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	<title>Mondobimbiblog.com &#187; Fiabe per bambini</title>
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
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		<title>I Figli di Lir</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 14:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Un giorno, mentre i figli di Lir stavano facendo il bagno, Aoife li toccò con una bacchetta magica e li trasformò in quattro cigni bianchi. Aoife disse ai figli di Lir che sarebbero rimasti sotto le spoglie di cigni per novecento anni, finché non avessero udito il suono di una campana e finché un principe del nord avesse sposato una principessa del sud.<span id="more-8568"></span></p>
<p><strong>Trasformati ormai in cigni bianchi</strong><br />
I figli di Lir, trasformati ormai in cigni bianchi, non avevano ancora perso l&#8217;uso della parola umana e il padre, disperato, si recò in riva al lago e li implorò di tornare a casa con lui, ma Conn gli disse “Che la buona fortuna possa essere sempre con te, padre. Non possiamo seguirti, non possiamo tornare a casa con te perché il nostro cuore è il cuore di cigno selvatico e siamo costretti dalla nostra nuova natura a volare al tramonto del sole, a sentire l&#8217;acqua che si muove sotto di noi, dobbiamo seguire i richiami malinconici della notte. Sono rimaste solo le voci dei bambini che un tempo conoscevi. Tutto ciò che ci rimane della nostra vita di umani è nelle canzoni che ci hai insegnato, abbiamo solo quelle canzoni che ci legano alla vita umana, e le corone d&#8217;oro che alla luce del fuoco diventano rosse, ma l&#8217;alba è più rossa e infuocata delle nostre corone d&#8217;oro.”</p>
<p><strong>I figli di Lir tornarono umani</strong><br />
Passarono novecento anni e l&#8217;Irlanda nel frattempo si era convertita al cristianesimo. I figli di Lir, i cigni bianchi che erano stati dei bambini, figli del re dei Tuatha De Danaan, sentirono i rintocchi dele campane della chiesa di St. Kernoc. Sentirono poi che una principessa del Munster aveva sposato un principe del Connacht e l&#8217;incantesimo gettato su di loro da Aoife si ruppe.<br />
I figli di Lir tornarono umani, ma non appena la pelle di cigno tornò ad essere pelle umana, il potere dell&#8217;incantesimo di fermare il tempo si fermò e i figli di Lir sentirono il peso di tutti i novecento anni trascorsi, divennero vecchi e poi subito polvere.</p>
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		<title>Una Vita Nuova -12-</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 20:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appoggiata al morbido schiemale, Carilla si passò le mani sul volto. “Tutto questo mi prende di sorpresa. Non so cosa dire.” “Non pensarci troppo, mia signora”, la esortò Ranarl. “Noialtri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover71.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover71.jpg" class="left"/>Appoggiata al morbido schiemale, Carilla si passò le mani sul volto. “Tutto questo mi prende di sorpresa. Non so cosa dire.”<br />
“Non pensarci troppo, mia signora”, la esortò Ranarl. “Noialtri siamo vecchi ormai. Se rimanderai per chissà quanto tempo, non so dire cosa succederà, da queste parti.”<br />
“E&#8217; quello che penso anch&#8217;io”, disse lei. “Tuttavia dovrò parlarne con le mie sorelle della Lega, e informarmi sulle leggi. Avrò bisogno di molto aiuto per mandare avanti una tenuta così grande&#8230; e temo d&#8217;intendermi più di cose di guerra che di pace.”<br />
“puoi contare su di me, finché vivrò” rispose Ranarl con grande serietà.<br />
Carilla rimise i gioielli nello scrigno e lo chiuse. Si alzò, lentamente, e andò a guardare fuori dalla finestra.<span id="more-8293"></span> Si stava avvicinando il tramonto. Le ore erano passate senza che se ne accorgesse. Lori certamente cominciava ad essere in pensiero. Si voltò a guardare Ranarl. A malapena capace di parlare per il groppo che aveva in gola, disse: “Avrei dovuto tornare prima”.<br />
