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	<title>Mondobimbiblog.com &#187; malattie bambini</title>
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
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		<title>Bulimia infantile: i maschi lo sono più delle femmine</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 23:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bulimia: se sinora questo disturbo alimentare era stato considerato un problema quasi esclusivamente femminile, due nuovi studi effettuati su ragazzi e ragazze bulimici tra i 10 e i 12 anni [...]]]></description>
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</script><p><a rel="attachment wp-att-10138" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/06/bulimia-infantile-i-maschi-lo-sono-piu-delle-femmine/bulimia/"><img class="aligncenter size-full wp-image-10138" title="bulimia" src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/06/bulimia.jpg?9d7bd4" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p>Bulimia: se sinora questo disturbo alimentare era stato considerato un problema quasi esclusivamente femminile, due nuovi studi effettuati su ragazzi e ragazze bulimici tra i 10 e i 12 anni dimostrano ora che la percentuale dei ragazzi potrebbe superare anche quella delle ragazze. E non è tutto: dai risultati delle ricerche, condotte indipendentemente in Gran Bretagna e a Taiwan, risulta anche che i bambini utilizzano l&#8217;espediente della bulimia per dimagrire.</p>
<p><span id="more-10137"></span>LE DUE INDAGINI</p>
<p>L&#8217;indagine condotta in Gran Bretagna dal National Health Institute dimostra che gli episodi di bulimia nello scorso anno sono stati più di 5mila, una cifra considerata comunque sottostimata poiché non considera i canali non ufficiali ed interessa per lo più bambini dell&#8217;età di 10 anni.</p>
<p>La ricerca condotta a Taiwan, invece, riporta che il 16% dei bambini che sono stati presi in giro per il proprio peso, hanno vomitato per dimagrire. Le bambine, invece, che hanno adottato questo comportamento sono state &#8220;solo&#8221; il 10%.</p>
<p>I COMPORTAMENTI A RISCHIO</p>
<p>Ad essere più a rischio sono dunque i bambini più sedentari, che passano il tempo davanti alla tv o con computer e videogames. Ma attenzione, genitori&#8230; ci sono altri comportamenti a rischio: uno studio del CDC di Atlanta, ad esempio, ha dimostrato che il 4% di questi ragazzi in America (adolescenti maschi) usa invece anche i lassativi per dimagrire.</p>
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		<title>Insonnia: dodicenni bianche ossessionate dalla linea</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia e bulimia nei bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[stile di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Taglia 38: il nuovo mito delle dodicenni. Un obiettivo tanto agognato che provoca insonnia e disturbi del sonno nella grande maggioranza delle adolescenti, sempre più sotto pressione per raggiungere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10126" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/06/insonnia-dodicenni-bianche-ossessionate-dalla-linea/insonnia/"><img class="aligncenter size-full wp-image-10126" title="insonnia" src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/06/insonnia.jpg?9d7bd4" alt="" width="450" height="313" /></a></p>
<p>Taglia 38: il nuovo mito delle dodicenni. Un obiettivo tanto agognato che provoca insonnia e disturbi del sonno nella grande maggioranza delle adolescenti, sempre più sotto pressione per raggiungere la magrezza a tutti i costi, spronate soprattutto dalle amiche coetanee e dalle compagne di classe. I dati emersi da Sleep 2011, un convegno che si è svolto a Minneapolis, ha dimostrato come lo stress del conformarsi ai modelli estetici dominanti influisca direttamente sul riposo notturno delle ragazzine. <span id="more-10125"></span>LO STUDIO</p>
<p>Lo studio condotto ha riguardato 789 adolescenti dell&#8217;età media di 12 anni. Tra queste, il 60% erano bianche, il 26% ispaniche ed il 10,5% di colore. Quelle più soggette alla pressione psicologica della taglia sono le ragazzine bianche, mentre pare che le adolescenti di altre etnie siano immuni a questi modelli imposti dalla società.</p>
