la prima causa di mortalità infantile in Italia, &#8216;scalzate&#8217; da traumi e lesioni: oggi tra 5 a 19 anni si muore soprattutto per questi motivi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le malattie non sono più la prima causa di mortalità infantile in Italia, &#8216;scalzate&#8217; da traumi e lesioni: oggi tra 5 a 19 anni si muore soprattutto per questi motivi, terza causa di decesso nei primi 4 anni di vita. Problemi perinatali e anomalie congenite sono invece responsabili del maggior numero di morti dalla nascita fino a 4 anni. Leucemie e tumori, dopo il primo anno di vita, rappresentano il secondo motivo di mortalità in tutte le fasce di età con una maggiore incidenza tra i 15-19 anni (3,7 su 10 mila), e i problemi respiratori il quarto. Infine, la mortalità pediatrica per Aids in 20 anni (dal 1980 al 2002) è diventata prossima allo zero. Sono i dati diffusi a Roma in occasione del 66esimo congresso della Società italiana di pediatria (Sip), che quest&#8217;anno ha l&#8217;obiettivo di tracciare un bilancio sulla condizione dell’infanzia ieri e oggi.<br />
<span id="more-4560"></span><br />
<strong>L&#8217;evoluzione della mortalità neonatale</strong><br />
Alla fine dell&#8217;800, è stato ricordato al congresso, la mortalità neonatale e infantile era elevatissima a causa di problematiche sociali, povertà, alimentazione scarsa e inadeguata, mancanza di tutti i sostegni scoperti e messi a punto nel secolo seguente. Su mille bambini, 250 morivano nel primo anno di vita, 390-450 entro i primi 5, 400-450 nei primi 15 anni. Inoltre, il 78% dei neonati con peso inferiore ai 2 kg e mezzo non sopravviveva. Insomma, nel primo ventennio del 900 solo 600 bambini su 1.000 arrivavano all&#8217;età adulta. Polmonite, gastroenterite, morbillo, difterite, tubercolosi e tifo hanno rappresentato per lunghissimi anni le principali cause di mortalità infantile con incidenza diversa a seconda delle fasce di età. Le malattie infettive, con l&#8217;inizio dell&#8217;era antibiotica, furono adeguatamente curate. Le patologie contagiose furono combattute con la messa a punto di vaccini, dall&#8217;antitetanico e antidifterico all&#8217;antipoliomielitico dei primi anni &#8217;60, dall&#8217;antipertosse alla vaccinazione completa (morbillo, parotite e rosolia), fino agli altri più recentemente entrati nel calendario vaccinale. Grandi progressi si sono avuti infine nelle differenti specialità pediatriche: neonatologia, neurologia, pneumologia, gastroenterologia, nefrologia e tante altre.</p>
<p><strong>Più tumori e leucemie nei bambini</strong><br />
Secondo i dati diffusi al congresso, oggi sono in aumento tumori e leucemie: in Europa ogni anno si ammalano 140 bambini ogni milione di bambini di età 0-14 anni. In Italia, il rapporto 2008 dell’Associazione italiana registri tumori ha confermato un trend di aumento dei tassi di incidenza di tutte le neoplasie pediatriche pari al 2% annuo. Si è passati infatti da 147 casi per milione di bambini all’anno nel periodo 1988-1992 a 176 tra il 1998 e il 2002. Un confronto con dati pubblicati in letteratura ha evidenziato infine che i tassi di incidenza italiani per tutti i tumori complessivamente sono risultati tra i più alti di quelli europei degli anni ‘90 (140 per milione di bambini per anno) e di quelli americani (158).</p>
<p><strong>Le cause delle malattie killer nei bambini</strong><br />
Poco si sa ancora sulle cause: solo il 5-6% dei tumori ha una chiara origine genetica e per meno del 3% è plausibile una diretta correlazione con esposizioni ambientali (infezioni, agenti fisici o sostanze chimiche). Ne consegue che per oltre il 90% delle neoplasie la causa è ignota e si ipotizza che essi siano dovuti all’effetto dell’interazione tra fattori esterni (ambiente, abitudini di vita) e il patrimonio genetico di ciascuno di noi che varia molto da soggetto a soggetto e anche all’interno della stessa famiglia.</p>