“Saresti stata di molto aiuto” convenne Ranarl, con le lacrime agli occhi. “Forse non dovrei parlare così di lui, ma&#8230; Felix era un mostro. Negli ultimi anni, neppure il dom poteva controllarlo. Lui, un giorno picchiò suo padre fino a lasciarlo mezzo morto. Fu questo a farlo diventare confuso com&#8217;è oggi, credo. O un colpo alla testa, o lo shock, non lo so. In più di un&#8217;occasione, chiuse il vecchio in una stanza e ci proibì di dargli da mangiare. Ho vergogna di confessarlo, ma noi avevamo paura di lui. Se tu hai odiato tuo padre per&#8230; perché metteva Felix prima di te, credo che il dom abbia vissuto per pentirsene.” Esito, poi aggiunse: “E anche tua madre. Il denaro che Mara e io ti consegnammo quella notte&#8230; era stata tua madre a darcelo, anche se ci fece promettere di non dirti niente. Aveva paura di tuo padre.”<br />
“Io&#8230; non sapevo.” Carilla deglutì. Aveva sempre pensato che avrebbe dovuto vendicarsi, e ora tutto ciò che sentiva era un vuoto, mentre la rabbia da lei così testardamente alimentata per anni si scioglieva. All&#8217;improvviso si sentiva stordita, diversa. Perfino le tinte sbiadite dello studio erano più ricche, e la fiamma gialla delle candele più brillante, come se lei avesse abbandonato un lato freddo e duro della sua personalità. Per la prima volta capì che se fosse rimasta lì, e se la sua vita avesse seguito al più consueta strada del matrimonio e dei figli, non avrebbe mai potuto conoscere un barlume di felicità, non in un&#8217;esistenza così limitata&#8230; e solo gli Dei sapevano che razza di idiota suo padre le avrebbe fatto sposare! Il fatto che lei aveva sempre considerato una tragedia era stato, in realtà, una benedizione. In un momento di perfetta lucidità vide come lei avesse usato la sua rabbia per allontanarsi dal pericolo di un vero legame affettivo. Si lamentava di tutto e di tutti, e poi si chiedeva perché le sue sorelle della Lega la evitavano. Amava in quel modo duro e distante perfino Lori; perché non se ne era mai accorta?<br />
“Io&#8230; io non so come ringraziarti.” Aveva le guance bagnate di lacrime quando abbracciò Ranarl, e il vecchio distolse lo sguardo, imbarazzato.<br />
“Via, via” le rispose, “non è il caso: Ho fatto soltanto il mio dovere.”<br />
“Io sarei morta quella notte, se tu e Mara non mi aveste aiutato.”<br />
“Il modo in cui ti trattò tuo padre non era giusto. Vorrei aver potuto fare di più, ma gli avevo giurato obbedienza.”<br />
“So che avete rischiato molto aiutandomi. Cosa fece quando si accorse che avevo preso con me Ballerian?” Ranarl sorrise. “Gli raccontammo che aveva saltato un recinto ed era fuggita. Tuo padre era assai occuparo con la tenuta&#8230; c&#8217;era molto lavoro, in quegli anni, così non ci badò troppo.”<br />
“Mi sono sempre chiesta come l&#8217;avesse presa.” Carilla prese lo scrigno e se lo mise in una tasca interna della blusa. “Ora temo di dover andare. L&#8217;amica che mi ha accompagnato qui mi sta aspettando al rifugio dei viaggiatori. Non è lontano, ma se non mi vede arrivare prima di sera si preoccuperà.”<br />
“Mi fa piacere che tu abbia un&#8217;amica. E&#8217; un viaggio lungo, per una donna sola.”<br />