<p>Ma, per stessa ammissione dei ricercatori, si conosce ancora troppo poco per poter trarre delle conclusioni. Che sia un fattore culturale è certo&#8230; ma le dinamiche sono ancora poco note.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Difetti della vista in età prescolare: un bimbo su 20 ha problemi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Patologie congenite o forme lievi di difetti della vista: è difficile accorgersi che il bimbo ne abbia prima che vada a scuola e manifesti difficoltà nella lettura. Eppure in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10117" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/06/difetti-della-vista-in-eta-prescolare-un-bimbo-su-20-ha-problemi/difetti-della-vista/"><img class="aligncenter size-full wp-image-10117" title="difetti della vista" src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/06/difetti-della-vista.jpg?9d7bd4" alt="" width="450" height="364" /></a></p>
<p>Patologie congenite o forme lievi di difetti della vista: è difficile accorgersi che il bimbo ne abbia prima che vada a scuola e manifesti difficoltà nella lettura. Eppure in Italia un bimbo su 20 manifesta problemi legati ai difetti della vista. E la cosa peggiora man mano l&#8217;età dei bimbi cresce: sopra i 6 anni d&#8217;età un bimbo su 4 ha difetti alla vista, mentre dal 3 al 5% manifesta strabismo. A denunciare questi dati è la Società di Oftalmologia Pediatrica (SIOP), riunita in un convegno a Roma fino a sabato. <span id="more-10116"></span></p>
<p>LA DIAGNOSI PRECOCE</p>
<p>La miglior cura è la prevenzione, fanno sapere gli esperti della SIOP. Ovvero bisogna che i genitori portino i loro bimbi a fare delle visite già dal primo anno di età, per correggere sin da subito eventuali difetti congeniti o l&#8217;insorgere di patologie che a lungo andare potrebbero peggiorare. Con la prevenzione, infatti, è anche possibile diminuire la frequenza del cosiddetto occhio pigro, ovvero la differenza tra un occhio e l&#8217;altro.</p>
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		<title>Malattie infettive: più rimedi naturali e meno farmaci</title>
		<link>http://www.mondobimbiblog.com/2011/05/malattie-infettive-piu-rimedi-naturali-e-meno-farmaci/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 23:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Malattie dei bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Malattie infettive, l&#8217;incubo di ogni genitore. E la tentazione a imbottire il piccolo di farmaci sta dietro l&#8217;angolo. Sbagliato e per di più dannoso: il pediatra su questo è chiaro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Malattie infettive, l&#8217;incubo di ogni genitore. E la tentazione a imbottire il piccolo di farmaci sta dietro l&#8217;angolo.<br />
Sbagliato e per di più dannoso: il pediatra su questo è chiaro. Meno farmaci al bambino e più rimedi naturali, per lasciare all&#8217;organismo del piccolo più tempo per il decorso naturale della malattia e sviluppare quegli anticorpi che gli serviranno poi per affrontare le successive battaglie contro gli agenti patogeni. Naturalmente, anche la natura va aiutata&#8230; ma con la natura. E allora, per il vostro bimbo, fate il pieno di frutta, verdura, un&#8217;alimentazione sana ed equilibrata e, più che potete, uno stile di vita all&#8217;aria aperta e non al chiuso. </p>
<p><strong>Quando il bimbo si ammala di frequente</strong><br />
Se il bimbo si ammala di frequente nei suoi primi anni di vita, non c&#8217;è di che preoccuparsi: è in questo modo che i bambini costituiscono una risposta immunitaria forte, che permetterà loro di affrontare i successivi attacchi durante le stagioni a rischio, ed in particolare autunno ed inverno. Insomma, le malattie infantili guariscono da sole e non c&#8217;è alcun bisogno del ricorso eccessivo ai farmaci: i bimbi devono essere curati, ma solo quando ve n&#8217;è effettivamente il bisogno. </p>
<p>E, come sempre, la miglior cura è la prevenzione, cercando di abituare il bimbo a uno stile di vita sano e attivo. </p>