<p><strong>L&#8217;asma infantile</strong><br />
In aumento anche l&#8217;asma: colpisce oggi il 10% della popolazione infantile, percentuale che negli anni &#8217;70 era pari al 2,3%. Evidenze scientifiche testimoniano che le crisi d’asma peggiorano in relazione all’ambiente in cui si vive.<br />
Anche le malattie correlate a stili di vita, e in particolare l&#8217;obesità, rappresentano un fenomeno sempre più in crescita nell’infanzia e nell’adolescenza. In Italia il 24% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni è oggi in sovrappeso: un fenomeno che sembra interessare maggiormente le fasce di età più basse e che è più frequente al Sud Italia. I dati dell’Istituto superiore di sanità mettono in evidenza che 1 milione e centomila bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso od obesi. I bambini fanno poca attività fisica e quasi la metà di loro abusa di Tv e videogiochi. Parallelamente i genitori sembrano sottovalutare il problema: ben 4 su 10 non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza.</p>
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		<title>Se la mamma è stressata, i figli sono a rischio asma</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 23:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Mamma]]></category>
		<category><![CDATA[malattie bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Avere una mamma stressata aumenta il rischio che i bambini sviluppino l&#8217;asma. Lo ha scoperto una ricerca della giapponese Kyushu University, pubblicata sulla rivista &#8216;BioPsychoSocial Medicine&#8217;. Lo studio ha esaminato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere una mamma stressata aumenta il rischio che i bambini sviluppino l&#8217;asma. Lo ha scoperto una ricerca della giapponese Kyushu University, pubblicata sulla rivista &#8216;BioPsychoSocial Medicine&#8217;. Lo studio ha esaminato per un anno 223 donne che avevano figli dai due ai 12 anni, verificando il loro livello di stress e le loro abitudini nei rapporti con i figli. Dalla ricerca e&#8217; emerso che i bimbi di piu&#8217; di 7 anni d&#8217;eta&#8217; con mamme iperprotettive avevano una maggiore probabilita&#8217; di avere attacchi forti, mentre lo stato di salute peggiore era dei bambini con mamme cronicamente arrabbiate o che soffocavano i propri sentimenti.<br />
<span id="more-4488"></span><br />
&#8220;<em>Lo studio ha dimostrato che le mamme dovrebbero fare attenzione a ridurre il proprio stress</em> &#8211; hanno scritto i ricercatori &#8211; <em>cercando di evitare troppe interferenze con i propri figli</em>&#8220;.</p>
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		<title>Raffreddori di stagione: 700mila bimbi sotto i 13 anni colpiti dal malessere</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 23:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Starnuti, occhi lucidi e naso che cola per 700 mila &#8216;under 13&#8242; italiani. &#8220;Tanti sono i bambini costretti in questi giorni a fare i conti con il raffreddore. Un malanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/10/Raffreddori-di-stagione-700mila-bimbi-sotto-i-13-anni-colpiti-dal-malessere.jpg?9d7bd4" alt="Raffreddori-di-stagione-700mila-bimbi-sotto-i-13-anni-colpiti-dal-malessere" class="left"/>Starnuti, occhi lucidi e naso che cola per 700 mila &#8216;under 13&#8242; italiani. &#8220;<em>Tanti sono i bambini costretti in questi giorni a fare i conti con il raffreddore. Un malanno favorito dall&#8217;altalena delle temperature e dal ritorno fra i banchi</em>&#8220;. La stima arriva da Italo Farnetani, pediatra e docente dell&#8217;Università di Milano Bicocca, che non si stupisce del fenomeno.<br />