“Sì, è stato un viaggio lungo” annuì Carilla, con un sospiro. “Ma ora è finito.” Aveva molte cose a cui pensare, molti progetti da fare. Snow Haven sarebbe diventata di nuovo una tenuta operosa, un allevamento di cavalli, una scuola per addestrare le donne all&#8217;uso delle armi&#8230; Davanti a lei c&#8217;era ancora una vita da vivere, una nuova vita, libera dalla disperazione e dalla rabbia. E soprattutto Lori, che la stava aspettando. FINE<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Vita Nuova -10-</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 16:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dom scosse il capo, tristemente. “Tornerà quando avrà bisogno di soldi, scommetto. Quello è il solo motivo per cui si fa vedere a casa. Bé, stavolta avrà una brutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover3.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover3.jpg" class="left"/>Il dom scosse il capo, tristemente. “Tornerà quando avrà bisogno di soldi, scommetto. Quello è il solo motivo per cui si fa vedere a casa. Bé, stavolta avrà una brutta sorpresa. Non c&#8217;è rimasto niente per lui. Niente, ecco come stanno i fatti.”<br />
“Questo l&#8217;hai già detto.” Sospirò Carilla. “Ma non sai che Felix è&#8230;” Tacque, vedendo che Ranarl si premeva un dito sulle labbra con un&#8217;occhiata di avvertimento.<br />
“Felix è cosa? Uno stupido? Pensi che io non lo sappia? Però è il solo figlio maschio che io abbia avuto, e&#8230;” Si sporse verso Carilla e le strizzò l&#8217;occhio. “E&#8217; uno stallone, con le donne&#8230; mi ricorda come ero io alla sua età. I giovani devono spargere il loro seme, sai. Ma si calmerà, tu aspetta e vedrai.” Il suo volto si rannuvolò. “Non come l&#8217;altra mia figlia, la femmina. Quella giovane puledra se n&#8217;è andata, e nessuno ne ha saputo più niente. Ha spezzato il cuore di sua madre.”<span id="more-8283"></span><br />
Carilla strinse i denti per tenersi in bocca una risposta dura. Senile o no, le sarebbe piaciuto mollargli un ceffone. Si alzò, bruscamente. “Io devo andare. Ranarl, vuoi accompagnarmi alla porta?”<br />
“Vai, vai” grugnì il vecchio alzando le mani. “Cosa me ne importa? Tutti quelli che vengono qui vogliono qualcosa. Ma non c&#8217;è rimasto niente.” E rise, di una risata demente.<br />
“Ti accompagno fuori, domna”, disse in fretta Ranarl. Quando furono fuori portata d&#8217;orecchio, l&#8217;uomo la guardò. “Bé, ora hai visto com&#8217;è&#8230;”<br />
“Più stupido di un cralmac!” Sbottò Carilla<br />
“A volte ha dei momenti di lucidità, ma poi&#8230; Bé, in fondo penso che sia meglio così.”<br />
“Non capisco perché tu abbia èpensato di dovermi chiamare”, disse stancamente Carilla. “Non c&#8217;è niente che io possa fare, qui.”<br />
“Non è del tutto vero. Nello studio di tuo padre c&#8217;è una cosa che devo farti vedere.”<br />
Altri ricordi invasero Carilla mentre seguiva Ranarl nella vecchia stanza polverosa dove c&#8217;erano file di tomi rilegati in pelle. Quante volte, seduta sulle ginocchia di suo padre, lo aveva guardato scrivere nel libro mastro della fattoria. E quando cavalcavano fianco a fianco sulle colline&#8230; Spesso aveva notato che la guardava, orgoglioso di vederla stare in sella come un uomo. Come aveva potuto dimenticarsene? Con una fitta di colpa si rese conto che tra lei e suo padre c&#8217;era stato un buon rapporto, fino a quel giorno fatale. Ciò che l&#8217;aveva amareggiata e offesa era stata proprio la certezza che lui avrebbe saputo comprenderla. E per tutti quegli anni lei aveva rifiutato di ammetterlo&#8230; fino ad ora.<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Vita Nuova -9-</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 14:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Eh?” Dom Garyth socchiuse gli occhi e guardò Carilla, insospettito. “Tu chi sei?” “Non mi riconosci?” domandò lei, a bassa voce. Per qualche motivo, il fatto di non essere riconosciuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov21.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov21.jpg" class="left"/>“Eh?” Dom Garyth socchiuse gli occhi e guardò Carilla, insospettito. “Tu chi sei?”<br />
“Non mi riconosci?” domandò lei, a bassa voce. Per qualche motivo, il fatto di non essere riconosciuta la urtava più dell&#8217;ostilità che si era aspettata.<br />
“Eh?”<br />
“Io sono Carilla. Sono tornata. Sai chi sono, vero?”<br />