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		<title>Trapianti pediatrici: diamo i numeri</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 13:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trapianti pediatrici: quanti sono in Italia e come funzionano? A dare i numeri (delle statistiche) è l&#8217;ADN Kronos, che stima i trapianti nei piccoli pazienti il 50% rispetto a quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trapianti pediatrici: quanti sono in Italia e come funzionano? A dare i numeri (delle statistiche) è l&#8217;ADN Kronos, che stima i trapianti nei piccoli pazienti il 50% rispetto a quello degli adulti. Meno trapianti da gestire, e più funzionalità del sistema. Ma come funziona?<br />
In Italia esiste una lista unificata per i trapianti pediatrici, che viene gestita dal Centro Nazionale Trapianti. Una gestione che viene giudicata efficiente e trasparente, con tempi di attesa molto rapidi. </p>
<p><strong>I trapianti pediatrici in Italia</strong><br />
Nel 2010 sono stati 77 i trapianti di fegato sui bambini, la metà dei quali effettuati con la tecnica dello split liver (che consiste nel dividere il fegato di un adulto ed impiantarne solo una parte nel bambino), con tempi di attesa medi di 4 mesi per il trapianto e di 8 in lista d&#8217;attesa; 72 sono stati i trapianti di rene, con un tempo di attesa medio di un anno e tre mesi, e attesa in lista di 18 mesi; 24 i trapianti di cuore (dei quali il 10% è stato effettuato su pazienti dagli zero ai tre anni di età) e cinque decessi tra i piccoli pazienti in lista d&#8217;attesa.<br />
<span id="more-9681"></span><br />
<strong>I trapianti più difficili</strong><br />
Tra i trapianti più difficili ci sono sicuramente quelli di reni, perché bisogna reperire degli organi adeguatamente piccoli e adatti all&#8217;età del piccolo paziente. Meno difficile è invece il trapianto di fegato, proprio perché basterà anche solo un pezzettino dell&#8217;organo più grande affinché questo si adatti alla vita e alle dimensioni del bimbo. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bimbo britannico nasce con un cromosoma unico al mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[malattie bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un bimbo britannico di due anni l&#8217;unica persona al mondo ad avere un cromosoma con un &#8216;braccio&#8217; extra. Alfie Clamp è nato cieco e con gravi disabilità, un quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Bimbo-britannico-nasce-con-un-cromosoma-unico-al-mondo.jpg?9d7bd4" alt="Bimbo-britannico-nasce-con-un-cromosoma-unico-al-mondo" class="left"/>E&#8217; un bimbo britannico di due anni l&#8217;unica persona al mondo ad avere un cromosoma con un &#8216;braccio&#8217; extra. Alfie Clamp è nato cieco e con gravi disabilità, un quadro sfortunato che ha spinto i medici a eseguire sul piccolo una serie di test. Scoprendo che il suo settimo cromosoma ha un&#8217;intera porzione extra mai documentata prima. La sua condizione ha meravigliato per primi i camici bianchi: è talmente rara che non ha nemmeno un nome. I medici non sanno ancora se questa particolarità genetica &#8211; che ha portato il piccolo Alfie alla ribalta dei principali quotidiani britannici &#8211; migliorerà o ridurrà la sua aspettativa di vita. Intanto il bimbo ha riacquistato la vista e sarà operato a breve per risolvere un problema intestinale che lo affligge dalla nascita.<br />
<span id="more-8803"></span><br />
<strong>L&#8217;alterazione genetica di Alfie</strong><br />
&#8220;<em>E&#8217; una notizia</em> &#8211; spiega all&#8217;Adnkronos Salute Carlo Alberto Redi &#8211; <em>che Alfie sia sopravvissuto e sia arrivato fino ai due anni. In questi casi la natura applica &#8216;a monte&#8217; una selezione rigida: su 100 concepimenti con grosse anomalie, 90 si perdono in utero. Non arrivano a vedere la luce</em>&#8220;.<br />
Per l&#8217;esperto, &#8220;<em>quest&#8217;alterazione, documentata per la prima volta, si inserisce all&#8217;interno di duplicazioni e delezioni cromosomiche che purtroppo accadono fin troppo di frequente. Questa è certamente estrema, visto che si tratta un intero braccio</em>&#8220;, sottolinea.</p>