&#8220;<em>Il ritorno dei raffreddori è un classico in autunno, complici le temperature non ancora assestate e la ripresa delle lezioni</em>&#8220;, dice il pediatra all&#8217;Adnkronos Salute. E&#8217; importante assicurare un&#8217;opportuna idratazione, far dormire i piccoli malati in ambienti in cui l&#8217;aria non sia troppo secca e proteggerli il più possibile da sbalzi di temperatura, suggerisce Farnetani.</p>
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		<title>Batteri probiotici e prebiotici: un aiuto per i bimbi in arrivo dell&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 23:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Batteri &#8216;nel bicchiere&#8217; per proteggere i bambini d&#8217;inverno. Se durante la stagione fredda si aggiungono alla dieta supplementi quotidiani ad hoc di probiotici e prebiotici, il piccolo si ammala di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2010/09/Batteri-probiotici-e-prebiotici-un-aiuto-per-i-bimbi-in-arrivo-dellinverno.jpg?9d7bd4" alt="Batteri-probiotici-e-prebiotici-un-aiuto-per-i-bimbi-in-arrivo-dellinverno" class="left"/>Batteri &#8216;nel bicchiere&#8217; per proteggere i bambini d&#8217;inverno. Se durante la stagione fredda si aggiungono alla dieta supplementi quotidiani ad hoc di probiotici e prebiotici, il piccolo si ammala di meno e salta meno giorni di scuola. A dettare la ricetta del &#8216;cocktail&#8217; salva-bimbi, che promette di ridurre del 25% il rischio di infezioni, è il team di Mario Cazzola dell&#8217;università di Roma Tor Vergata, in uno studio presentato al 20esimo Congresso annuale della Società europea di medicina respiratoria (Ers), in corso fino mercoledì a Barcellona.</p>
<p><strong>I batteri probiotici</strong><br />
Lactobacillus helveticus R-52, Bifidobacterium infantis R-33, B. bifidum R-71 e fructo-oligosaccaride: tre probiotici (microbi vivi alleati della salute) e un prebiotico (sostanza amica della flora batterica intestinale). Questi gli ingredienti &#8216;collaudati&#8217; dai ricercatori italiani, durante l&#8217;inverno 2006-2007 su 135 bambini sani dai 3 ai 7 anni. Nella stagione invernale precedente, i piccoli reclutati avevano sofferto di almeno 3 episodi di disturbi gastrointestinali, broncopolmonari o delle alte vie respiratorie. Il campione è stato diviso a caso in due gruppi: uno riceveva il supplemento misto e l&#8217;altro placebo, tutti i giorni per 3 mesi.<br />
<span id="more-4379"></span><br />
<strong>I risultati sulla salute dei bimbi</strong><br />
Risultato: la metà dei bimbi che avevano assunto il cocktail non si ammalava per tutto l&#8217;inverno, contro il 32,9% del gruppo controllo (rischio relativo di infezione ridotto di un quarto). Fra i piccoli aiutati dai batteri, inoltre, solo il 25,8% perdeva uno o più giorni di scuola, contro il 42,5% del gruppo placebo. Nessun effetto collaterale legato al mix è stato registrato.</p>
<p><strong>Una soluzione contro asma e allergie</strong><br />
In futuro, il cocktail &#8216;made in Italy&#8217; potrebbe rappresentare una speranza anche contro asma e allergie. “<em>In studi preclinici</em> &#8211; spiega infatti Cazzola &#8211; <em>questa particolare preparazione probiotica ha dimostrato di influenzare diversi tipi di risposta immunitaria (mediata sia dai linfociti Th1 che dai Th2), indicando quindi possibili implicazioni nella gestione e nella prevenzione di malattie allergiche come l&#8217;asma</em>”.</p>
<p><strong>Le possibilità del mix pre-probiotico</strong><br />
Cazzola precisa: “<em>Ovviamente sarebbe semplicistico affermare che una singola supplementazione possa bastare a controllare tutte le manifestazioni allergiche</em>”. Ma secondo l&#8217;esperto, il dato preclinico suggerisce l&#8217;opportunità di approfondire tutte le potenzialità del mix pro-prebiotico.<br />