“Carilla&#8230; tu?” Dom Garyth disse tristemente. “Non prendermi per stupido. La mia ragazza ha i capelli color del rame.” Guardò quelli di lei con disgusto. “Era una bella ragazza, mia figlia. Ed era sempre felice di vedermi&#8230; non come quell&#8217;idiota d&#8217;un Felix. Io la portavo ovunque con me, finché non fu troppo grande. Le ragazze sono fatte così, sai. Quando diventano donne, è meglio che il padre mantenga le distanze.”<br />
“Cosa&#8230; cosa ne è statodi lei?” Carilla stava facendo uno sforzo per placare il tremito che l&#8217;aveva scossa. Era più facile adattarsi alla confusione mentale di suo padre che cercare di farlo ragionare; non aveva bisogno del laran per vedere la pietà dietro l&#8217;espressione di Ranarl.<br />
“Cosa ne è stato?” Suo padre fece un gesto vago e scrollò le spalle ossute. “Ha preso e se n&#8217;è andata via, una notte.”<span id="more-8278"></span><br />
“Perché?”<br />
“Perché? E chi lo sa? Era un&#8217;ingrata, ecco la verità.”<br />
“Voi avete avuto un&#8230; uh&#8230; disaccordo. Non sei stato tu a&#8230; dirle di andarsene?” lo interrogò Carilla, perplessa.<br />
“Dirle di andarsene? Può darsi che io lo abbia fatto. Ma non dicevo sul serio. La casa è rimasta vuota, dopo che lei se ne è andata. Vuota&#8230;” Le lacrime scorsero sulle guance avvizzite del vecchio. “Vedi cosa ci resta, oggi? Niente. Tutti andati. Quando Felix torna a casa, è buono soltanto a farmi incavolare.”<br />
Carilla si schiarì la gola. “Mara mi ha detto che la mamma è morta. Mi dispiace.” Dopo averla avvertita di non fare il suo nome, Mara le aveva detto anche che Felix era morto da molto tempo, ucciso in duello per una donna.<br />
“Eh?” Suo padre alzò la testa. “Di chi parli?”<br />
“Domna Garyth”, ripeté Carilla, a voce più alta.<br />
“Oh, sì, è morta. Sepolta sulla collina.”<br />
“Io&#8230; non sono ancora stata lassù. Ranarl ha detto che&#8230; uh&#8230; le cose non vanno bene.”<br />
“Vanno bene? Ti sembra che tutto vada bene qui?” Il vecchio fece un gesto iroso. “Guarda questa fattoria! I campi e gli orti non producono più niente. I banditi continuano a venire qui, tutti gli anni, e tra loro e Felix non hanno lasciato abbastanza da nutrire i topi. C&#8217;è rimasto poco da portare via, ragazza mia. Molto poco.”<br />
“Ranarl mi ha detto che ci sono dei guai, ma non mi aspettavo questo.”<br />
“Ranarl? Cosa c&#8217;entra Ranarl coi nostri guai?” Dall&#8217;altra parte del letto il coridom alzò gli occhi al cielo, mentre la voce di Garyth si riempiva di rabbia. “E&#8217; stato Felix a ridurci così. Io l&#8217;ho avvertito, più di una volta: se continui a fare il mascalzone, a rubare e andare a donne, ti toglierò dal mio testamento. Erede o non erede. Ma lui va in giro coi suoi compari; non ricordo neanche l&#8217;ultima volta che è tornato a casa.”<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Vita Nuova -8-</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 20:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La camera di suo padre era più piccola di quello che Carilla ricordava, ma ancora notevole, nonostante le ragnatele che pendevano dagli artistici stucchi sulle pareti. In effetti, sembrava che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov1.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov1.jpg" class="left"/>La camera di suo padre era più piccola di quello che Carilla ricordava, ma ancora notevole, nonostante le ragnatele che pendevano dagli artistici stucchi sulle pareti. In effetti, sembrava che avesse un gran bisogno di essere pulita e ridipinta. Nell&#8217;aria si sentiva l&#8217;odore della vecchiaia e della malattia. Carilla trasse un lungo respiro, e quando entrò i suoi passi echeggiarono nel silenzio.<br />