<p><strong>La storia di Alfie</strong><br />
E&#8217; stato pochi giorni dopo aver riportato a casa Alfie dopo il parto che i genitori si sono accorti che qualcosa non andava. La situazione è precipitata in fretta. Il piccolo è dovuto tornare urgentemente in ospedale: aveva smesso di respirare e le sue labbra erano diventate blu. Aveva solo sei settimane di vita quando i medici hanno scoperto la rara anomalia nel suo Dna. Da allora è stato un continuo andirivieni dall&#8217;ospedale: ha rischiato più volte la vita, ma si è ripreso, per la meraviglia e la gioia dei suoi genitori.<br />
Anche Mr e Mrs Clamp si sono sottoposti alle analisi genetiche, ma nessuno dei due ha il gene difettoso come il figlio.</p>
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		<title>Effetti post-traumatici da terremoto: dall&#8217;Abruzzo al Giappone, i bimbi non dimenticano</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 11:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative per bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;Aquila al Giappone i bambini non dimenticano il terremoto che hanno vissuto. A distanza di ben 24 mesi dal sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese e i paesi limitrofi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/04/Effetti-post-traumatici-da-terremoto-dallAbruzzo-al-Giappone-i-bimbi-non-dimenticano.jpg?9d7bd4" alt="Effetti-post-traumatici-da-terremoto-dallAbruzzo-al-Giappone-i-bimbi-non-dimenticano" class="left"/>Dall&#8217;Aquila al Giappone i bambini non dimenticano il terremoto che hanno vissuto. A distanza di ben 24 mesi dal sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese e i paesi limitrofi, un piccolo su quindici rivive ancora lo stesso attimo drammatico, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore: sintomi di una sindrome postraumatica da stress. Il dato emerge dalla prima ricerca sul campo mai realizzata al mondo per analizzare, con obiettività scientifica, quali cicatrici portino dentro di sé i bambini esposti a catastrofi naturali. Ecco i risultati in un&#8217;indagine promossa dall&#8217;Ordine dei ministri degli infermi Camilliani con il coordinamento scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi.<br />
<span id="more-8673"></span><br />
<strong>Le visite e i test sui bimbi abruzzesi</strong><br />
Conclusa la fase di screening, la ricerca è ora entrata nella fase della conferma, tramite visita specialistica neuropsichiatrica, delle diagnosi emerse dai test. Sono circa 2.000 i bambini abruzzesi a cui sono stati proposti i questionari dai pediatri del luogo e che hanno aderito volontariamente alla ricerca: 500 di età compresa tra i 3 e i 5 anni e oltre 1.500 i tra i 6 e i 14 anni. </p>
<p><strong>La risposta al trauma</strong><br />
E&#8217; proprio nella fascia d’età 6-14 anni che si differenzia la risposta al trauma a seconda della maggiore o minore prossimità del bambino all’epicentro del sisma e che si fa consistente il dato legato alla sindrome postraumatica da stress: a esserne colpito è ben il 7,1% dei ragazzi, ovvero più di 100 su 1.500. Ancora più alto il dato relativo all’ansia legata all’evento traumatico, riscontrata nell’11% dei giovani sottoposti allo screening: 165 su 1.500. Seguono i disturbi dell&#8217;affettività (7,7%), vale a dire quella serie di problemi legati all’attività emotiva: fragilità d&#8217;umore, ipervigilanza, esagerate o alterate risposte al contesto ambientale.<br />
Nella fascia 3-5 anni non sono invece stati rilevati problemi neuropsichiatrici gravi se non &#8211; nel 6% dei casi &#8211; un disturbo d&#8217;ansia di probabile origine non post traumatica: la stessa percentuale è infatti riscontrabile nella popolazione pediatrica generale, ovvero anche tra quei bambini che non sono stati vittime di un violento terremoto. Inoltre è stata rilevata una certa omogeneità di condizione tra i piccoli aquilani e i bambini delle altre provincie d’Abruzzo.</p>
<p><strong>L&#8217;età del bimbo e la risposta al trauma</strong><br />