“<em>Considerando il possibile impatto clinico e sociale di questo trattamento</em> &#8211; conclude l&#8217;autore &#8211; <em>dovrebbero essere avviati uno studio più ampio e altri test in vivo, per identificare i meccanismi immunologici alla base dei benefici individuati</em>”.</p>
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		<title>Malattie croniche: sempre più bambini colpiti</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 23:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Crescono le malattie croniche in Italia. Oggi colpiscono ben 25 milioni di persone, il 45,6% della popolazione sopra i sei anni di età. E non si tratta di un problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crescono le malattie croniche in Italia. Oggi colpiscono ben 25 milioni di persone, il 45,6% della popolazione sopra i sei anni di età. E non si tratta di un problema che riguarda solo gli anziani, visto che quasi 8 milioni di pazienti sono giovani: ne soffrono, infatti, 7,6 milioni di italiani tra i 6 e i 44 anni e di questi 2 milioni hanno tra i 6 e i 24 anni.</p>
<p><strong>Malati cronici sempre più giovani</strong><br />
E&#8217; la fotografia della cronicità nel nostro Paese scattata, in base a dati Istat, in occasione della prima &#8216;Conferenza italiana sull&#8217;accesso alle cure nelle malattie croniche&#8217;, organizzata a Roma da Nps Italia Onlus (Network persone sieropositive) con il patrocinio del Senato e della Camera, della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei ministeri del Lavoro e Politiche Sociali, Salute e Pari Opportunità e sostenuta da diverse istituzioni. Un incontro che ha, come primo obiettivo, quello di fare il punto sulla realtà italiana per individuare pregi e debolezze del sistema, e promuovere eventuali riforme in grado di creare , tra l&#8217;altro, più collaborazione tra i diversi livelli assistenziali, spesso frammentati, e colmare il divario tra i servizi offerti nelle diverse aree del Paese.<br />
<span id="more-4373"></span><br />
<strong>Le malattie croniche</strong><br />
I numeri delineano una realtà complessa. Tra i malati cronici ben 7,6 milioni di persone soffrono di una patologia cronica grave e 8,1 milioni risultano affetti contemporaneamente da tre o più malattie croniche. In questi casi la cronicità ritorna ad essere un &#8216;affare&#8217; della terza età: nelle patologie gravi e nella multi cronicità, oltre il 60% delle persone colpite ha più di 65 anni. In generale le malattie più diffuse in assoluto sono: l&#8217;artrosi/artrite (che colpisce il 18,3% degli italiani con più di 6 anni di età) l&#8217;ipertensione arteriosa (13,6%) e le malattie allergiche (10,7%).<br />
Ad avere contemporaneamente tre o più malattie croniche insieme è 14,7% della popolazione. Più svantaggiate in quest&#8217;ultimo caso le donne che, per tutte le classi di età, presentano percentuali significativamente più alti (17,2%) rispetto agli uomini (10,3%), anche se nell&#8217;età anziana sono meno colpite degli uomini da patologie croniche gravi (38,9% contro 45,5%).</p>
<p><strong>Malattie croniche senili e giovanili</strong><br />
Per maschi e femmine queste malattie si manifestano in maniera diverse. Quelle a netta prevalenza femminile sono l&#8217;artrosi/artrite (21,8% contro 14,6%), l&#8217;osteoporosi (9,2% contro l&#8217;1,1%) e la cefalea (10,5% contro il 4,7%). Quelle a prevalenza maschile la bronchite cronica/enfisema (4,8% contro 4,2%) e l&#8217;infarto (2,4% contro 1,1%).<br />
Quasi per tutte le patologie si registra un incremento all&#8217;avanzare dell&#8217;età. Fanno eccezione la cefalea o l&#8217;emicrania ricorrente e, soprattutto, le malattie allergiche che sono più diffuse nelle età giovanili.</p>
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