“Buongiorno, mia signora”, disse Ranarl, alzandosi. L&#8217;uomo si affrettò a venirle incontro e le rivolse un inchino. “Tuo padre è ansioso di vederti.” E sottovoce aggiunse: “Ho dato un bel po&#8217; di biada al tuo cavallo. Tutto è a posto. E non preoccuparti se il vecchio non ti riconosce; a volte non riconosce neppure me”.<span id="more-8272"></span><br />
“E&#8217; passato molto tempo”, mormorò Carilla. Al&#8217;improvviso si sentiva di nuovo una bambina. Le era sempre stato proibito entrare in quella camera senza permesso&#8230; e quando accadeva, ciò significava l&#8217;arrivo di una punizione di qualche genere. Il suo cuore perse un battito quando vide la figura rinsecchita quasi perduta nel grande letto. Sicuramente le mani ossute che giacevano chiuse a pugno sulle coperte non appartenevano al rude guerriero dalle spalle larghe che lei ricordava&#8230;<br />
“Devi essere stanca, mia signora”, disse Ranarl. “Ti prego, siedi.” Le indicò una poltrona molto imbottita, accanto al letto. Carilla sedette con cautela, appollaiandosi rigidamente sul bordo. Suo padre restò in silenzio, a occhi chiusi, e lei non aprì bocca. Infine Ranarl disse: “Dovrò svegliarlo. A volte si addormenta a metà di una frase, mentre parliamo, perciò non sorprenderti”. Con un sorriso incoraggiante posò una mano su una spalla dell&#8217;uomo. “C&#8217;è qui una persona, venuta a farti visita&#8230; una persona che stavamo aspettando.”<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Vita Nuova -7-</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 18:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mara venne a incontrarla sulla porta. Si pulì sul grembiule le mani infarinate e la strinse in un abbraccio, piangendo. “Sono così contenta di rivederti. Temevamo che non saresti venuta.” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover7.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover7.jpg" class="left"/>Mara venne a incontrarla sulla porta. Si pulì sul grembiule le mani infarinate e la strinse in un abbraccio, piangendo. “Sono così contenta di rivederti. Temevamo che non saresti venuta.” Tenne Carilla per le spalle e la guardò da capo a piedi. “Sei cresciuta, e diventata donna. Una bella donna!” Con le lacrime agli occhi, Carilla le restituì l&#8217;abbraccio. Mara era diventata così vecchia e fragile che la riconosceva a stento. “sono venuta appena ho potuto. Ma non capisco&#8230;”<br />
“Capirai. Ranarl ti spiegherà, più tardi. Per la maggior parte del giorno deve tener compagnia a dom Garyth. Tuo padre è inchiodato a letto, e Ranarl deve fare tutto, dentro casa e fuori. La maggior parte dei servi hanno dovuto unirsi all&#8217;esercito, durante l&#8217;ultima guerra&#8230; sai come vanno le cose qui sulle montagne, e non c&#8217;è rimasto nessno.<span id="more-8268"></span> Noi facciamo quello che possiamo, ma non è facile.” La donna scosse il capo, mesta. “Bé, non dovrei infastidirti coi nostri problemi. Sono gli stessi ovunque, di questi tempi. Noi abbiamo pensato che dovevi vedere tuo padre, finché è ancora vivo, ma prima butta giù un boccone. Vieni a sederti con me in cucina, se mangiare al caldo non ti dispiace.”<br />
“Credo proprio di no.” Carilla rise. “Del resto, non sono vestita per una cena formale.”<br />
“Sai, somigli molto a tua madre, quando aveva la tua età. Naturalmente lei non portava la spada, ma si vede che i tempi cambiano, eh, sì!” Mara la prese per mano e la condusse nel lungo corridoio oscuro verso la luce della cucina, sul retro della casa. Lì la fece sedere ad un rozzo tavolo di legno davanti al camino acceso, e versò del tè d&#8217;erbe bollente per ciascuna di loro. Per carilla, quella grande cucina era piena di ricordi della sua infanzia, quando sedeva lì a chiaccherare coi servi, che le prestavano più attenzione dei suoi genitori.<br />
Mara mise sul tavolo un vassoio di vivande dopo l&#8217;altro, senza smettere di dirle quaanto era felice di rivederla. “Spero che tu abbia trovato un po&#8217; di felicità, ragazza mia. Ma non sei sposata, no? Voglio dire, non mi sembra che tu abbia&#8230;”<br />