Lo studio rivela quindi che più il bambino è piccolo, minori sono gli esiti del trauma: in questo caso concorrono più fattori ambientali di &#8216;protezione&#8217; come la famiglia e l’età, intesa come livello di sviluppo e maturazione del sistema nervoso. Conoscere è il primo requisito per poter intervenire. Il progetto &#8211; e questo è un ulteriore elemento innovativo &#8211; non si ferma infatti allo screening dei fattori di rischio e degli effetti prodotti da una tragedia naturale sulla psiche di bambini e adolescenti o alla conferma della diagnosi, ma, conseguentemente, attiva processi formativi e terapeutici ad hoc.</p>
<p><strong>I percorsi di formazione</strong><br />
In tal senso, la ricerca ha attivato percorsi di formazione per pediatri e insegnanti per riconoscere e gestire (ad esempio attraverso interventi di educazione alla pro-socialità) la sindrome postraumatica da stress. Grazie agli ottimi risultati raggiunti si è deciso di replicare l&#8217;esperienza nella popolazione del Cile, colpita nel febbraio dello scorso anno da una terribile scossa sismica. In virtù delle solide evidenze scientifiche su cui si fonda, lo studio costituisce infatti un modello applicabile a tutte quelle zone colpite da catastrofi naturali, in primis Haiti e Giappone.</p>
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		<title>Trenta farmaci salvavita per le mamme e i loro bimbi: la lista dell&#8217;OMS</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mondo mille donne al giorno muoiono per complicanze legate a gravidanza o parto, e oltre 8 milioni di bambini sotto i cinque anni perdono la vita a causa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/Trenta-farmaci-salvavita-per-le-mamme-e-i-loro-bimbi-la-lista-dellOMS.jpg?9d7bd4" alt="Trenta-farmaci-salvavita-per-le-mamme-e-i-loro-bimbi-la-lista-dellOMS" class="left"/>Nel mondo mille donne al giorno muoiono per complicanze legate a gravidanza o parto, e oltre 8 milioni di bambini sotto i cinque anni perdono la vita a causa di polmonite, diarrea e malaria. Proprio pensando alla salute di madri e bambini, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità ha stilato e diffuso la prima lista di farmaci prioritari destinati alla salute materno-infantile. Trenta medicinali salvavita, che gli esperti raccomandano ai Paesi di mettere a disposizione dei propri cittadini più fragili.</p>
<p><strong>La lista dei farmaci salvavita</strong><br />
La &#8216;top 30 list&#8217; è stata compilata da esperti in salute materno infantile e farmacologi, e tiene conto della capacità delle singole molecole di salvare più vite. Ad esempio, l&#8217;emorragia è la prima causa di morte materna: una iniezione di ossitocina immediatamente dopo il parto può bloccare l&#8217;emorragia e fare la differenza fra la vita e la morte. Nella lista &#8216;salvamamme&#8217; ci sono farmaci per trattare le infezioni, contro l&#8217;ipertensione e le malattie sessualmente trasmesse, ma anche per prevenire il parto prematuro.<br />
<span id="more-8385"></span><br />
<strong>Le malattie letali</strong><br />
Ogni anno, inoltre, la polmonite da sola uccide 1,6 milioni di piccoli sotto i 5 anni. Un trattamento a base di antibiotici potrebbe evitare almeno 600 mila decessi. E ancora: migliorare l&#8217;accesso ai sali minerali reidratanti e alle tavolette di zinco salverebbe molti dei 1,3 milioni di bambini vittime ogni anno della diarrea. Antimalarici e antiretrovirali sono cruciali contro malaria e Hiv, e per questo nella top 30. Il problema, notano gli esperti dell&#8217;Oms, è che molte delle medicine finite nella lista prioritaria non sono disponibili proprio dove ce n&#8217;è più bisogno, come ad esempio nei Paesi africani.</p>
<p><strong>Il rifornimento dei farmaci</strong><br />
Uno studio condotto in 14 Stati africani mostra che i farmaci salvavita pediatrici sono disponibili solo nel 35-50% delle farmacie pubbliche e private. Cattivi sistemi di rifornimento e distribuzione, strutture sanitarie insufficienti, personale scarso e pochi investimenti nel settore salute sono, insieme al problema dei costi, i &#8216;nodi&#8217; che impediscono a molti Paesi del Sud del mondo di garantire l&#8217;accessibilità dei medicinali presenti nella lista Oms per mamme e bimbi.</p>
<p><strong>Una questione di priorità</strong><br />
&#8220;<em>Questa lista punta ad aiutare i Paesi a elaborare delle priorità, in modo che si concentrino sulle questioni più critiche, per salvare più vite</em>&#8220;, sottolinea Elizabeth Mason, direttore del Dipartimento di salute materno-infantile dell&#8217;Oms. Particolarmente delicata la questione dei farmaci ad hoc per i bambini, spesso non disponibili anche perché non è diffusa la consapevolezza che i piccoli abbiano bisogni di terapie diverse da quelle per i grandi. Risultato? Gli operatori sanitari sono costretti ad adattare le cure, &#8216;tagliando&#8217; pasticche e supposte e dunque somministrando dosaggi imprecisi. Tanto che i farmaci possono essere inutili, tossici o pericolosi per i baby pazienti.</p>
<p><strong>I farmaci più utili</strong><br />
Fra le raccomandazioni dell&#8217;Oms, dunque, quella di fornire i medicinali per bambini in dosi facili da misurare e da assumere da parte dei piccoli pazienti. E&#8217; il caso di una nuova artemisinina per la malaria, che si scioglie in acqua e ha un sapore dolce. Nella top 30, anche cinque farmaci ancora non esistenti &#8211; ma giudicati necessari &#8211; per la prevenzione e il trattamento della tubercolosi, in particolare per i bimbi con Hiv, e per l&#8217;assistenza dei neonati. Nel caso della Tbc gli esperti pensano a un&#8217;unica pillola al giorno che eviti somministrazioni multiple ai bimbi e sia sufficientemente piccola per essere inghiottita con facilità. La lista viene presentata in occasione del 18.esimo Expert Commitee on the Selection and Use of Essential Medicines, in corso ad Accra (Ghana), fino al 25 marzo.</p>
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		<title>Non fare autogol: a Palermo 150 studenti coinvolti nella campagna anti-tumore</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative per bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Centocinquanta studenti coinvolti, a Palermo, nella tappa siciliana della campagna nazionale per la prevenzione dei tumori. Esortati a combattere il cancro dai camici bianchi dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/Non-fare-autogol-a-Palermo-150-studenti-coinvolti-nella-campagna-anti-tumore.jpg?9d7bd4" alt="Non-fare-autogol-a-Palermo-150-studenti-coinvolti-nella-campagna-anti-tumore" class="left"/>Centocinquanta studenti coinvolti, a Palermo, nella tappa siciliana della campagna nazionale per la prevenzione dei tumori. Esortati a combattere il cancro dai camici bianchi dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dai calciatori. In cattedra, infatti, è salito Fabrizio Miccoli &#8211; 52 gol con il Palermo, idolo dei tifosi e famoso per la sua verve &#8211; che agli studenti dell’Istituto &#8220;Gaetano Salvemini&#8221; riuniti in Auditorium ha detto: &#8220;<em>Non si gioca. Nessuno è immune dal cancro e la prevenzione può tenervi al sicuro</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Non fare autogol</strong><br />
Il calciatore rosanero è uno dei protagonisti del progetto nazionale &#8220;<strong>Non fare autogol</strong>&#8220;, promosso dall’Aiom. Una campagna di prevenzione che fino a fine campionato toccherà 7 scuole in 7 città &#8211; partita da Milano, dopo Palermo sarà a Firenze, Genova, Napoli, Torino e Roma &#8211; coinvolgendo alcuni dei più importanti calciatori italiani. Oltre a Miccoli, infatti, ci saranno Pato, Legrottaglie, Gilardino, Palombo, De Sanctis, Chiellini, Sculli e Perrotta. E il Ct della nazionale Cesare Prandelli. Saranno gli atleti stessi a tenere le lezioni per spiegare agli studenti come tenersi alla larga dai sette vizi capitali ed evitare il cancro.<br />
<span id="more-8376"></span><br />
<strong>La prevenzione sin da piccoli</strong><br />
&#8220;<em>La prevenzione oncologica</em> &#8211; ha spiegato il Carmelo Iacono, presidente nazionale Aiom e direttore del Dipartimento oncologico di Ragusa &#8211; <em>comincia da giovani: fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione scorretta, sesso non protetto, lampade solari e doping sono abitudini molto pericolose, soprattutto se iniziate da adolescenti</em>&#8220;. Circa il 40% dei tumori, aggiunge l&#8217;oncologo, &#8220;<em>è causato da fattori modificabili ed evitabili. Con il nostro progetto, grazie all’aiuto dei calciatori, vogliamo spiegare ai ragazzi quali siano i rischi e convincerli che per vincere la partita contro il cancro è indispensabile giocare d’attacco</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il sesso sicuro</strong><br />