“Per carità, no di certo!” esclamò Carilla, e rise. “Il matrimonio non è tutto nella vita, sai?” Cominciò a mangiare con appetito. Aveva però notato che la cucina era molto malridotta e che nel pane di noci c&#8217;erano pochissimi pezzi di noci. Con un senso di disagio si rese conto che la magrezza di Mara non era dovuta all&#8217;età.<br />
“Oh, non dire questo”, rispose l&#8217;altra. “Ogni donna desidera sposrsi. E&#8217; solo che&#8230; bé, le cose non hanno funzionato nel modo giusto per te. EH, sì, il mondo è fatto così, purtroppo, e non come pare a noi. E non sappiamo mai ciò che gli Dei hanno in serbo per noi, è vero?”<br />
“Suppongo di sì”, disse pensosamente Carilla. La sua vita aveva preso strane svolte, e quella che l&#8217;aveva riportata lì era forse la più strana di tutte. Chi avrebbe mai detto che qualcuno le avrebbe dato il benvenuto, al suo ritorno?<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Nuova Vita -6-</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 16:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov6.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov6.jpg" class="left"/>Ma non c&#8217;erano posti dove lei potesse &#8216;stargli fuori dai piedi&#8217;. Ovunque fosse, qualunque cosa stesse facendo, ogni volta che Felix la trovava da sola si divertiva a torturarla. Anche il giorno in cui aveva usato il gatto di lei come bersaglio per il tiro con l&#8217;arco, il padre di Carilla aveva riso, dicendo: “Bé, per fare pratica dovrà pure tirare contro qualcosa, no? Nel granaio devono esserci cinquanta gatti. Cercatene un altro”.<br />
Era stato Felix, assieme alla banda di perdigiorno che si tirava dietro, il responsabile del &#8216;guaio&#8217; che aveva messo fine così bruscamente alla sua infanzia. Nonostante ogni precauzione Carilla era stata sorpresa da loro nel granaio, una sera, e trascinata nel fienile. Lei aveva pregato gli Dei di farla morire, o almeno di non restare incinta; le sue suppliche non avevano avuto risosta. Disperata, aveva provato ogni espediente a lei noto per abortire, dagli infusi di erbe, agli sforzi fisici più stressanti.<span id="more-8263"></span> Niente aveva funzionato. Quando il suo stato non aveva più potuto essere nascosto si era affidata alla comprensione di sua madre. Né lei né il padre avevano voluto credere alla sua storia. Quella stessa notte se n&#8217;era andata. Soltanto Ranarl e Mara erano stati buoni con lei. Il coridom aveva insistito perché prendesse la sua giumenta, Ballerina, e Mara le aveva preparato un cestino di viveri. All&#8217;ultimo momento Ranarl le aveva perfino messo in mano alcune monete. “Avrai bisogno di qualche soldo, ragazza”, aveva detto con le lacrime agli occhi. “Quello che ti stanno facendo non è giusto&#8230; dal tuo fratellastro non c&#8217;è da aspettarsi di meglio, so bene come è fatto&#8230; ma non c&#8217;è modo di cambiare il carattere del nostro nobile. E&#8217; un uomo crudele, questa è la realtà. Spero che tu trovi un posto sicuro.”<br />
Soltanto in seguito Carilla aveva capito quale rischio lui e sua moglie avevano corso.<br />
“Mia signora”, disse Ranarl, esitante. “Hai fatto un lungpo viaggio. Resterai qui per la notte, vero?”<br />
“Per la notte? Penso di no.” Con uno sforzo lei tornò al presente. “Ma accetterei volentieri qualcosa da mangiare, e Mantogrigio non rifiuterebbe un po&#8217; di biada. Sulle salite si è stancato, e dopo Scaravel ho cominciato a chiedermi se ce l&#8217;avrei fatta ad arrivare.”<br />