L’incontro di Palermo è dedicato in particolare ai rischi del sesso non protetto: le infezioni sono responsabili di circa l’8% dei casi di tumore nei paesi occidentali. Fra i giovani preoccupa soprattutto il papillolmavirus che causa condilomatosi genitale (250.000 casi ogni anno in Italia) e può portare al carcinoma della cervice uterina.<br />
&#8220;<em>Sappiamo di essere un esempio per tanti ragazzi</em> &#8211; ha affermato Miccoli – <em>e questo ci dà grandi responsabilità. Possiamo far capire loro quali sono i comportamenti positivi e gli stili di vita negativi da eliminare. È con grande piacere e onore, quindi, che ho deciso di partecipare a un progetto così importante</em>&#8220;.<br />
Oltre agli incontri, è attivo il sito <a href="http://www.nonfareautogol.it">www.nonfareautogol.it</a> ed è stato realizzato un opuscolo, in distribuzione in decine di istituti secondari italiani. Al fianco di Aiom, con i campioni, si sono schierati anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Coni, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) e la Federazione Medico Sportiva Italiana (Fmsi).</p>
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		<title>Bimbo britannico di 3 anni ricoverato per abuso d&#8217;alcolici</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Bimbi]]></category>
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		<category><![CDATA[salute bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta suscitando scalpore il caso di un bambino britannico di soli tre anni del West Midlands, ricoverato in ospedale per abuso di alcolici. Al piccolo, il cui caso sta rimbalzando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/Bimbo-britannico-di-3-anni-ricoverato-per-abuso-dalcolici.jpg?9d7bd4" alt="Bimbo-britannico-di-3-anni-ricoverato-per-abuso-dalcolici" class="left"/>Sta suscitando scalpore il caso di un bambino britannico di soli tre anni del West Midlands, ricoverato in ospedale per abuso di alcolici. Al piccolo, il cui caso sta rimbalzando sui media d&#8217;Oltremanica, sarebbe stato somministrato regolarmente alcol per più di sei mesi. Tanto che, secondo i medici, avrebbe già sperimentato i terribili sintomi dell&#8217;astinenza, con tremori e sbalzi d&#8217;umore. E si teme che in futuro il bimbo possa presentare danni cerebrali. Il suo caso è stato segnalato fra quello di altri 13 giovanissimi, tutti sotto i 12 anni, che hanno ricevuto una diagnosi di alcolismo dell&#8217;Heart of England Nhs Trust tra il 2008 e il 2010.<br />
<span id="more-8146"></span><br />
<strong>Alcolismo e binge drinking</strong><br />
Il Trust nello stesso periodo ha trattato 106 adolescenti tra i 13 e i 16 anni per alcolismo, di cui 74 finiti al pronto soccorso a causa degli effetti del binge drinking. Secondo Nicolay Sorensen di Alcohol Concern, &#8220;<em>per essere diagnosticato come alcolista è possibile che questo bambino abbia mostrato una dipendenza fisica</em>&#8220;. Insomma, dovrebbe aver assunto tanto alcol da presentare i sintomi dell&#8217;astinenza. &#8220;<em>E&#8217; un caso orribile</em>&#8220;, dice Sorensen.</p>
<p><strong>Contrastare l&#8217;alcol tra i giovani</strong><br />
Solo qualche settimana fa era stato reso noto il caso di una bambina di otto anni di Dundee, che era stata identificata come la più piccola alcolista del Paese. Cresciuta da una famiglia scozzese di forti bevitori, era presto diventata a sua volta dipendente. Ma il caso del piccolo di tre anni, il cui nome non è stato reso noto, ha aumentato l&#8217;allarme nel Paese. Tanto che numerosi gruppi, tra cui la British Medical Association e Alcohol Concern, hanno chiesto una maggiore attenzione al problema, accusando il Dipartimento della salute di fare troppo poco per contrastare il fenomeno fra i giovanissimi.</p>
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