“Non mi sorprende. Il tempo è stato inclemente quest&#8217;anno. Quasi non passa giorno senza una nevicata. Penserò io al tuo cavallo. In quanto a te&#8230; Mara ha lavorato in cucina dall&#8217;alba al tramonto. Abbiamo pochi servi, capisci, e in casa lei deve occuparsi di tutto. Credo che ti accorgerai che molte cose sono cambiate dopo la tua partenza.”<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Nuova Vita -5-</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 14:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover5.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkover5.jpg" class="left"/>Fu Ranarl ad aprirle il cancello. Era molto invecchiato, ma conservava ancora la poderosa struttura fisica che ai suoi tempi l&#8217;aveva aiutato a diventare un campione di lotta. Prima che potesse fermarlo, lui s&#8217;inchinò profondamente. “Vai domna, vai domna! Sei qui finalmente! Non credevamo che saresti tornata davvero.”<br />
“Non fare così. Alzati, via!” disse Carilla con una risata. “Non devi inchinarti a me, vecchio amico. E poi, come vedi, io non sono una dama.”<br />
Sul volto rugoso dell&#8217;uomo si dipinse lo stupore quando si accorse dei suoi capelli grigi tagliati corti, e della malridotta uniforme militare che indossava. Il suo sguardo si fermò con aperta disapprovazione sulla spada appesa alla sua cintura. Infine domandò, perplesso: “Sì, vedo. Ma&#8230; chi avrebbe pensato una cosa simile? Spesso ci siamo chiesti cosa ne fosse stato di te”.<span id="more-8258"></span><br />
“Cos&#8217;altro avrei potuto fare?” disse Carilla, col tono di chi ha imparato ad accettare l&#8217;inevitabile.<br />
Ranarl scosse il capo. “E&#8217; triste che una donna preferisca portare una spada, invece di un figlio.”<br />
Carilla fu tentata di giustificarsi, ma si tenne le parole in bocca. Ranarla aveva buone intenzioni, non era il caso di ferire i suoi sentimenti mettendosi a discutere. “Come sta la mia famiglia?” domandò invece. “La sua lettera diceva solo che sarei dovuta venire al più presto.”<br />
“E&#8217; il dom. Sta morendo. Ho pensato che avresti dovuto vederlo.” Ranarl scosse tristemente il capo. “Tua madre è morta tre anni fa, ma dubito che tu l&#8217;abbia saputo.”<br />
“No, non sapevo che mamma fosse morta”, rispose Carilla, accigliata.<br />
“Le cose non sono più come una volta, qui. La mente di dom Garyth vaga altrove, e ora&#8230;” La voce di Ranarl si spense.<br />
Carilla sospirò. Nella sua famiglia c&#8217;era sangue Ardais. Era una parentela alla lontana, ma un tempo, quando tua madre si arrabbiava, era solita gridare al marito: “Tu hai una vena di pazzia, come tutti i tuoi consanguinei!” Se qualcuno di loro era veramente un pazzoide, comunque, pensò Carilla, era il suo fratellastro Felix, poco più anziano di lei. Essendo il primogenito del loro padre, nato da un precedente matrimonio, ciò che faceva Felix non era mai sbagliato. Già quand&#8217;era una bimba di pochi anni lei aveva imparato che non serviva a niente andare a piangere da sua madre, col naso sanguinante e gli occhi pesti, dopo che Felix l&#8217;aveva picchiata. “Devi avergli fatto i dispetti”, le diceva sempre la donna.<br />
“I bambini sono bambini”, rincarava la dose suo padre. “Cerca di strgli fuori dai piedi. A nessun maschio piace avere intorno una sorella più piccola dalla mattina alla sera.”<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Nuova Vita -3-</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 18:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov3.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov3.jpg" class="left"/>La ragazza sbuffò, sprezzante. “Non farmi ronzare le orecchie con i discorsi di &#8216;quando avrò una certa età&#8217;. Dopo ciò che ti hanno fatto, al tuo posto io non rivolgerei mai più la parola a quella gente. E continuo a pensare che tu sia stata una dannata stupida a tornare qui.”<br />
“Allora perché mi hai accompagnato?” replicò Carilla.<br />
“Potevo forse lasciarti viaggiare su queste montagne da sola? Io sono la tua bredini giurata, dopotutto&#8230; oppure sono io il problema? Hai vergogna, è così?” la accusò Lori. “Non vuoi che la tua preziosa famiglia sappia che la tua amante è una donna&#8230; e per di più una contadina delle terre basse, una misera plebea. E&#8217; vero? Dillo!”<br />
“No! Questo non c&#8217;entra niente! E se tu non puoi capire, forse faresti meglio a tornare indietro!” esclamò lei seccata.<span id="more-8248"></span><br />
“Se avessi immaginato di essere un tale disturbo per te, non sarei venuta affatto”, la rimbeccò l&#8217;altra con uguale veemenza. Il suo volto giovane, morbido, era contratto in un&#8217;espressione acida che significava guai, come Carilla sapeva per esperienza. Ora sarebbero occorsi giorni prima che Lori tornasse a rivolgerle la parola. E di nuovo si chiese perché si fosse innamorata di una donna molto più giovane di lei.<br />
“Senti”, disse in tono stanco, “tornare qui non è facile per me, lo sai. Forse dovrei andare giù a Snow Haven da sola. Perché non torni ad aspettarmi al rifugio dove abbiamo pernottato? Non è troppo lontano&#8230; probabilmente io ce la farò a raggiungerti là prima del tramonto.”<br />
“Se è questo che vuoi.”<br />
Carilla ebbe una risatina aspra. “Non è ciò che voglio, ma sospetto che sia ciò che vuoi tu. Ci vediamo là, allora.”<br />
“Come ti pare.” Il cavallo di Lori mandò un nitrito di protesta quando lei lo fece voltare. Mentre lo spronava su per la pista da cui erano giunte, la ragazza gridò: “Se domattina non sarai tornata, non contare che io ti aspetti!”<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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		<title>Una Nuova Vita -2-</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 16:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov2.jpg?9d7bd4" alt="http://www.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2011/03/darkov2.jpg" class="left"/>“Io&#8230; ho un sacco di pensieri per la testa. Forse non mi riconosceranno neppure”, disse Carilla sotto voce: Si guardò pensosamente le mani, segnate dalla fatica e dalle cicatrici. Non sarebbero piaciute alla snella ragazza dai capelli rossi che un tempo se le curava, con la crema di latte per mantenerle candide. Al suo posto c&#8217;era una guerriera indurita dalle battaglie che non pensava più a quelle cose, una spadaccina dagli ispidi capelli grigi, col naso rotto e una faccia che per decenni aveva preso colpi, nella mischia. Non era certo il tipo che un uomo guardava due volte, pensò con un sospiro. In effetti, quel pensiero non le passava per la mente da tanti anni che le parve strano averlo avuto adesso.<br />
“Se vuoi saperlo, non capisco perché tu abbia voluto venire qui”, disse Lori in tono petulante.<span id="more-8243"></span><br />
“Ho le mie ragioni:” Carilla si raddrizzò sulla sella e stiracchiò la schiena. Poi tolse un piede dalla staffa, alzò la gamba agganciandosi col ginocchio al pomo della sella, e pescò fuori dalla tasca-cintura un sigaro lungo e sottile. Lo accese, aspirò una boccata del fragrante fumo di erbe e lo passò a Lori. “Ti ho fatto leggere la lettera di Ranarl. Lui è stato il nostro coridomper anni: Lui e sua moglie Mara furono i soli ad avere un po&#8217; di comprensione per me dopo che&#8230; bé, lo sai&#8230;” La voce di Carilla si smorzò. Molto tempo addietro aveva raccontato a Lori la triste storia della sua infanzia; era inutile ripeterla. “In ogni modo”, aggiunse, “ho un debito con loro: Evidentemente lui era convinto che il guaio fosse abbastanza grosso da doversi mettere in contatto con me, così ho pensato che forse&#8230;”<br />
“Ma che stai dicendo?” la interruppe Lori. “Che forse la tua famiglia ti darebbe il benvenuto? Questo è pazzesco!”<br />
“Può darsi”, convenne lei: “Ma quando avrai una certa età, Lorilla, la penserai diversamente su queste cose.”<br />
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley</p>
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